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Ancora qualche perplessità sulla traiettoria della perturbazione che mercoledì attraverserà l'Italia

Anche un centinaio di km di spostamento delle figure potrebbero rivoluzionare la previsione, specie al Nord, dove potrebbe nevicare anche in pianura. E' necessario seguire i nostri aggiornamenti.

In primo piano - 14 Gennaio 2006, ore 09.50

Con un'alta pressione così forte sull'estremo nord del Continente, che protende i suoi tentacoli verso le latitudini più basse, rinvigorita sul bordo orientale da una massa d'aria freddissima, non sarà facile che essa possa cedere i mb necessari alla penetrazione di quell'area depressionaria presente sulla Francia verso est e dunque in direzione del nostro Paese. Certo si vede molto bene il naso anticiclonico che spunta in Valpadana, chiaro segnale di una disposizione orientale delle correnti al suolo sulla regione ma anche di una situazione da sbarramento da sud lungo la catena alpina con favonio al nord delle Alpi e venti di Scirocco che si insinuano sul nostro versante. Se la figura ad est fosse meno potente, si potrebbe pensare ad una penetrazione piuttosto rapida delle precipitazioni, invece la nostra perturbazione, impedita nel movimento da questa figura opposta, si scinderà probabilmente in due tronconi, quello franco-germanico andrà in frontolisi sul posto, il ramo meridionale tenterà una via di fuga verso SE, cioè verso le nostre regioni centro-meridionali invorticandosi attorno ad un nuovo minimo che andrà a collocarsi sul medio Tirreno. Questo avverrà tra mercoledì e giovedì. Infatti ci sono buone possibilità che la previsione di maltempo al centro-sud trovi conferma, leggermente inferiori al contrario quelle che vedono coinvolto anche il settentrione. Si rischia insomma, con tutti gli scongiuri del caso per le montagne olimpiche, un'altra beffa stile Epifania. Uno sfondamento parziale tuttavia è possibile: infatti stamane la nostra previsione vedeva il nord-ovest più favorito dalle precipitazioni. Una cosa è certa: più dovesse mantenersi statica la situazione come si vede nella cartina, più lo Scirocco farebbe il suo lavoro portando neve dapprima anche in pianura sui settori occidentali, poi solo oltre i 500m, anche se la configurazione proposta ancora una volta non favorirebbe granchè le vallate del Torinese, bensì soprattutto la Lombardia, considerato che il richiamo da ESE delle correnti umide non sarà intenso nemmeno stavolta, comunque meglio che le cime spelacchiate di oggi. Inoltre: si manterrà questa situazione o le successive elaborazioni andranno ulteriormente ridimensionando l'entità del passaggio perturbato sul nord?

Autore : Alessio Grosso

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