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Analisi comparata tra modello europeo ed americano: quali sono le differenze?

Il fine settimana è ormai vicino ma soprattutto per domenica 13 maggio, rimangono ancora delle differenze non trascurabili tra la soluzione prevista dal modello europeo e quella contemplata dalla controparte americana. Vediamo nel dettaglio queste differenze e le loro possibili ripercussioni sul suolo italiano.

In primo piano - 11 Maggio 2018, ore 11.00

Nella sua evoluzione generale, la nuova figura di bassa pressione viene ormai correttamente individuata dal modelli che pongono l'accento su di un affondo depressionario piuttosto organizzato ed alquanto brusco. Nella notte tra sabato e domenica, la nuova circolazione riuscirebbe a crearsi un varco in corrispondenza della Francia meridionale, più precisamente sul Golfo del Leone, laddove l'aria fredda di origine nord-atlantica riuscirebbe a penetrare sui nostri mari, senza incontrare alcuna difficoltà. Sussistono ancora dei dubbi importanti sul comportamento della nuova depressione una volta sopraggiunta sul Mediterraneo; anche se appare ormai sempre più probabile la formazione di un minimo in quota in corrispondenza dei settori italiani centro-settentrionali, laddove andrebbero poi a concentrarsi gli episodi più importanti di instabilità, prevalentemente a sfondo temporalesco.

Questa mattina il modello europeo conferma per domenica sera, la formazione di un vero e proprio minimo di bassa pressione organizzato anche al suolo. A quel punto nubi e precipitazioni ruoterebbero attorno ad un perno costituito dall'ancoraggio di questo minimo depressionario al suolo, rovesci e temporali sarebbero diffusi alle regioni centrali e settentrionali tirreniche, alla Liguria ed ai settori di Valpadana, soprattutto nella notte tra domenica e lunedì ma con riflessi anche nella seconda metà di lunedì e poi martedì 15 maggio. 

L'evoluzione proposta questa mattina dal modello americano mette in luce un guasto del tempo di entità meno vigorosa. In questo caso la formazione di un minimo ciclonico al suolo non potrebbe verificarsi in maniera altrettanto strutturata e gli effetti in termine di vento ed instabilità risulterebbero più contenuti. Il tempo sarebbe sulla via del miglioramento già dalla seconda metà di lunedì, con un trasferimento deciso dei fenomeni nelle zone interne ed un maggiore soleggiamento lungo le coste. 

Entrambe i modelli hanno le idee chiare sul crollo delle temperature pronto a manifestarsi da domenica sera sulla Sardegna e le regioni settentrionali, ove affluirebbero venti tesi e molto freschi di Libeccio e Maestrale. Una flessione seppur meno sensibile delle temperature si estenderebbe nei giorni successivi anche al resto del Paese. 

Seguite gli aggiornamenti su meteolive.it


Autore : William Demasi

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