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ANGELINI: passata temporalesca al nord ma l'Africa è alle porte

Tradizionale intervista settimanale con i redattori di Meteolive.

In primo piano - 5 Giugno 2009, ore 11.11

REDAZIONE: Angelini, allora stiamo vivendo una fase tutto sommato tranquilla, come proseguirà questo scorcio stagionale? ANGELINI: ci sarà molta carne al fuoco, anzitutto un sensibile ma temporaneo peggioramento delle condizioni atmosferiche al nord tra oggi, venerdì 5, e lunedì 8. A seguire nuovo cambio di circolazione con l'Africa che si farà sotto con un nuovo bolide caldo. REDAZIONE: allora andiamo per gradi, quali saranno i tratti salienti del prossimo peggioramento? ANGELINI: tutto farà capo ad una saccatura collegata al vortice polare in discesa sui settori centtrali del Vecchio Continente che svirgolerà verso Francia e Spagna con una serie di ondulazioni secondarie inserite nel ramo ascendente della corrente a getto. Quest'ultima sabato transiterà proprio sulla verticale delle nostre regioni settentrionali. Il getto animerà il forcing dinamico necessario alla costruzione nuvolosa a causa della fisiologica divergenza che si proporrà alle quote superiori, mentre i flussi in medio e bassa troposfera, oltre alla speculare convergenza, forniranno alla colonna atmosferica umidità, calore ed energia, soprattutto sotto il profilo dello shear, così importante per la costruzione di strutture temporalesche di notevole portata. REDAZIONE: ci saranno zone soggette a fenomeni intensi? ANGELINI: l'attenzione andrà puntata senz'altro su Alpi e Prealpi, in modo particolare laddove, oltre agli elementi appena descritti, si aggiungerà anche lo sbarramento orografico opposto alle correnti al suolo, dapprima disposte intorno ESE, poi da sud-ovest. Tra questi settori citerei senz'altro in un primo tempo (sabato) la zona laghi piemontese e lombarda, in modo particolare tra Verbano e Lario; in un secondo tempo (tra la sera di sabato e la notte su domenica) il baricentro dei temporali si sposterà sulle Prealpi, in modo particolare tra l'alto Pordenonese, alto Udinese e relativo bacino del Tagliamento. REDAZIONE: usciti da questa fase quali premesse ci portano a propendere per un ritorno del caldo africano? ANGELINI: diverse soluzioni modellistiche concordano su questa prospettiva. A mio parere l'impianto è più che verosimile poichè trarrà origine da uno sbilanciamento verso occidente della stessa saccatura che interesserà il nord nel weekend e che troverà un alleato in una seconda saccatura, in discesa stavolta dal bacino del Labrador verso l'Atlantico centrale. REDAZIONE: si può già quantificare quanto caldo farà e quanto durerà? ANGELINI: è presto tuttavia mi sentirei di anticipare che tra giovedì 11 fino alla metà del mese avremo a che fare con questa sgradevole fase climatica, con caldo via via più afoso e fastidioso. Sul lungo termine dobbiamo fare affidamento sull'ingresso di aria più fresca dai quadranti orientali inserita in un contesto depressionario in calata sull'Europa orientale. Il discorso però qui si complica e rientra inoltre nella sfera di competenza della nostra rubrica "Fantameteo" che uscirà questo pomeriggio.

Autore : Redazione

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