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Altro che NINA, guardate l'Atlantico e che AMO!

Tra le attuali anomalie delle temperature superficiali oceaniche spicca senz'altro il lago di acque fredde al largo dell'Atlantico centrale non lontano dalle isole Britanniche. Questa anomalia convoglia le saccature polari ad ovest del Continente agevolando la risalita dell'africano sul Mediterraneo e sull'Italia.

In primo piano - 21 Luglio 2009, ore 10.16

Se nei mesi passati abbiamo cercato più volte la chiave di volta per capire il rumore di fondo di questa estate, ora l'abbiamo definitivamente trovata. I sospetti erano già fondati quando avevamo focalizzato non a caso l'attenzione sul quell'indice dalla denominazione particolare, ossia l'AMO (oscillazione multidecennale delle temperature atlantiche), che aleggiava con le sue acque più fresche della norma al largo delle isole Britanniche. Con il progredire dell'estate l'anomalia si è fatta via via più consistente e ora si è attestata su valori inferiori alle medie di riferimento di oltre 2°C, molto se riferito alle temperature superficiali di un oceano. L'anomalia naturalmente, non è sfuggita all'impianto circolatorio generale che si serve di tali strategie per le sterzate e le ondulazioni della corrente a getto in corsa sulle medie latitudini. Nella fattispecie il getto in uscita dal continente nord-americano, giunge alle porte del nostro Continente manipolato a sua volta dall'andamento contemporaneo dell'indice pacifico noto come PDO (oscillazione decennale delle acque del Pacifico settentrionale) attestato su valori nettamente negativi. L'impatto di queste correnti aeree durante il loro percorso in Atlantico è determinante per gli effetti della circolazione sullo scacchiare euro-merditerraneo per vari motivi. Il più importante e attuale si riferisce al fatto che la corrente a getto, circuitando l'anomalia negativa oceanica britannica in senso antiorario, provoca lo sprofondamento in loco delle saccature figliate dal vortice polare. Nasce dunque una circolazione atmosferica sovrapposta a quella oceanica improntata ad una ulteriore anomalia, nota con la sigla EA+, anomalia che identifica una struttura depressionaria dalla caratteristiche coriacee in area britannica appunto. Ma quali conseguenze porta alla nostra estate questo schema circolatorio? L'impianto risulta determinante in quanto lo sprofondamento semi-permanente di tali saccature al largo delle acque atlantiche, talora fin verso Francia e penisola Iberica, provoca la risposta fisiologica della risalita anticiclonica subtropicale sopravvento alle stesse, vale a dire sul Mediterraneo, sull'Italia e sull'Europa centro-orientale. Essendo poi geograficamente a pochi passi da noi, l'Africa lavora le masse d'aria spinte dall'anticiclone verso il nostro Paese ed ecco le ondate di caldo che si librano a fasi alterne sulla nostra estate. Le eventuali rinfrescate sono affidate alle temporanee incursioni dell'aria fresca atlantica che sfugge al controllo della grande depressione britannica giungendo fino a noi sotto forma di corpi nuvolosi temporaleschi. Insomma altro che Nino e Nina, la nostra estate nasce da molto vicino, da quell'indice AMO al quale forse non si dà ancora troppo credito ma che, anno dopo anno, si rivela sempre più importante per lo studio del mutato assetto del nostro clima.

Autore : Luca Angelini

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