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Alta pressione tenace anche in autunno? Diamo un'occhiata ai Monsoni

La causa delle persistenti ingerenze anticicloniche autunnali può trarre origine dalla spinta della circolazione tropicale verso nord, con estroflessione della adiacente banda anticiclonica subtropicale che colloca il suo baricentro maggiormente sbilanciato verso la fascia temperata.

In primo piano - 14 Ottobre 2011, ore 12.22

 Alte pressioni di che non arretrano, perturbazioni atlantiche che non riescono a guadagnare le medie latitudini neanche in autunno: cosa sta accadendo, siamo di fronte ad un ribaltamento della letteratura meteorologica che ha formato migliaia di professionisti del tempo?

Non è un mistero che la circolazione generale dell'atmosfera abbia subito negli ultimi decenni modifiche non indifferenti. Tra tutte, quella dello sbilanciamento verso le medie latitudini della fasca anticiclonica subtropicale è nota ormai a  tutti, in particolare a noi che viviamo sulle sponde del Mediterraneo, zona nevralgica a causa della sua particolare posizione geografica.

Alte pressioni più tenaci e durature sono nient'altro che il risultato di una estroflessione, di una spinta verso nord (e verso sud sotto l'Equatore) della cella circolatoria tropicale. Questa ingerenza territoriale non risulta comunque regolare in tutti i punti dell'atmosfera ma subisce alcune impennate su determinati settori tra i quali, guarda caso, rientra anche il nostro Mediterraneo.

Il motivo è presto detto e vede la sua origine prevalentemente legata all'andamento del Monsone dell'Africa occidentale. In altre parole, per quanto concerne la stagione autunnale, il vortice polare solitamente si mostra ben disposto a scendere verso le medie latitudini spingendovi le perturbazioni atlantiche quali ancelle di separazione con le masse d'aria temperate, ma l'attardarsi del Monsone può risultare prevalente e ricacciare verso nord tutto il blocco depressionario lungo l'asse europeo occidentale.

L'innalzamento della campana anticiclonica nord-africana pertanto vede la sua fisiologica espansione nella direzione che rappresenta la continuità del Monsone, ovvero verso il Mediterraneo occidentale. Un Monsone che si attarda a spingere anche nel mese di ottobre (sta accadendo anche in Asia per quanto riguarda il Monsone indiano), costringe la circolazione a permanere sulle tipiche figure estive.

Ecco il perchè di questa estate a gittata continua, di questo autunno che non riesce mai a decollare. E, come abbiamo visto, non sono le temporanee puntate dell'Artico a risolvere la situazione, dato che la questione va risolta alla sua radice, ovvero al Tropico. Per tale motivo, prevediamo nel proseguo di ottobre un generale cambiamento della circolazione a livello europeo, con inserimento di un profondo vortice sui settori centro-occidentali, tali da promettere un certo peggioramento sul nord Italia ma con i dovuti tempi e modi.

Tale situazione infatti, per i motivi suddetti, potrà inizialmente stentare ancora. Occorreranno ulteriori affondi depressionari per creare quel disegno tipico delle pedine autunnali, con le saccature ben inserite sul Mare Nostrum, quello che tutti conosciamo per mezzo della letteratura meteo universalmente riconosciuta. Ma come sappiamo, in meteorologia l'eccezione a volte è proprio la regola.


Autore : Luca Angelini

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