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Analisi modellistica comparata: cosa cambia la prossima settimana?

Dopo diverse giornate di stressante monotonia anticiclonica, una fase atmosferica più dinamica potrebbe intervenire entro la metà della prossima settimana (mercoledì 18) portando degli annuvolamenti e qualche precipitazione a spasso per l'Italia. Questa previsione necessita ancora di numerose conferme, Meteolive cercherà di rendere più chiara la situazione avvalendosi dell'ausilio di alcuni modelli.

In primo piano - 11 Dicembre 2013, ore 12.00

La stagione invernale 2013 - 2014 esordisce sotto l'algida protezione di un vero e proprio "colosso" anticiclonico che, posizionando il proprio cuore pulsante al di sopra dell'Europa centrale, invalida completamente l'arrivo di qualsiasi perturbazione verso il suolo italiano. Questa particolare situazione atmosferica dalle caratteristiche così marcatamente anticicloniche, riporta alla mente i "NON INVERNI" che hanno caratterizzato alcune fasi atmosferiche tra la fine degli anni 80' e la seconda metà degli anni 90'. Le annate sopraccitate sono state in realtà caratterizzate da una persistente e recidiva iperattività del Vortice Polare con ha determinato una netta prevalenza di una circolazione zonale alta (AO++) per gran parte della stagione invernale.

Nonostante l'esordio di questo inverno ricordi (neanche troppo lontanamente) gli standard caratteristici di quelle stagioni, vogliamo oggi spezzare una lancia a favore di quelle che sono state le dinamiche prevalenti col nuovo millennio, caratterizzate da una brusca attenuazione delle correnti zonali sull'Europa a scapito di lunghe fasi dominate da imponenti scambi meridiani con un tempo senza dubbio più dinamico sull'intera Europa. In questo contesto la fase atmosferica che andrà influenzando gran parte del mese dicembrino potrebbe quindi rappresentare un evento isolato e fine a se stesso, lasciando spazio ad un mese di gennaio e di febbraio, se non dominato dal grande freddo, quantomeno più dinamico rispetto a quello che si prospetta il mese attuale.

A tal proposito un piccolo passo in avanti verso la creazione di una circolazione atmosferica più dinamica, potrebbe essere compiuto già entro la metà della prossima settimana. Il ponente anticiclone "ad omega" sta raggiungendo in queste ore il picco di massima intensità e, partendo dalla giornata di domani, giovedì 12 dicembre, andrà gradualmente attenuandosi lasciando spazio all'arrivo di nuvolosità che inizialmente si presenterà disorganizzata, preludendo tuttavia al passaggio di una vera e propria perturbazione che potrebbe far breccia sullo stivale entro la metà della settimana prossima (mercoledì 18).

Attualmente questa linea di tendenza si presenta tutt'altro che certa, è forte infatti il gap di possibili scenari atmosferici previsti dai principali modelli di previsione. Alcuni cluster stringono l'occhiolino su dinamiche più vivaci già entro la seconda decade dicembrina, altri cluster propendono invece per la persistenza di vorticità troppo forti sul medio e alto Atlantico, proponendo un sostanziale proseguimento della fase anticiclonica per diverso altro tempo ancora.

Al fine di rendere più chiara la situazione che si prospetta per i prossimi giorni, proponiamo una analisi modellistica comparata, stabilendo infine le probabilità che l'evento perturbato si realizzi a scapito di un proseguimento su serrati standard anticiclonici.

Modello GFS: secondo il modello americano l'evoluzione atmosferica prevista la metà della prossima settimana si dimostra scarsamente possibilista per quanto riguarda l'ingresso di un sistema frontale sul Mediterraneo occidentale indirizzato all'Italia. Il getto zonale risulterebbe troppo intenso senza riuscire ad originare un'adeguata ondulazione verso le medie latitudini europee. 

Modello Reading (ECMWF):  anche secondo il modello inglese il passaggio dell'onda ciclonica resta ad oggi un'eventualità piuttosto scarsa. Le vorticità portate da un netto rinforzo della semipermanente d'Islanda, lascerebbero sfuggire poco o nulla sul tempo delle medie latitudini europee, le quali assisterebbero ad un sostanziale proseguimento della fase anticiclonica per diversi giorni ancora. Il campo anticiclonico subirebbe tuttavia un ridimensionamento rispetto agli standard attuali, il cielo italiano si riempirebbe di nubi soprattutto sulle aree pianeggianti (ove non mancherebbe anche la nebbia) e lungo i settori costieri tirrenici.

Modello GEM: ad oggi il modello canadese resta senza dubbio quello più possibilista per quanto riguarda l'arrivo di una fase perturbata sull'Italia entro martedì 17 / mercoledì 18 dicembre. Sul nostro Paese non sarebbe atteso l'intervento di alcuna fase fredda, tuttavia, nonostante il mantenimento di elevate vorticità sul comparto Atlantico, un modesto fronte perturbato riuscirebbe comunque a far breccia alle medie latitudini portando un peggioramento del tempo a carattere piovoso concentrato soprattutto sui versanti tirrenici e settentrionali italiani.

 


Autore : William Demasi

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