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Ambientalisti convertiti al NUCLEARE, fonti rinnovabili in crisi?

Dal quotidiano "Il Sole24 ore" apprendiamo notizie che invitano alla riflessione.

In primo piano - 27 Aprile 2007, ore 10.09

Tutti noi siamo costantemente bombardati dal messaggio che il riscaldamento globale stravolgerà la nostra vita. E' davvero così? Le teorie rassicuranti non trovano mai posto sulla stampa: servirebbero solo a far diminuire le vendite. Per vendere bisogna creare un senso di inquietudine nella popolazione, per essere ascoltati gli scienziati devono allarmare. E così apprendiamo che il riscaldamento globale potrebbe anche risultare più rapido del previsto. Caldo o non caldo, verità o bugia, anche gli ecologisti più scettici si sono convertiti al nucleare, mettendo una pietra sopra ai rischi che si corrono imboccando una simile strada. Il nucleare ci consente di produrre energia senza dover liberare nell'aria anidride carbonica. Fa notizia che gente come Lovelock, Moore, Montefiore, si siano schierati a favore del nucleare. Ora è arrivato anche Schwartz a dirci che scorie radioattive ed armi nucleari non devono farci più paura. Investire nelle energie alternative richiede tempo, il nucleare è in sostanza già pronto all'uso. Realizzare una centrale costa milioni di Euro ma risolverebbe una volta per tutte la cronica dipendenza da carbone e petrolio, fornendo anche l'idrogeno pulito e sicuro per uscire dalla schiavità inquinante della benzina e de gasolio. E' Jesse Ausebel a stupire di più con le sue dichiarazioni però. Il Direttore del programma sull'ambiente alla Rockefeller University di New York afferma che le energie rinnovabili sono "falsi dei". L'elettricità prodotta negli States da fonti rinnovabili, nonostante sgravi fiscali ed incentivi, è calata dall'11 al 9% negli ultimi 15 anni. Classifica delle nazioni che ricavano più energia dal nucleare: 77% FRANCIA 58% BELGIO 45% SVEZIA 37% SVIZZERA 27% SPAGNA 23% GRAN BRETAGNA Questa conversione al nucleare è quantomeno tardiva, abbiamo fatto marcire le centrali di Caorso e Trino, che non potranno mai essere riattivate, dopo la campagna denigtatoria condotta in Italia, in seguito all'incidente di Chernobyl, culminata nel referendum del 1987. Sull'onda emotiva di allora, peraltro giustificata secondo chi vi scrive, forse abbiamo commesso un errore. Tutti in giro per il mondo predispongono reattori di nuova generazione, l'Italia resta al palo. L'uscita dal nucleare ci è costata oltre 60 miliardi di Euro, abbiamo perso competenze tecniche, siamo esposti ai black-out. I reattori di nuova generazione, la quarta, pare siano i più sicuri; in caso la reazione nucleare dovesse superare la soglia di sicurezza si spegnerebbero automaticamente. La verità è che la produzione nazionale di energia copre solo il 22% del fabbisogno... Attenzione: il problema della sicurezza e dei rischi delle centrali nucleari è già stato esposto in altri articoli.

Autore : Alessio Grosso

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