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Aria fredda dalla porta del Rodano o da quella di Trieste, cosa cambia per l'Italia? (Seconda parte)

Sono due tra gli ingressi prediletti dell'aria fredda quando decide di riversarsi sull'Italia. Le differenze meteorologiche che ne derivano sono molte e determinanti.

In primo piano - 6 Novembre 2009, ore 13.45

Nel caso in cui la nostra massa di aria fredda provenga dai quadranti settentrionali o nord-orientali, la prima cosa che avviene è una azione di rimbalzo a ridosso delle Alpi orientali, con relativo incanalamento dei flussi verso sud o sud-ovest attraverso le valli del Carso, con uscita impetuosa sul golfo di Trieste. Stiamo parlando naturalmente della Bora. A seconda dell'origine della massa d'aria occorre distinguere in Bora chiara o Bora scura; la prima, più violenta, viene sospinta lungo il bordo orientale di un anticiclone (ivi compreso quello russo-siberiano invernale) e apporta cieli sereni ma temperature molto fredde. La seconda, meno intensa, segue il transito di corpi nuvolosi che scorrono lungo il bordo orientale di un anticiclone nord-europeo o scandinavo e può determinare nuvolosità e precipitazioni, anche nevose fin sulle coste dell'alto Adriatico durante l'inverno se la massa d'aria è di origine artica. Analogamente al discorso fatto per il Maestrale, anche la Bora nasce per riappianare lo squilibrio di pressione creatosi in seguito alla situazione sinottica tra i due versanti alpini. Una volta superate le Alpi Giulie, si svilupperà nel nostro caso un minimo di pressione che generalmene andrà a posizionarsi sull'alto o medio Adriatico. Ecco quindi le precipitazioni concentrarsi sulle Venezie, lungo il medio e alto versante adriatico, coinvolgendo anche l'Emilia Romagna e l'est della Lombardia, apportandovi in inverno anche condizioni favorevoli a cadute di neve. In talune circostanze, a seconda dell'intensità e della direzione d'impatto delle correnti, questo minimo potrà anche collocarsi sull'Adriatico meridionale e perfino sul medio o basso Tirreno. In questo caso il vortice avrà l'ulteriore supporto dell'attraversamento appenninico con relativa formazione di un minimo sottovento alla catena montuosa. La situazione apporterà maltempo diffuso con nevicate invernali su molte regioni del sud.

Autore : Luca Angelini

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