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ANNATE INVERNALI al confronto: verso un NUOVO disegno barico entro la seconda decade di gennaio?

L'arrivo di gennaio 2014 potrebbe presentare un tipo di circolazione diverso rispetto a quanto avuto sinora; di cosa potrebbe trattarsi e quali conseguenze potrebbe avere? Per rispondere a questa domanda, prenderemo come riferimento quelle che sono state le caratteristiche salienti delle annate invernali sul recente passato, confrontandole con quelle che sono le peculiarità dell'inverno attuale.

In primo piano - 24 Dicembre 2013, ore 17.00

Quando si parla di modifiche alla circolazione atmosferica, è quasi impossibile ragionare in modo settoriale, andando così ad escludere quelle che sono le caratteristiche circolatorie nella loro totalità, prendendo quindi come riferimento la circolazione generale dell'emisfero settentrionale. A tal proposito, per parlare di quelle che sinora sono state le caratteristiche salienti della stagione invernale 2013 - 2014 occorre fare un discorso più generalizzato su quelli che sono gli attuali accumuli di freddo legati alla presenza di un attivo Vortice Polare nella troposfera. La stagione estiva è caratterizzata generalmente da una dissoluzione quasi completa del Vortice Polare, che porta come conseguenza un reset barico completo di quelle che sono state le caratteristiche circolatorie delle annate precedenti.

A tal proposito l'annata invernale 2013 - 2014 ha presentato sin da subito delle caratteristiche differenti rispetto a quelli che sono stati i tratti salienti dei recenti inverni. Le stagioni passate sono state infatti caratterizzate da un importante raffreddamento del comparto euroasiatico che, nel corso della stagione è risultato assai determinante nel plasmare la circolazione atmosferica dell'inverno europeo.

In questo contesto, l'inverno attuale presenta giusto appunto delle caratteristiche diverse in quanto per la prima volta dopo una lunga serie di annate, ritroviamo una grossa quantità di freddo concentrata a cavallo tra nord Atlantico, Groenlandia e Canada. Dopo una stagione autunnale caratterizzata da un precoce raffreddamento dell'area russo - siberiana, abbiamo avuto una brusca inversione di tendenza che ci ha traghettato direttamente ad una stagione invernale caratterizzata da anomalie termiche positive centrate proprio sul continente euroasiatico che attualmente non presenta alcun particolare picco di freddo. Anomalie termiche negative hanno invece caratterizzato Canada e Groenlandia, con picchi negativi concentrati sul mare del Labrador.

Questo particolare circolazione determina quest'anno una maggiore attività delle correnti instabili ma non troppo fredde provenienti da ovest, quindi una sinottica tipicamente occidentale, accompagnata dal transito abbastanza frequente di perturbazioni ma dalla sostanziale mancanza di freddo non solo in Italia e sul Mediterraneo ma anche su gran parte dell'Europa, compresi i settori più settentrionali. Grande freddo accumulato sulla penisola del Labrador determina inevitabilmente una iperattività delle depressioni extratropicali di origine nord-atlantica che inevitabilmente mitigano il clima invernale dell'Europa.

Cosa è stato e cosa potrà essere nel prossimo futuro... ?

L'arrivo della terza decade dicembrina sta già presentando delle caratteristiche diverse rispetto a quanto avvenuto tra la prima e la seconda decade del mese. Gran parte di dicembre è stato infatti caratterizzato da una grande compattezza dello stesso Vortice Polare che ha portato alla creazione di una forte circolazione zonale. L'anticiclone delle Azzorre è stato così "schiacciato" verso le basse latitudini europee, distendendosi lungo i paralleli sino a coinvolgere gran parte del Mediterraneo centrale ed occidentale.

Uno sguardo al presente...

L'arrivo del periodo natalizio è caratterizzato senza dubbio da una maggiore ondulazione del getto d'alta quota, il quale è adesso in grado di garantire un coinvolgimento più netto dell'Europa meridionale e del Mediterraneo da parte delle correnti umide ed instabili di origine atlantica. A tal proposito il contesto termico nel quale si inquadra l'attuale circolazione atmosferica a livello europeo, continuerà a proporre ben poche possibilità di freddo invernale, andando così a disegnare un mese dicembrino "in media" sotto il punto di vista pluviometrico ma probabilmente sopramedia a livello di temperature.

Cosa succederà con l'arrivo di gennaio?

I primi disturbi più vigorosi in arrivo a carico del Vortice Polare, saranno legati alle prime intrusioni d'aria calda che dai settori oceanici (Atlantico - Pacifico) tenteranno ben presto delle intrusioni all'interno delle masse d'aria polari. L'avvio di queste azioni di disturbo sono intuibili da un calo dell'indice AO (Artic Oscillation) che funzionerà un pò da testimone sul sostanziale netto rallentamento delle vorticità zonali già in atto in questo momento ma ancora più palese entro la prima decade di gennaio 2014. Sull'Italia potrebbe così intervenire un periodo atmosferico caratterizzato dal passaggio più frequente di perturbazioni. Il contesto termico tuttavia, resterà (almeno inizialmente) improntato alle temperature non fredde.

L'arrivo della seconda decade di gennaio, mostrerà con tutta probabilità una esaesperazione degli scambi meridiani polo - equatore, processo che porterebbe alla creazione di marcate ondulazioni del getto (onde di Rossby) con la formazione di alcune intense depressioni anche sui settori delle medie latitudini.

Per quanto riguarda l'arrivo del freddo intenso ed invernale sull'Europa, al momento è ancora difficile da inquadrare una tendenza affidabile. Nonostante la ripresa di attivi scambi meridiani sembra possa essere la strada preferenziale battuta dall'atmosfera delle prossime settimane, il polo di freddo principale pare restare ancorato ai propri settori d'origine (Canada - nord Atlantico - Groenlandia), tutto questo potrebbe lasciare poco spazio ad un raffreddamento deciso dell'Europa, avviando un periodo d'instabilità "oceanica", e quindi per sua natura, non troppo fredda.

Trattandosi di tendenze rivolte al lungo termine, esse sono da intendere come evoluzione generale di un determinato pattern atmosferico, il quale all'interno del proprio processo evolutivo potrà presentare delle sfumature in più, impossibili da diagnosticare a priori.


 

 


Autore : William Demasi

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