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Anticiclone russo contro il polo freddo canadese: chi influenzerà l’'Europa nei prossimi giorni?

Freddo canadese e freddo russo messi a confronto. Le principali caratteristiche che contraddistinguono i due protagonisti di questo scorcio di inverno. Proviamo a tracciare una possibile linea di tendenza tra la fine di gennaio ed inizio febbraio.

In primo piano - 27 Gennaio 2012, ore 10.40

Nei prossimi giorni due grosse figure bariche si contenderanno la scena europea. Un vasto anticiclone termico collocato sulla Russia trascinerà un polo freddo di notevole entità sin verso l’Europa centro orientale. Dall’altro capo dell’oceano, la vistosa attività ciclonica in sede canadese e groenlandese, che concorrerà a rendere sbilanciato verso oriente l’anticiclone atlantico.

L'anticiclone atlantico presenta una natura completamente diversa rispetto a quello russo. Si tratta di un alta pressione di natura dinamica, caratterizzata da valori tiepidi di temperatura sia nei bassi strati che in quota. Essa nasce dal nastro di correnti caldo- umide di estrazione subtropicale che vengono convogliate verso nord-est dalla depressione semipermanente d’Islanda, intimamente collegata al vortice polare.

Quale tra queste due grosse forze in gioco avrà la meglio sul continente europeo?Innanzitutto occorre fare chiarezza riguardo la natura intrinseca dei due poli freddi, quello canadese e quello siberiano.

Il freddo di matrice russa è caratterizzato da valori di pressione molto elevati al suolo. Questo dettaglio è testimonianza diretta della ragguardevole densità raggiunta dalle masse d’aria fredda continentali durante le stagioni invernali. L’anticiclone termico russo è caratterizzato da temperature particolarmente fredde alle basse quote, ma sostanzialmente è sintomo di una propaggine molto fredda del lobo polare euroasiatico che si spinge sin verso il confine europeo

I valori di pressione particolarmente elevati raggiunti dall’anticiclone russo al suolo, non hanno però coerenza alle quote superiori. Se spostiamo lo sguardo in alto, noteremo che l’anticiclone è sostituito da una circolazione ciclonica.

Volgendo lo sguardo oltreoceano, il tipo di freddo che alimenta continuamente l’attività ciclonica in quella porzione di territorio che va dal Canada, alla Groenlandia e Islanda, possiede caratteristiche intrinseche molto differenti. E' un freddo presente soprattutto in quota e la natura stessa della massa d’aria è assai inquieta e turbolenta.

Cosa rende il freddo di origine canadese così turbolento rispetto a quello russo? La risposta è presto detta; quando la massa d’aria gelida canadese si getta in oceano Atlantico incontra temperature superficiali marine molto più elevate rispetto alla sua temperatura originaria.

Quando la massa d’aria molto gelida viene a contatto con la superficie marina così calda crea elevato gradiente termico verticale, in grado di innescare convezione e creando i presupposti per la nascita di depressioni con annessi fronti atmosferici. Vengono così a crearsi i cosiddetti "nuclei di vorticità"

Le masse d’aria più fredde continentali quando si trovano nella loro zona di origine restano in genere silenti. Non appena raggiungono un ambiente diverso da quello di partenza, possono attivarsi, dando luogo a depressioni.

La massa d’aria fredda russa presenta valori più gelidi al suolo rispetto alle quote superiori. In pratica l’aria tende a stratificarsi restando in un sostanziale stato di quiete. Alcuni nuclei di vorticità molto freddi, viaggiano in seno alle correnti da est restando inattive sino a quando non arrivano a contatto con un ambiente più caldo, quale ad esempio il mar Mediterraneo.

Quando un nucleo di vorticità silente, riesce a prendere la via occidentale sino a gettarsi nel Mediterraneo, avviene il fenomeno analogo all’attività del freddo canadese. Il mar Mediterraneo funge da catalizzatore, ripristinando un gradiente termico positivo con l’aumentare della quota.

L'aria fredda di origine continentale si comporta quasi come la colla! Se le previsioni di freddo intenso verranno confermate per la prossima settimana, le correnti occidentali oceaniche potrebbero avere notevole difficoltà a varcare il muro corazzato operato dall’anticiclone russo siberiano.

Il getto atlantico potrebbe essere costretto, almeno in una prima fase, a “scartare” l’ostacolo senza riuscire a varcarlo. Quella che al momento appare come ipotesi più probabile è la tendenza dell’anticiclone russo ad opporre resistenza nei confronti dell’aria tiepida in arrivo da ovest, costringendo il getto atlantico a muoversi verso nord, convogliando aria tiepida sin verso latitudini artiche.

Quali le conseguenze a livello europeo? Nell’immediato sicuramente una intensificazione del freddo in sede est europea. La risalita calda operata dal pescaggio di aria tiepida da parte della semipermanente di’Islanda continuerà a riscaldare invece le alte latitudini artiche.

L’aria calda sarà costretta a viaggiare in quella direzione a causa della grossa resistenza offerta dal freddo russo.

Questa manovra farà sicuramente guadagnare qualche giorno di vantaggio al freddo europeo che nel frattempo si sarà ben radicato al suolo. Gli eventuali sviluppi futuri legati a questi due immensi contendenti sono incerti, il risultato potrebbe non essere così scontato.

Seguite gli aggiornamenti!
 


Autore : William De Masi

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