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Anticiclone scandinavo e Atlantico basso: un binomio non sempre possibile...

La situazione di SCAND POSITIVO prevista nei prossimi giorni potrebbe battere la strada alle piovose correnti atlantiche? Forse...

In primo piano - 21 Settembre 2017, ore 10.09

La mappa mostra la mastodontica struttura anticiclonica che si posizionerà in sede scandinava nel corso dei prossimi giorni.

Il MODELLO CANADESE opta per valori pressori molto elevati, fino a 1045 mb, unitamente a geopotenziali più consoni al mese di luglio piuttosto che settembre.

L'Italia non verrà interessata da questo abbraccio stabilizzante, in quanto si troverà sotto condizioni instabili legate alle correnti fresche in scorrimento sul bordo meridionale dell'anticiclone medesimo.

Con il termine Scand + si intende una circolazione sinottica che presenta una figura di alta pressione più o meno forte posizionata in sede scandinava. Gli effetti di questa situazione a scala mediterranea ed italica sono molteplici e dipendono da molti fattori.

Prendiamo come esempio l'estate 2002; in quel caso la Scandinavia ebbe una delle estati più calde e secche di sempre, grazie alla presenza di un forte anticiclone in loco. L'Italia e gran parte dell'Europa centrale ricordano invece l'estate 2002 come una delle più piovose e fresche, con frequenti manifestazioni temporalesche e temperature al di sotto della norma.

Se lo Scand + si presenta in inverno, il freddo viene prelevato dall'est europeo e scorre sul bordo meridionale dell'anticiclone stesso con correnti orientali nei bassi strati e con conseguenti nevicate a bassa quota soprattutto sul versante adriatico della Penisola.

Nel periodo autunnale invece, la medesima configurazione barica può servire per "abbattere" anticicloni tenaci e consentire l'ingresso delle piovose perturbazioni da ovest. In altre parole, le correnti fredde orientali se veicolate in maniera ficcante verso l'Europa occidentale, possono abbattere i geopotenziali in loco preparando il terreno a fronti piovosi più incisivi.

Le cose, tuttavia, non sono così semplici. In tutto questo meccanismo apparentemente produttivo in fatto di fenomeni per la nostra Penisola, c'è sempre da tener conto della variabile subtropicale. L'alta pressione può presentare un massimo sulla Scandinavia, ma mantenere un collegamento con il quartier generale delle alte pressioni, ovvero con il tropico. (SI VEDA LA MAPPA IN ALTO A SINISTRA)

Con un massimo pressorio in sede scandinava e un collegamento forte con l'anticiclone subtropicale, l'Italia in genere vive un lungo periodo di stabilità, con temperature superiori alla norma e assenza di pioggia. In questo caso si ha anche il blocco completo della circolazione atlantica e se il "cordone ombelicale" tra i due anticicloni non si spezza, spesso occorrono settimane per smantellare tutta l'impalcatura altopressoria.

Insomma, l'alta pressione sulla Scandinavia è spesso sinonimo di tempo instabile o freddo (in inverno) dalle nostre parti, ma con le dovute eccezioni. Nei prossimi giorni, solo una recisione del collegamento altopressorio con il tropico garantirà l'ingresso dell'Atlantico e della pioggia sull'Italia nei primi giorni di ottobre. Alcune mappe questa mattina sono possibiliste circa un'operazione atmosferica di questo genere, ma non dimentichiamoci che l'alta pressione subtropicale è sempre una figura barica molto ostica da elidere...


Autore : Paolo Bonino

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