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ANGELINI: vi dico come la penso sui cambiamenti climatici

Tradizionale intervista settimanale ai redattori di Meteolive.

In primo piano - 13 Novembre 2009, ore 10.41

REDAZIONE: si è parlato tanto, anche su queste pagine, dei cambiamenti climatici e di tutto l'indotto che ne deriva. Qual'è la sua opinione in merito? ANGELINI: la mia opinione è che, come spesso accade, da un buon proposito iniziale, si è andati alla deriva con l'esasperazione degli argomenti. Tutto questo ha causato addirittura schieramenti opposti su una materia, la nostra salute, che dovrebbe vedere invece tutti d'accordo. REDAZIONE: quindi si sta confondendo la salute umana con quella del Pianeta? ANGELINI: esattamente. Per prima cosa, i dati incontrovertibili che hanno palesato l'aumento delle temperature globali nell'ultimo ventennio, non significano per forza di cose uno stato di malattia del Pianeta. Punto secondo, l'inquinamento dei Paesi industrializzati o, ancor più di quelli in via di sviluppo, è veramente troppo alto, seppur concentrato solo in determinate aree, quelle in cui viviamo. Proprio questo dovrebbe metterci in allarme in prima istanza per la nostra salute. Considerate le proporzioni degli elementi in gioco, se l'inquinamento fosse in grado di provocare cataclismi "salutari" al Pianeta, noi poveri umani che viviamo in mezzo a questo marasma saremmo già estinti. REDAZIONE: secondo la sua opinione è il clima a cambiare l'Uomo o l'Uomo a cambiare il clima? ANGELINI: per rispondere prendo spunto da alcune valide argomentazioni citate in un interessante lavoro di Pascal Acot, storico del clima, che ha collegato tutto lo scorrere della storia umana con quella dei cambiamenti climatici. Da quando l'Uomo ha messo piede sulla faccia della Terra ha dovuto farsi carico di un clima che cambia, anche rapidamente, anche in modo netto. La grandezza dell'Impero Romano ad esempio, nonostante i luoghi comuni lo collochino in una fase climatica mite, ha coinciso con una periodo piuttosto freddo e ha dovuto cedere sotto i colpi di un successivo riscaldamento dopo il 470 d.C. Il cambiamento climatico in sostanza ha messo in moto il gran motore delle migrazioni, un po' come avviene oggigiorno. Gli impatti in quel caso sono stati devastanti e hanno determinato la caduta dell'Impero. Insomma il clima ha scritto la storia, ora siamo noi che di punto in bianco pretendiamo di scrivere quella del clima, e su questo non sono d'accordo. REDAZIONE: e per quanto riguarda gli eventi estremi? ANGELINI: ci sono sempre stati. Cito solo un caso: nel Medioevo si sono in particolare susseguiti periodi di tremenda carestia dovuti sia a pesanti siccità che a fasi estremamente umide e piovose. In questo periodo sono stati ben messi a nudo i rapporti delicati e spesso contraddittori tra Uomo e clima. REDAZIONE: e la storia dei Vichinghi in Groenlandia? ANGELINI: argomento in qualche caso enfatizzato. Vero i Vichinghi sono emigrati verso il lembi di terra groenlandese scoperti dai ghiacci (da qui il nome "terra verde") e si sono perfino portati in Labrador attraverso i passaggi lasciati liberi dalla banchisa. Da qui ce ne vuole a dire che la Groenlandia all'epoca era terra completamente verde. Ma, al contrario, ce ne vuole anche ad affermare che l'apertura del famoso "passaggio a nord-ovest" sia solo storia contemporanea. REDAZIONE: lei si considera catastrofista o scettico? ANGELINI: mi considero amante della Natura. E in quanto tale umilmente consapevole che l'Uomo faccia parte di essa e che essa non sia sottoponibile al giogo umano. Quello che non digerisco di talune fazioni sono il toni assolutisti che vengono proposti per imporre le proprie teorie le quali, proprio in quanto teorie, non devono essere propugnate come verità incontrovertibili e inconfutabili. REDAZIONE: un'ultima domanda, secondo lei cosa incide maggiormanete sul clima? ANGELINI: l'unione sinergica di più fattori. Ad esempio l'attuale fase di stanca solare sta già avendo alcune ripercussioni sulla circolazione generale dell'atmosfera. L'interazione con alcune retroazioni e il disaccoppiamento tra i vari strati atmosferici ha determinato la prima inversione di tendenza, con il Global Warming che ha iniziato a perdere qualche colpo. Ora non è più "global" e in alcuni caso non è più neanche "warming". I dati mostrano un progressivo, seppur lento raffreddamento in propagazione dalle alte quote stratosferiche verso il basso. In qualche caso le prime sacche di aria fredda hanno raggiunto il suolo (il crudo anticipo d'inverno in Cina ad esempio, oppure le temperature straordinariamente basse in Nuova Zelanda). E se un domani questo raffreddamento ribaltasse le sorti del clima? Se questo raffreddamento si propagasse in modo davvero rilevante e iniziasse a spaventare? Qualcuno troverebbe sicuramente un capro espiatorio, il Sole? La Terra? Macchè l'Uomo!

Autore : Redazione

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