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AMARCORD 1980: quando la nebbia "sfonda" in quota

Due fantastici fotogrammi del 1980 dalla Val Serina(BG) ci consentono di commentare episodi meteo singolari ma più frequenti di quanto si possa pensare.

In primo piano - 13 Settembre 2010, ore 09.02

Ci troviamo a Lepreno, una frazione di Serina(Bg), stazione turistica della bergamasca a 850 m di quota che dà il nome all'intera vallata.

Di fronte a noi il Monte Alben 2000 m. Siamo nei primi giorni del mese di gennaio del 1980: una zona anticiclonica si è posizionata sul nord Italia ma si va indebolendo.

Ci troviamo appena al di sopra di una marcata inversione termica. Sono le 9.30 del mattino: sul fondovalle si è accumulata aria fredda ed in parte umida e sono presenti brinate diffuse. Qui ad 850 m il cielo è sereno, la temperatura è di 5°C sopra lo zero e la poca neve caduta nei giorni precedenti si va sciogliendo.

L'azione di compressione anticiclonica si sta però attenuando e la brezza di monte è cessata già a partire dalle prime luci dell'alba. Abbiamo imparato che l'alta pressione si muove verso la bassa a livello locale. Nel fondovalle l'accumulo d'aria fredda ha favorito un aumento pressorio, in quota invece l'aria calda presente è sede di una relativa zona di bassa pressione.

Inoltre ecco attivarsi una debole corrente sinottica meridionale che va a sommarsi alla brezza di valle con l'obiettivo di rompere l'inversione; è così che i banchi nebbiosi dal basso si estendono gradualmente fino al punto d'osservazione, anche se più in alto continua a splendere il sole. L'aria molto più secca presente alla nostra quota riesce comunque ancora in parte a dissipare lo strato nuvoloso, favorendo però evaporazione e dunque raffreddamento dell'aria.

In questo modo un altro strato d'aria è diventato più freddo e in aria più fredda la condensazione avviene prima (perchè essa puà contenere meno umidità) e il giochino continua con la nebbia che si solleva sempre più; ecco un segnale del possibile peggioramento del tempo; la matematica certezza però non c'è, perchè talvolta il limite dell'inversione può alzarsi senza che ne derivi un vero cambiamento del tempo.

La cosa si verifica ad esempio in Valpadana con una corrente fredda da est nei bassi strati, pronta a sollevare nelle vallate delle Orobie tutta l'aria umida stagnante al piano. Il tempo però non subirà un vero peggioramento; l'arrivo delle nubi basse comunque potrà rendere difficili le escursioni in alta quota. L'aumento dell'umidità alle quote superiori è dunque un fattore da non trascurare per un escursionista. Per sapere se c'è umidità anche nella libera atmosfera (oltre i 3000 m) è comodo seguire gli aerei: se al loro passaggio si formeranno cirrus aviaticus anche estesi, significa che in quota l'umidità è in aumento, in caso contrario l'aria risulterà secca.

Ma la presenza del cirrus aviaticus non vuol dire necessariamente che il tempo stia cambiando. Alle quote medie invece la formazione di nubi a cappuccio sulle cime dei monti è il segnale sicuro dell'afflusso di aria umida e spesso instabile.


Autore : Alessio Grosso

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