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ANALISI COMPARATA: cosa dovremo aspettarci dalla seconda decade di giugno?

Il modello americano ipotizza condizioni più anticicloniche, il modello europeo spinge il pedale dell'acceleratore sull'instabilità, in ogni caso si prospetta un periodo atmosferico ancora senza grosse ondate di calura.

In primo piano - 3 Giugno 2016, ore 11.20

L'estate 2016 sembra partire decisamente sottotono se paragonata alle annate del recente passato e soprattutto all'estate 2015, caratterizzata da valori termici sensibilmente sopra la norma ed ondate di caldo "canicolari". I paragoni proprio con la scorsa stagione sono già adesso sotto gli occhi di tutti; le fasce anticicloniche subtropicali, nonostante il periodo ormai avanzato, faticano ad invadere in modo deciso il nostro continente e persino i paesi affacciati al Mediterraneo ne risultano parzialmente scoperti. Tale condizione determina pertanto continue e costanti infiltrazioni d'aria più fresca ed instabile che rinnovano e rinnoveranno condizioni di instabilità anche nei giorni a venire.

Superata la fatidica soglia dei 7 giorni, come logico che sia, la forbice previsionale diventa più ampia; pur senza che vengano contemplati scenari particolarmente "calorosi", la previsione del modello americano GFS "spinge" verso l'instaurarsi di condizioni d'alta pressione che tuttavia dovrebbero interessare soprattutto i settori occidentali del nostro continente, laddove andrebbero a concentrarsi i picchi più decisi di calura.

Secondo questa previsione, un certo aumento della pressione e dei geopotenziali alle quote superiori, determinerebbe un fisiologico quanto inevitabile innalzamento delle temperature anche sull'area centrale europea, sul bacino centrale del Mediterraneo e pertanto anche sul nostro Paese. Nel complesso, con l'avvento della seconda decade di giugno, la previsione del modello d'oltreoceano resta sempre quella più sbilanciata verso scenari di anticiclone.

L'ipotesi più instabile ed irrequieta arriva ancora dalla previsione deterministica del modello ECMWF; in questo caso il panorama generale in ambito europeo, resterebbe ancora sostanzialmente influenzato dall'instabilità che non escluderebbe neppure il nostro Paese. Un po' meno pessimistica la media Ensemble dello stesso modello che proporrebbe un modesto cuneo anticiclonico in transito sull'Italia nel weekend sabato 11, domenica 12 giugno, seguito poi da un nuovo incremento dell'instabilità a partire dal nord. 

Dettagli ulteriori nei prossimi aggiornamenti. 


Autore : William Demasi

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