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Altro che desertificazione e spettro del SAHEL, in Italia piove a sufficienza!

Negli anni 90 si parlava troppo e a sproposito di rischio desertificazione per l'Italia, tutte teorie smentite dai fatti. Le precipitazioni negli ultimi anni sono risultate particolarmente abbondanti, specie nel semestre freddo ma spesso con intere annate piovose oltre la media.

In primo piano - 17 Giugno 2015, ore 15.20

Pronunci Sahel e pensi subito ad una terra arida, desolata, a stretto contatto con il Sahara. In realtà le cose non sono andate sempre così per questo territorio africano che va dall'Oceano Atlantico sino al Mar Rosso, dal Senegal sino all'Etiopia.

Fino agli inizio degli anni 70 piogge relativamente abbondanti avevano portato questi Stati a migliorare le loro condizioni di vita; c'era stato un relativo benessere, coinciso con un aumento della popolazione.

L'aumento demografico spinse ad una vasta operazione di disboscamento che non fece altro che favorire l'avanzata del deserto. La stagione delle piogge nel Sahel dovrebbe durare circa 4 mesi: da giugno a settembre. Segue poi una lunga fase asciutta per il restante periodo dell'anno. Il mese più piovoso è agosto.

Dal 1972 in poi improvvisamente le piogge cessarono di cadere su gran parte del Sahel; non si trattò di una diminuzione transitoria, alternata a fasi piovose, non piovve praticamente più fino al 1985, ad eccezione di qualche sporadico fenomeno nel 1974.

Una tale siccità provocò un inesorabile prosciugamento del famoso Lago Ciad; la vegetazione scomparve per migliaia di km. Con la siccità arrivò anche la carestia: oltre due milioni furono le perdite umane. Come possa essersi modificato tanto rapidamente il clima della regione resta un mistero: molti scienziati collegano il tutto all'effetto serra, altri al Nino, altri alla scarsa incidenza del monsone africano nella zona, altri ancora pensano al disboscamento.

Le ondate di caldo africane che soprattutto tra gli anni 90 e i primi anni del 2000 hanno colpito il nostro Paese hanno fatto ipotizzare che la risalita verso nord della cella di Hadley potesse in qualche modo farci vivere periodi siccitosi come accaduto nel Sahel?

Invece le piogge paradossalmente negli ultimi anni non sono quasi mai mancate ed anche zone deputate ad una presunta desertificazione come Sulcis ed Iglesiente in Sardegna, se la sono cavata egregiamente.

Certo, è possibile che possano sopraggiungere nuove ondate calde e periodi secchi ma senza arrivare ad alcuna desertificazione; più grave secondo noi se si inceppasse il meccanismo che regola la normale fluttuazione delle correnti in quota da ovest alle nostre latitudini, molte regioni italiane rischierebbero di non vedere una sola goccia d'acqua per molti mesi.

Se ad esempio le saccature affondassero costantemente sulla Spagna, l'Italia rimarrebbe sempre con temperature sopra la media, se viceversa l'anticiclone proteggesse l'Iberia come successo per molti anni, sarebbero loro ad avere problemi idrici.

Insomma la situazione è altalenante, l'importante è che nessuno di queste configurazioni si fossilizzi e questo difficilmente potrà avvenire in senso assoluto.


Autore : Alessio Grosso

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