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Aria ARTICA sull'Europa; ecco le ultime novità

Con l'esordio della dinamica artica sull'Europa attesa da venerdì 13 gennaio in avanti, il nostro Paese ricadrà sotto l'influenza di una circolazione progressivamente più fredda che tenderà poi ad acquisire nuovamente caratteristiche cosiddette "continentali". A quel punto le soluzioni previsionali potrebbero essere due, le spieghiamo brevemente in questo redazionale.

In primo piano - 11 Gennaio 2017, ore 17.10

Seppur nelle fisiologiche variazioni esistenti tra uno e l'altro aggiornamento, quest'oggi il modello americano risulta ormai appaiato con la linea di tendenza messa già da qualche giorno in evidenza dalla controparte europea. Una nuova dinamica FREDDA di origine ARTICA appare ormai alla nostra portata; l'esordio come sempre affidato ad una pulsazione dell'anticiclone delle Azzorre verso le latitudini settentrionali dell'oceano Atlantico, conseguenza diretta di una ripresa dei flussi di calore diretti alle elevate latitudini. Infine una discesa (massiccia) d'aria fredda artica in direzione dell'Europa centrale ed orientale che sarebbe poi in grado di estendersi senza problemi anche al Mediterraneo.

Nuova instabilità che tra venerdì 13 e sabato 14 tornerebbe a farsi vedere sulle regioni centrali e meridionali dello stivale, ed infine la formazione di una vera e propria ciclogenesi in grado di tenere sotto scacco le condizioni atmosferiche del Mezzogiorno, con molte giornate di tempo instabile se non addirittura perturbato. Un nuovo raffreddamento della temperatura si farebbe sentire soprattutto sulle regioni settentrionali, stante l'arrivo di isoterme nuovamente inferiori a -5°C alla quota di 850hpa (circa 1500 metri). 

Da questo punto in avanti le soluzioni previsionali appaiono sostanzialmente due, fermo restando come entrambe le linee di tendenza sposino comunque la tesi del FREDDO almeno sino al termine della seconda decade del mese.

- La prima soluzione vedrebbe ancora l'anticiclone oceanico addossato ai settori occidentali d'Europa (ovest Francia - Penisola Iberica), l'esordio di un lungo periodo freddo ma secco sulle regioni del nord, ancora molta instabilità al centro-sud.

- La seconda soluzione vedrebbe il dilagare del freddo dai settori centrali a quelli occidentali d'Europa, il distacco del nostro anticiclone verso l'Europa settentrionale e la creazione di un canale depressionario in grado di portare alla formazione di ciclogenesi (figure di bassa pressione) ad ovest dell'Italia con l'arrivo della neve anche al nord.


Al momento la prima ipotesi sembrerebbe essere quella più probabile ma non possiamo nemmeno ancora escludere la seconda. 

Seguite gli aggiornamenti. 


Autore : William Demasi

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