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Angelini: la prima decade di dicembre sta trascorrendo all'insegna della dinamicità ma l'inverno vero è ancora lontano

L'opinione di Luca Angelini nella consueta chiacchierata con i redattori di Meteolive.

In primo piano - 4 Dicembre 2007, ore 10.14

REDAZIONE: Angelini, siamo giunti al nostro incontro settimanale con il vento che sta spazzando in lungo e in largo la nostra penisola, a cosa è dovuto questo dinamismo? ANGELINI: ci troviamo in un periodo dell'anno caratterizzato da un marcato contrasto termico tra le alte e le medie latitudini. La stagione fredda sta ormai avanzando a lunghi passi e le gelide masse d'aria che scorrono all'interno del vortice polare stanno guadagnando notevole vigore approfondendo cosi la grande giostra depressionaria sopra al polo. Paradossalmente ciò non significa che l'inverno si stia estendendo anche alle nostre latitudini ma anzi che l'enorme quantità di energia in gioco verrà prelevata dalle figure anticicloniche subtropicali, le quali verranno quindi come "aspirate" verso nord. Nell'attuale situazione ci troviamo di fronte infatti ad un indice AO positivo (Artic Oscillation) il che indica un vortice polare in ottima forma. REDAZIONE: l'indice AO ha qualcosa a che fare con la famosa NAO? ANGELINI: certamente. La NAO (oscillazione della pressione atmosferica ai due capi dell'Atlantico) rappresenta il ramo atlantico dell'AO. Questo potrebbe far pensare ad una sovrapposizione delle fasi ma spesso ciò non avviene. In questi giorni infatti ci troviamo dinanzi ad un indice NAO appena positivo mentre il corrispondente AO è alle stelle. Ne consegue pertanto una accelerazione del vortice polare che spinge la sua cintura di vento (la corrente a getto d'alta quota) a compiere ondulazioni che le impongono una traiettoria quasi rettilinea. Ecco dunque spiegato tutto questo vento. Aggiungiamo anche che l'indice NAO appena positivo permette alle correnti atlantiche trascinate dal getto di penetrare sull'Europa centrale. Il nostro Paese in questa condizione si trova ai margini e con in più le Alpi a fare da diga alle perturbazioni, le quali sono costrette a transitare dunque veloci sfiorandoci per poi gettarsi verso l'Europa orientale. REDAZIONE: in questo caso l'inverno partirebbe con un'impronta simile a quello dello scorso anno. ANGELINI: La pausa aniciclonica che ci attende dopo il ponte dell'Immacolata fino a circa la metà del mese potrebbe darci questa impressione. Nel prossimo inverno però avremo a che fare con una congiuntura di indici teleconnettivi che statisticamente ci pre-configura una stagione in grande stile, tale da lasciare ben pochi dubbi. Tuttavia noi i dubbi li mettiamo quotidianamente sul piatto perchè non ci accontentiamo di una prognosi pre-confezionata ma cerchiamo di precedere l'onda meteorologica nel modo più verosimile che possiamo. Questo a volte significa rettificare le nostre analisi strada facendo per rendere la nostra previsione il più attendibile che possiamo. In fondo, se il tempo fosse già tutto scritto, noi cosa ci staremmo a fare qui? Come diceva giustamente Grosso nell'intervista di ieri c'è inoltre da aggiungere che l'impostazione della QBO (Oscillazione Biennale dei venti stratosferici), unitamente al minimo undecennale dell'attività solare, determinerà un graduale indebolimento del vortice polare. Gli attuali flussi di ozono stratosferico supportano questa nostra proiezione e potrebbero essere alla base di vigorosi stratwarming (riscaldamenti anomali della stratosfera polare) intorno a gennaio. Qualora ciò avvenisse il vortice polare collasserebbe spargendo i suoi cocci gelidi fin sulle nostre latitudini e con un po' di fortuna (o di sfortuna a seconda dei punti di vista) esploderebbe l'inferno bianco anche sul nostro Paese. REDAZIONE: riavvolgiamo ora il nastro previsionale e concentriamoci sul prossimo ponte dell’Immacolata, cosa si sente di anticipare ai nostri lettori? ANGELINI: direi che la parola d'ordine sarà indubbiamente "dinamicità". Il tempo sarà infatti ancora improntato ad una spiccata variabilità con il sole e le piogge che si daranno il cambio alternato su tutte le nostre regioni. In particolare venerdi 7 dicembre una saccatura invierà una perturbazione sulle regioni settentrionali dove dovrebbe portare una discreta dose di piogge e nevicate (queste ultime anche a quote modeste ma non in pianura) . Sabato 8 sarà il turno del centro-sud dove si avrà il medesimo epilogo. Situazione simile anche tra il 9 e il 10 prossimi. REDAZIONE: e l’anticiclone non cercherà di dire la sua? ANGELINI: come sempre spingerà finchè riuscirà ad ergersi verso il mediterraneo imponendo probabilmente le sue volontà tra l'11 e il 15 dicembre portando sul nostro Paese la classica pausa di riflessione, poi dalla metà del mese ripartono le danze giusto per ricordarci che siamo ormai in inverno.

Autore : Luca Angelini

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