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APOCALISSE CLIMATICA: verso una nuova glaciazione?

Rapporto del Pentagono a Bush: effetto serra peggio di Al Qaida

In primo piano - 24 Febbraio 2004, ore 08.40

Un resoconto del Pentagono, completato alla fine del 2003 e commissionato da Andrew Marshall, un guru della pianificazione strategica, destinato al Presidente Bush, sarebbe stato “intercettato” dalla rivista «Fortune» che l’avrebbe così rimbalzato alla stampa internazionale tramite il prestigioso quotidiano britannico «The Observer». Il rapporto, ormai non più segreto, disegnerebbe uno scenario da Apocalisse con questo ammonimento: “i cambiamenti climatici nei prossimi vent'anni rischiano di provocare una catastrofe globale con perdite di milioni di vite umane in guerre e disastri naturali nei prossimi due decenni. L'effetto serra è peggio di Al Qaida”. Il documento, commissionato dal dipartimento della Difesa a due esperti di pianificazione strategica, descrive i bruschi cambiamenti del clima che attendono il pianeta tra 2010 e 2020 rischiando di portare il mondo sulla soglia dell'anarchia e di conflitti combattuti sul fronte della mera sopravvivenza e non più della religione, dell'ideologia, dell'onore nazionale. Testualmente si annuncia che: «Rivolte e conflitti diventeranno parte endemica della società: la guerra tornerà a definire i parametri della vita umana». Proprio il 18 febbraio, oltre 60 tra i maggiori ricercatori degli Stati Uniti appartenenti all'organizzazione indipendente Union of Concerned Scientists, compresi 20 premi Nobel, hanno accusato l'amministrazione guidata da George W. Bush di avere sistematicamente distorto i rapporti scientifici su ambiente, cambiamenti climatici, salute, ricerca biomedica e armamenti, piegandole alle proprie esigenze politiche. Gli scienziati indicano molti casi in cui l'amministrazione Bush avrebbe censurato rapporti di scienziati da essa stessa incaricati, inserito persone non qualificate nelle commissioni di valutazione per condizionarne l'esito, o semplicemente rifiutato di avvalersi di una valutazione scientifica indipendente. Insomma questo rapporto, tenuto nascosto per 4 mesi, confermerebbe le loro accuse. Ma veniamo ai contenuti del rapporto diffuso da Fortune: Non pretende di essere una vera e propria previsione, ma si disegnano i possibili scenari futuri per permettere la pianificazione di strategie d’azione. Si parla delle conseguenze peculiari che l’Effetto Serra potrebbe causare, tra le quali il blocco della Corrente del Golfo, già ipotizzato e studiato dal Professor Robert Gagosian, direttore del Woods Hole Oceanographic Institution nel Massachusetts. Si avverte che uno spegnimento totale ed improvviso della Corrente del Golfo potrebbe portare in meno di 20 anni gran parte dell’Emisfero Settentrionale a confrontarsi con inverni rigidissimi. Un rallentamento che potrebbe anche essere di natura temporanea, come avvenne durante la piccola glaciazione (1300-1850), e che non sarebbe niente confrontata con la grande glaciazione, ma che sarebbe sufficiente a devastare la nostra società e gli equilibri mondiali. Inoltre si fa riferimento anche al secolo di freddo, siccità e venti violenti, che si sarebbe avuto, nell’Emisfero Settentrionale, circa 8200 anni fa, in seguito ad un periodo di riscaldamento successivo alla fine della glaciazione e che avrebbe causato il blocco totale della Corrente del Golfo. Inoltre si fa presente che alcuni studi condotti sui ghiacci artici in Groenlandia hanno messo in evidenza che le temperature precedenti alle glaciazioni erano sorprendentemente aumentate fino agli stessi livelli odierni e senza che l’uomo potesse influirne in nessun modo con gli effetti dell’industrializzazione. Ecco gli scenari descritti nel Rapporto. L'Europa sarebbe la regione più colpita dagli effetti del clima subendo un calo di 3,5 gradi centigradi della temperatura media, contro 2,8 gradi in meno lungo la Costa Est del Nord-America. Apparirebbero iceberg fin lungo la costa del Portogallo, ma anche nel migliore dei casi in Gran Bretagna e in gran parte d’Europa il clima diventerebbe più freddo e più asciutto: Londra dovrà abituarsi a schemi meteorologici simili alla Siberia. Se, come ipotizzato, lo spegnimento della Corrente avvenisse nel 2010, già a partire dal 2007 violente tempeste abbatterebbero le barriere costiere rendendo inabitabile, ad esempio, gran parte dell'Olanda. Città come l'Aja rischiano di essere sommerse dalle acque e dovrebbero essere abbandonate. Inondazioni in gran parte dell’Asia, dove Bangladesh, India e Cina sarebbero messe a dura prova per un aumento delle tempeste monsoniche. Abbandono delle terre Scandinave da parte delle popolazioni duramente colpite. Secondo i due autori del rapporto, e consulenti della CIA, Peter Schwartz e Doug Randall, è tempo che «i cambiamenti climatici escano dal dibattito scientifico per investire quello della pianificazione strategica» perché «entro il 2020 catastrofiche carenze di acqua e energia diventeranno sempre più acute e faranno precipitare il pianeta nella guerra». Disordini e conflitti interni arderanno l'India, il Sud Africa e l'Indonesia. Aree ricche e potenti come gli Stati Uniti e l'Europa diventeranno «vere e proprie fortezze» e cercheranno di impedire l'afflusso di milioni di profughi da terre sommerse dalle acque o regioni incapaci di produrre raccolti. Crisi in Russia, e paesi dell’Est, Unità Europea salda in difesa dei propri confini dagli assalti dei più poveri e bisognosi. Cambiamenti di molti schieramenti ed alleanze tra Stati con l’obbiettivo di far fronte alla nuova drammatica situazione e a nuove impellenti necessità. Secondo i suggerimenti degli esperti del Pentagono gli USA dovrebbero: • Aumentare la ricerca sulle cause che condurranno al cambiamento climatico e le modalità in cui sta avvenendo. • Sostenere studi sugli scenari che potrebbero avverarsi, incluse ricadute politiche, economiche, ecologiche e sociali sulle regioni fondamentali per la produzione alimentare. • Identificare strategie per assicurare accesso a cibo ed acqua per la sicurezza nazionale. • Formare squadre capaci di trovare soluzioni ad una possibile migrazione di massa, a carenze di cibo e di acqua. • Elaborare possibili modi per interrompere un raffreddamento improvviso — a tutt’oggi appare più semplice scaldare che raffreddare il clima, così potrebbero esserci delle soluzioni geo-ingegneristiche da mettere in atto per prevenire un collasso catastrofico delle temperature. Speriamo che almeno questo serva a far sbloccare dei finanziamenti verso politiche ecologiche ben mirate e ricerche scientifiche ambientali su più fronti. Massimiliano Santini (fonte “Fortune”)

Autore : Massimiliano Santini, fonte "Fortune"

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