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Anticiclone alternato a veloci fasi fredde per tutta la prima decade di gennaio.

Va delineandosi quella che sarà l’impronta meteorologica che caratterizzerà la prima parte di gennaio. Una serie di impulsi da nord si alterneranno a rapide pause anticicloniche. L’instabilità e gli eventuali episodi nevosi a quote basse saranno relegati ai versanti orientali della penisola ed al sud. Più sole nei versanti occidentali ed al nord.

In primo piano - 3 Gennaio 2012, ore 10.11

Ultime 24 ore: E’ transitata nella giornata di ieri la modesta perturbazione facente capo ad un minimo sul mar ligure. Il passaggio del corpo nuvoloso ha provocato alcune precipitazioni che hanno interessato prevalentemente le regioni settentrionali.

La causa del guasto è stata un ritiro più convinto dell’alta pressione verso ovest, sino a rintanarsi in pieno oceano atlantico. Durante la giornata di Capodanno, questa manovra ha consentito ad una vasta porzione di aria fredda di estrazione nord atlantica, di penetrare sul Mediterraneo attraverso la porta del Rodano. Ne è conseguita la formazione di una piccola depressione che dal golfo del Leone si è mossa in direzione del mar ligure, provocando un peggioramento del tempo veloce ma con piogge che sono state diffuse, segnatamente al settentrione.
 
Situazione: Si trova ancora in prossimità delle coste toscane il minimo barico che durante la giornata di ieri ha interrotto la lunga fase di stasi atmosferica, portando con se un guasto del tempo principalmente indirizzato al settentrione. In questo momento il minimo di pressione va indebolendosi ed il tempo è già migliorato nelle regioni settentrionali. Alcuni annuvolamenti sono ancora presenti nel medio Tirreno, ma si dissolveranno nel giro di qualche ora.

 
A livello europeo, l’anticiclone delle Azzorre ad ovest, riguadagna velocemente il terreno perduto allungandosi verso l’Europa centrale, parte del Mediterraneo e naturalmente anche l’Italia. A dare manforte alla nuova espansione anticiclonica, una profonda depressione collocata con perno sulla Scozia, che in questo momento sta portando venti prossimi alla tempesta sull’Inghilterra. Tali venti precederanno l’ingresso di un fronte freddo da nord ovest, molto veloce.

Il flusso di venti occidentali oceanici guadagna parecchie centinaia di chilometri verso la Scandinavia e la Russia, impedendo un significativo raffreddamento di queste zone. Freddo quindi che scarseggia un po’ ovunque in Europa, sia ad ovest che ad est.

Evoluzione: L’espansione dell’anticiclone sul nostro paese avverrà solo in maniera parziale tra la prossima notte e le prime ore di mercoledì. A precedere l’aumento delle temperature in quota vi sarà un fronte caldo in ingresso da nord ovest sulla Francia. Esso porterà nuove copiose nevicate sui rilievi confinali della Valle D’Aosta. Un nuovo episodio di favonio tiepido è atteso per il settentrione mercoledì, mentre sul resto della Penisola avremo una pausa.  

Nel corso di questa settimana sono previste due incursioni di aria fredda dirette verso l'Italia. Entrambe le colate avranno origine dalla parziale pulsazione verso nord dell’anticiclone atlantico, il quale di riflesso porterà a scendere di latitudine alcune depressioni di natura fredda nord europea e nord atlantica verso il Mediterraneo. 

 
Le fasi fredde nel dettaglio:
La prima irruzione di aria fredda sarà molto veloce e si svolgerà nelle giornate di giovedì e venerdì. Un marcato episodio favonico potrebbe interessare i versanti sud alpini durante la giornata di venerdì, con venti forti da nord ovest che potrebbero irrompere sino in aperta pianura padana. Nevicate forti e copiose saranno presenti sui settori alpini confinali. Il raffreddamento della temperatura in questa prima fase risulterà solo modesto e si manifesterà principalmente lungo i versanti adriatici ed in parte al meridione. L’episodio si concluderà bruscamente nella giornata di sabato con una velocissima ripresa dell’anticiclone atlantico. Ripresa veloce quanto fugace: il break anticlonico durerà difatti un solo giorno, sabato 7 gennaio!
 
La seconda fase fredda potrebbe risultare più corposa perchè assistita in Atlantico da una più convinta pulsazione verso nord dell’anticiclone, che sfiorerà l’Islanda nella giornata di domenica 8 gennaio. Ne conseguirà uno scambio meridiano più esasperato, che avvierebbe una fase fredda più decisa sull’Italia a partire dalla notte tra sabato e domenica, con effetti evidenti anche al suolo entro lunedì 9 gennaio.

Ancora una volta la posizione non totalmente defilata dell’anticiclone in Atlantico non permetterà all’aria fredda di fare il suo ingresso sin verso l’Europa occidentale. Questo impedirà la formazione di depressioni e lo sviluppo di ciclogenesi sui mari occidentali. Si tratterà quindi di una fase fredda sostanzialmente secca specialmente per l’angolo nord occidentale italiano ed i versanti tirrenici.  

La probabile formazione di una depressione tra Jonio e mar Egeo potrebbe spingere a catturare l’aria fredda che nel frattempo sarà colata sin verso i Balcani. Questa sarà causa di un peggioramento più diffuso per le regioni meridionali, che potrebbero sperimentare la prima fase di maltempo dalle caratteristiche più invernali entro la prossima settimana.
 

 



 

Autore : William De Masi

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