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Anticiclone ancora protagonista dello stivale italiano, ma...

Una nuova ripresa dell'attività depressionaria sull'Europa occidentale; quali conseguenze per l'Italia? Vediamo nel dettaglio.

In primo piano - 7 Giugno 2015, ore 17.30

Nel complicato impasse previsionale che caratterizza il medio e soprattutto lungo termine, compaiono oggi delle novità che potrebbero modificare le sorti della fase di bel tempo che già da alcuni giorni caratterizza lo stivale italico.

Vi ricordate di quella piccola ma insidiosa goccia d'aria fredda in quota prevista sull'Europa centro-occidentale tra la fine della prima e l'esordio della seconda decade di giugno?

Ebbene, lo scenario ipotizzato quest'oggi dai modelli, contemplerebbe l'aggancio di una depressione atlantica più organizzata. Quest'ultima troverebbe le porte spalancate all'ingresso sull'Europa, sfruttando quindi l'indebolimento dell'alta pressione sulla parte occidentale del continente.

Quali sarebbero gli effetti di tale circolazione depressionaria sul suolo europeo ed italiano?

L'intervento di questa vistosa figura depressionaria alimentata da aria fresca nord-atlantica, porterebbe ripercussioni instabili soprattutto sui settori europei occidentali. Verrebbe stabilito un centro depressionario in prossimità del Regno Unito, laddove le condizioni atmosferiche sarebbero caratterizzate da una grande variabilità. Tendenzialmente instabile anche sulla Penisola Iberica e la Francia.

Come sovente accade quando vengono a delinearsi questi schemi circolatori, mentre l'Europa occidentale sperimenterebbe condizioni persistenti di instabilità, i settori europei orientali entrerebbero nel mirino delle rimonte d'aria calda subtropicale in risalita da sud. Queste masse d'aria interesserebbero soprattutto i settori europei orientali e la Penisola Scandinava, con cieli sereni e temperature sopra la media.

Dal canto suo l'Italia andrebbe sperimentando condizioni atmosferiche molto diverse da nord a sud; i settori settentrionali potrebbero divenire sede di contrasto tra le masse d'aria più calde di origine subtropicale e quelle assai più fresche nord-atlantiche. Addirittura potrebbe essere ipotizzato il transito di un ramo ascendente della corrente a getto, quest'ultima favorita proprio dall'elevato gap termico che verrebbe ad instaurarsi tra due settori posti vicini tra loro, ma influenzati da masse d'aria molto diverse. In questa sede non potrebbero essere escluse locali manifestazioni temporalesche di forte intensità.

Tempistiche.

Permesso e non concesso che questo nuovo pattern possa insediarsi sull'Europa, la sopraccitata circolazione di bassa pressione inizierebbe ad influenzare il nostro continente tra sabato 13 e domenica 14 giugno. L'Italia verrebbe a trovarsi sul lato ascendente della saccatura, con le regioni centrali e meridionali che verrebbero coinvolte dal richiamo d'aria molto calda nord africana che si manifesterebbe soprattutto da metà mese in avanti, mentre al nord potrebbe manifestarsi una accentuazione dell'instabilità con modalità ancora tutte da verificare.

Seguite gli aggiornamenti.

 


Autore : William Demasi

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