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Annibale attraversò le Alpi senza neve e ghiaccio nel 218 a.C!

Non si può negare questa verità storica. Ci furono periodi in cui faceva anche più caldo di oggi.

In primo piano - 24 Febbraio 2017, ore 12.00

In passato ha fatto anche molto più caldo dei tempi attuali. Si può certamente obiettare sulla rapidità dell'aumento termico riscontratosi dalla fine della piccola era glaciale ad oggi, ma non si può ignorare, nè confutare il passato, così come è stato invece fatto in più occasioni da certi movimenti ambientalisti.

Il passaggio di Annibale sulle Alpi con gli elefanti avvenne nel 218 a.C.,: passò attraverso il Monginevro (secondo Livio, Sir Gavin de Beer, Gibbon, De Sanctis, Dennis Proctor) o sul Moncenisio (secondo Polibio, Napoleone Buonaparte).

La traversata colse di sorpresa i Romani sia perché gli elefanti erano bestie praticamente sconosciute in Europa, sia perché l’impresa aveva del leggendario. L’obiettivo di Annibale era arrivare in Italia prima dell’inverno.

Arrivò quindi sul settore alpino nell’ultima decade di ottobre, circa un mese dopo l’equinozio d’autunno. All’epoca passare le Alpi era possibile in pochi punti, il Brennero, il Piccolo San Bernardo ed il Monginevro.
 
Fu una marcia durissima, con una scalata che andava a superare i 2000m e oltretutto gli uomini e gli animali di Annibale già avevano percorso 1500 Km in quattro mesi.
 
Vi fu maltempo, anche neve in alta quota, vento forte, freddo. Eppure sulle Alpi transitarono ben 26mila uomini, 20mila fanti e 6mila cavalieri. Nella traversata ci furono molte perdite, stimate da alcuni storici in migliaia di uomini, ma i 37 elefanti, pur con fatica ed ansimanti, arrivarono in Pianura Padana, salvo poi morire di freddo nelle settimane o nei mesi successivi, tutti tranne uno, che sopravvisse.  Lungo la Valle del Po il clima era di tipo autunnale, dunque non particolarmente freddo. 

Del resto tutta l'epoca romana fu accompagnata da un clima nel complesso mite, caratterizzato da temperature MEDIAMENTE anche superiori di 2-3°C ai valori odierni; non a caso si indica proprio nel peggioramento delle condizioni meteorologiche una delle cause principali della decadenza dell’impero.

Le piogge alluvionali che colpirono il Lazio provocarono diverse esondazioni del Tevere, costringendo molti romani ad abbandonare la città, così come fu la carestia che seguì a periodi di grande freddo nel nord Europa a spingere le popolazioni barbariche a spingersi verso sud.
 


Autore : Report di Alessio Grosso

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