Scrivi una località, una regione o una nazione per ottenerne le previsioni del tempo
Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
MeteoLive NEWSLeggi tutte le news ›

Antartide: quando l'iceberg diventa un'ossessione

Puntuali come orologi svizzeri alcune testate giornalistiche hanno addebitato senza indugi al Global Warming la notizia del distacco di un iceberg dalla nota fronte glaciale di Wilkins. Cerchiamo di capire dove finisce la verità e dove inizia il folclore.

In primo piano - 7 Aprile 2009, ore 11.30

Correva il 28 marzo dell'anno 2008. Su tutte le testate giornalistiche uscivano parole terrificanti; qualcuno ventilava addirittura che il Pianeta intero fosse in grave e immediato pericolo. Cosa era accaduto? Alla fine dell'estate australe la fronte glaciale sita sul lato occidentale dell'Antartide, nei pressi della Penisola Antartica, aveva ceduto all'oceano un iceberg delle dimensioni di 102 kmq, pressapoco poco più grande del quartiere newyorkese di Manhattan. La notizia corse di bocca in bocca e cosi iniziò il frenetico balletto delle cifre con puntate al rialzo: qualcuno sparò che l'iceberg fosse grande 7 volte Manhattan, altri giurarono che fosse di dimensioni pari a quelle dell'isola d'Elba, altri del Trentino-Alto Adige, altri ancora snocciolarono la cifra di 415 kmq dimostrandola con il seguente calcolo: 41 km di lunghezza per 2,5 di larghezza... Ora, al termine dell'estate antartica 2009 eccoci nuovamente di fronte al medesimo scoop: "l'Antartide si sbriciola, iceberg di 12000 anni alla deriva". Ancora quella tormentata fronte glaciale al centro dell'attenzione. Qualcuno imperterrito prosegue l'indimostrabile raffronto con le regioni italiane; stavolta l'iceberg sarebbe grande quanto la valle d'Aosta. Global Warming naturalmente unico imputato. Dopo talune affermazioni verrebbe senz'altro voglia di chiudere baracca e burattini e darsi a qualche attività più remunerativa. Se non che il nostro amore per la scienza, la Natura e la verità che lega intimamente questi fondamentali elementi della nostra esistenza ci fanno rimanere incollati davati ai computer per verificare come stiano andando effettivamente le cose: una sorta di "peer review" giornalistica, ossia nient'altro che una semplice verifica, in nome del buon senso e della giusta informazione. E cosa abbiamo rilevato? Anzitutto che la massa glaciale del nostro iceberg è di origine continentale, quindi lo scivolamento occorso è di natura prevalentemente dinamico-strutturale e non ablativa. La zona di origine infatti, a causa delle temperature dell'aria in loco, è stata sottoposta al forcing del disgelo atmosferico estivo solo parzialmente. Discorso diverso per quanto riguarda le correnti oceaniche nelle quali è immersa la fronte glaciale, regolate dal flusso circumpolare che ha trasportato in loco acque relativamente non fredde (sono al vaglio degli scienziati alcune teorie che vedrebbero modificato il carico di correnti calde verso questo settore dell'Antartide). Ed è stato proprio il sottile istmo glaciale che legava l'iceberg con la fronte principale a cedere. L'iceberg in sè stesso, finantochè rimarrà all'interno della corrente oceanica circumpolare, non avrà modo di scioglieri se non molto lentamente dunque ad un ritmo considerato "normale". Capitolo Global Warming: il Global Warming atmosferico potrebbe essere preso in diretta considerazione se non che, proprio quando nessuno se lo era ancora inventato ossia nel 1956, l'Antartide rilasciò all'oceano un bolide di ben 31.000 kmq. Altro dato che contraddice la tesi del Global Warming a tutti i costi è proprio l'andamento attuale delle temperature della bassa troposfera (dal livello del mare fino a 3000m di quota), diminuite rispetto alla media dell'ultimo trentennio di circa 0,2°C. Da notare che però rispetto alla medesima media, calcolata su base decadale, fino al luglio del 2008 eravamo sopra di circa 2.0°C. Questo ce lo dicono inequivocabilmente i sensori satellitari. Da allora la temperatura media dell'emisfero sud, ivi compresa la zona antartica, è risultata in costante anomalia negativa quindi in raffreddamento (seppur modesto, il dato di marzo è -0,025°C). Ultima consderazione: rispetto all'estate australe 2008 la banchisa glaciale oceanica (non continentale) risulta mancante di circa 700 mila kmq. Un'estate quindi piuttosto energica. Il trend dell'estensione glaciale complessiva rispetto all'ultimo trentennio, con dati continuativi registrati dal 1979, risulta però positivo di circa 850 mila kmq. Quindi banchisa antartica sostanzialmente stabile; nessuna catastrofe dunque, ancora una volta solo una normale maestosa manifestazione di Madre Natura.

Autore : Luca Angelini

Questa pagina: Stampa Invia Favoriti | Condividi: Altro
Webcam
Vedi tutte
Satellite
Immagini e foto dal satellite

Immagini dal satellite

Guarda le ultime immagini inviate dal satellite Meteosat 8, da 36.000 km di altezza.

Visualizza
Editoriali
Leggi tutti
Newsletter

Iscriviti subito!

Scrivi la tua email

Ogni giorno riceverai le nostre previsioni meteorologiche direttamente nella tua casella e-mail!

Info Viabilità
Leggi tutti
Dal FORUM
Vai al forum