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Aria nord-atlantica in azione, tutte le quote neve del fine settimana

Due perturbazioni di origine atlantica porteranno al seguito aria più fredda a causa di una graduale disposizione meridiana delle correnti. La quota neve ne risentirà vediamo dove e come

In primo piano - 7 Dicembre 2007, ore 10.40

Sarà un vero e proprio trenino perturbato quello che vivacizzerà questo fine settimana italiano. Un primo sistema frontale, giunto nella mattinata di venerdi al centro-nord, separerà la massa d'aria relativamente mite preesistente sul Mediterraneo da un flusso più freddo di origine nord-atlantica. La neve cadrà quindi sulle Alpi, segnatamente sui crinali di confine e settori adiacenti, a quote inizialmente poste intorno ai 1000m. Saranno dunque interessate l'alta valle d'Aosta la zona del Sempione, le Alpi Retiche, le Venoste, le Tridentine e le Aurine. In serata l'ingresso dell'aria fredda ammanterà di bianco anche i fondovalle posti oltre i 700m. La sventagliata precipitativa raggiungerà quindi anche l'Appennino e allieterà con i bianchi fiocchi chiunque si trovi oltre i 1400-1600m, specialmente lungo i settori centrali della dorsale montuosa. Ancora in attesa le montagne del sud. Sabato altro giro, altra corsa, arriva il turno del centro-sud dove la dama bianca andrà a fare visita alle località appenniniche umbre, marchigiane e dell'alto Lazio intorno ai 900m, mentre le stazioni sciistiche di Abruzzo, Molise e Lucania dovranno attendere il pomeriggio-sera per vedere i fiocchi imbiancare le vallate fin verso i 750m. Nel pomeriggio-sera inoltre un ulteriore apporto di aria fredda da est spingerà la polvere argentea anche sulle montagne calabresi, in particolare sulla Sila dove i fiocchi si avventureranno fin verso i 1000-1100m. Domenica scocca nuovamente l'ora delle Alpi. Sempre battute le creste di confine con nevicate inizialmente intorno a 1000-1100m, lo stesso dicasi per l'Appennino Tosco-Emiliano con qualche accumulo di rilievo sulle Apuane e sui monti alle spalle della Garfagnana. L'aria fredda che segue la perturbazione non tarderà a farsi sentire ed ecco i fiocchi comparire nuovamente intorno agli 800m su val d'Aosta, alta Lombardia e Alto Adige. In Appennino per contro, le correnti occidentali agevoleranno l'azione mitigante del mare che limiterà questa volta il candido manto alle cime poste intorno ai 1400m sui settori centrali, mentre per le montagne campane e calabresi la pioggia guadagnerà terreno fin verso i 1500-1600m.

Autore : Luca Angelini

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