Scrivi una località, una regione o una nazione per ottenerne le previsioni del tempo
Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
MeteoLive NEWSLeggi tutte le news ›

ANTARTIDE: Nuovi risultati dal progetto EPICA

Emergono i primi risultati scientifici dalle ultime perforazioni in Antartide, rivelandoci i segreti custoditi tra i ghiacci sino ad una profondità di 3160 m.

In primo piano - 12 Luglio 2007, ore 10.23

La perforazione di 3140 metri di ghiaccio estratto dal sito di Dome C, condotta nell'ambito del progetto europeo EPICA (European Project for Ice Coring in Antarctica), è stata portata a termine nel dicembre 2004 raggiungendo la profondità di 3260 metri, alcuni metri al di sopra del substrato roccioso, portando in tal modo a buon fine una maratona internazionale iniziata a metà degli anni Novanta, rivelando la storia delle variazioni climatiche dell'Antartide degli ultimi 740 mila anni. Questa settimana la rivista Science riporta i primi risultati scientifici ottenuti dal ghiaccio posto a profondità maggiori di 3140 m. Gli autori hanno focalizzato la loro attenzione sull'interpretazione della concentrazione di un isotopo dell'idrogeno (deuterio) nel ghiaccio che fornisce informazioni sulle variazioni di temperatura in Antartide. Grazie alla collaborazione tra Laboratoire des Sciences du Climat et de l'Environnement di Saclay in Francia e le Università di Trieste e Parma in Italia è così disponibile una ricostruzione altamente dettagliata delle variazioni di concentrazione di questo isotopo per l'intera carota di ghiaccio. Altri tipi di analisi sulla parte più profonda del ghiaccio, in particolare riguardanti la composizione delle bolle d'aria intrappolate in esso, hanno dimostrato che gli ultimi 60 metri sono stati disturbati dal mescolamento di ghiaccio di diversa origine, rendendo sostanzialmente inutilizzabili le informazioni climatiche ottenute al di sotto dei 3200 metri. A questa profondità il ghiaccio ha un'età di 800 mila anni, informazione recentemente confermata dalle variazioni nella concentrazione di un isotopo cosmogenico (Berillio-10) riscontrate alla profondità di 3160 m. Queste variazioni sono associate all'inversione di polarità del campo magnetico terrestre, conosciuta come evento Brunhes-Matuyama, verificatesi 780 mila anni fa. Questa nuova ricostruzione climatica ricopre un ulteriore ciclo glaciale-interglaciale e conferma che il clima del Quaternario ha subito un cambio nel suo comportamento ciclico circa 400 mila anni fa; prima di allora i periodi interglaciali erano meno caldi e duravano più a lungo. Una serie di simulazioni condotte per mezzo di un modello di circolazione atmosferica generale, che tiene conto delle variazioni del contenuto di deuterio nella neve polare, hanno reso possibile una ricostruzione attendibile delle temperature dell'Antartide. Il periodo più freddo, con temperature 10°C inferiori alle attuali, corrisponde all'ultimo massimo glaciale che si è verificato circa 20 mila anni fa. Il periodo più caldo, con temperature 4,5 °C superiori alle attuali, si è verificato durante l'ultimo interglaciale circa 130 mila anni fa. La correlazione tra le temperature dell'Antartide e le variazioni del livello marino, informazione dedotta dai sedimenti marini, appare evidente per l'intero periodo di 800 mila anni. Le misure dettagliate, ora disponibili, confermano il legame tra le brusche variazioni climatiche della Groenlandia e le variazioni delle temperature, a scala secolare e millenaria, registrate nel settore Atlantico dell'Antartide Orientale (presso l'altro sito di EPICA a Dronning Maud Land) così come a Dome C nel settore Indo-Pacifico. Il confronto tra le variazioni delle temperature dell'Antartide e le variazioni dell'insolazione suggeriscono che l'intensità dei periodi interglaciali è influenzata dalle interazioni tra l'obliquità e la precessione degli equinozi, parametri relativi all'orbita terrestre. Questa ricostruzione delle temperature, dal punto di vista temporale quasi doppia rispetto a quella ottenuta dalla carota di ghiaccio di Vostok, sarà d'ora in poi utilizzata come curva di riferimento per l'interpretazione di molte analisi che sono attualmente in atto sulla medesima carota di ghiaccio di Dome C. Alla luce di questi risultati, la comunità glaciologica internazionale sta rivolgendo la sua attenzione verso altre regioni dell'Antartide, nel tentativo di ottenere ghiaccio ancora più antico, forse più vecchio di un milione di anni.

Autore : Luca Savorani

Questa pagina: Stampa Invia Favoriti | Condividi: Altro
Webcam
Vedi tutte
Satellite
Immagini e foto dal satellite

Immagini dal satellite

Guarda le ultime immagini inviate dal satellite Meteosat 8, da 36.000 km di altezza.

Visualizza
Editoriali
Leggi tutti
Newsletter

Iscriviti subito!

Scrivi la tua email

Ogni giorno riceverai le nostre previsioni meteorologiche direttamente nella tua casella e-mail!

Info Viabilità
Leggi tutti
Dal FORUM
Vai al forum