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APRILE: arrivano i primi tepori, ma il mare resta FREDDO; quali le conseguenze in Italia?

La terraferma tende lentamente a scaldarsi, ma il mare resta ancora freddo...

In primo piano - 3 Aprile 2018, ore 08.00

Il periodo più freddo dell’anno è ormai alle nostre spalle e il sole comincia a scaldare l’ambiente, stante la sua maggiore altezza sull’orizzonte.

La nostra Penisola, che ha una struttura orografica complessa, risente di questo riscaldamento in modo diverso a seconda che ci si trovi in montagna, in pianura o in riva al mare.

Tra la fine del mese di marzo e l’inizio di aprile, la temperatura nelle ore centrali della giornata e in condizioni di cielo sereno può tranquillamente superare i 20° sulle zone pianeggianti del nord, mentre lungo i litorali i valori non salgono quasi mai sopra i 15-16°.

Il motivo delle temperature più basse lungo le coste in questo periodo è da mettere in stretto rapporto con la temperatura della superficie marina, che risulta più bassa rispetto a quella della terraferma.

Se una porzione di terra riesce a riscaldarsi e a raffreddarsi con molta facilità e in un lasso di tempo abbastanza breve, una massa d’acqua necessita di un tempo molto più lungo per modificare la sua temperatura interna. Di conseguenza se alla terraferma bastano poche giornate soleggiate per riscaldarsi, al mare possono essere necessari mesi.

Questa latenza che il mare possiede nei confronti degli sbalzi di temperatura si ripercuote anche sulle condizioni meteorologiche presenti in un determinato luogo. Il primo parametro che risente di tutto ciò è la temperatura. In una bella giornata primaverile, la temperatura che si registra sulla fascia costiera è mediamente più bassa di quella registrata all’interno, sempre che non intervengano venti di caduta a modificare il tutto.

Anche la brezza di mare risulta più intensa nel periodo primaverile, in quanto il divario termico tra la temperatura del mare e quello della terraferma può essere notevole.Questa differenza di temperatura si mantiene anche nel periodo estivo, anche se tende ad essere meno accentuata con il passare dei mesi.

Un altro fenomeno legato alla temperatura del mare piuttosto bassa è la presenza delle nebbie di mare. Quando aria caldo-umida scorre al di sopra della massa d’acqua più fredda si determina in prossimità della superficie marina la condensazione del vapore acqueo in strati nebbiosi, che poi guadagnano le coste seguendo la dinamica delle brezze.

Può capitare di partire da Milano con un bel sole caldo e arrivare in Liguria trovando nubi basse e banchi di nebbia.

Anche la costruzione dei sistemi nuvolosi è in stretto rapporto con la temperatura della superficie del mare. In primavera e nella prima parte dell’estate è molto più facile che i temporali frequentino le zone interne, per via del calore maggiormente disponibile dal riscaldamento del terreno.

Sul mare le temperature più basse inibiscono la formazione delle nubi, in quanto l’energia messa in gioco è nettamente inferiore. Di conseguenza le precipitazioni e gli eventuali temporali saranno poco probabili.

In autunno il discorso si inverte: il mare mantiene il calore accumulato nel periodo estivo più a lungo rispetto alla terraferma. Di conseguenza l’energia a disposizione per la creazione di temporali e nubi sarà maggiore in vicinanza delle coste e minore all’interno.


Autore : Paolo Bonino

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