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Ambiente: scandalo BENZINA, come mai è calata così poco rispetto al barile di petrolio?

Italiani presi in giro?

In primo piano - 12 Giugno 2009, ore 10.04

Nonostante il clamoroso calo del prezzo del petrolio al barile (da 144 a 66 dollari in un anno) il nostro risparmio al distributore è stato solo di una manciata di centesima, in media 25. I colossi societari della ExxonMobil e della Chevron che hanno ricavi spaventosi dovrebbero fornire al pubblico delle spiegazioni, anche se la risposta molti la conoscono già. Difficile accettare che i rincari del greggio scattino quasi in simultanea sui listini di benzina e gasolio, mentre i ribassi NO. Non è oltremodo concepibile che in un anno la benzina sia scesa SOLO da 1.53 a 1.27 al litro quando il prezzo di un barile nello stesso periodo dello scorso anno era di 144 dollari? Altro che il J.R. Ewing di Dallas, qui sembrano esserci speculazioni grandi quanto un grattacielo. E invece, a sentir loro, i petrolieri, tutto sembra a posto. La colpa, secondo il rappresentante delle compagnie petrolifere De Vita, sarebbe nostra, che abbiamo l'abitudine di farci servire invece di utilizzare il self-service. Ci crede davvero così stupidi? Lo sconto tra quella da "servito" e quella "fai da te" è davvero risibile. Un'altra ragione, sempre secondo De Vita, sarebbe da attribuire all'alto numero degli impianti, troppi, con vendite basse e costi elevati. Bene, allora cominciamo ad accorparne qualcuno, ridistribuendo sul territorio il personale, non sarà poi così difficile. Che poi sia anche e soprattutto colpa di accise ed Iva, ne siamo assolutamente consapevoli e qui dovremmo bussare allo Stato in modo fermo, invece di fare le solite cagnare per cose che contano poco o nulla. De Vita aggiunge che non va solo considerato il prezzo del petrolio ma anche le quotazioni Platts (un’agenzia indipendente basata a Lon­dra) relative al greggio raffinato, benzi­na o gasolio, espresse in dollari per ton­nellata, che vengono elaborate sulla ba­se del rapporto domanda-offerta. Infine i recenti rinca­ri dei prezzi dei carburanti sarebbero da ricondurre alle raffinerie, che sta­rebbero cercando di recuperare le perdi­te subite lo scorso anno, quando comprarono petrolio al massimo delle quotazioni, per poi ri­vendere i raffinati a prezzi bassi. Pr risollevarsi gli impianti di raffi­nazione avrebbero ridotto la produzio­ne, in modo da far salire i prezzi. Resta il fatto che gli italiani pagano la benzina più di tutti i "colleghi" europei e questo è davvero inammissibile.

Autore : Report di Alessio Grosso

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