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Alta pressione: nuovo nemico da combattere?

Sempre più spesso la nostra Penisola si trova alle prese con alte pressioni di eccezionale potenza e durata. I futuri "pericoli" climatici potrebbero arrivare proprio dall'eccessiva persistenza di queste figure bariche.

In primo piano - 7 Novembre 2006, ore 10.56

Semestre freddo 1989-1990: un autentico "mostro" anticiclonico impone il suo dominio per oltre 100 giorni sulla nostra Penisola, quasi senza interruzione! L'aria non si muove, non piove, non nevica, niente! Si sta sotto una campana di vetro per mesi e solo a primavera la situazione si sblocca, portando la tanto sospirata acqua! Semestre freddo 2001-2002: un forte anticiclone si piazza ad ovest della Penisola e impedisce il progredire delle correnti perturbate atlantiche verso il Mediterraneo. Al nord e sul Tirreno il "rubinetto" della pioggia si chiude da novembre a marzo, determinando un nuovo periodo di carenza idrica. Estate 2003: un'alta pressione ad alimentazione triplice incombe su tutta l'Europa. In Francia si superano i 40°. In Italia il settore di nord ovest e il Tirreno restano intrappolati in una morsa di caldo infernale per settimane. Vi sono purtroppo anche dei decessi di persone anziane e con problemi respiratori. Autunno 2006: dopo un settembre promettente, nuovo stop delle correnti perturbate atlantiche nel mese di ottobre. Il "pallone" rialza la testa, chiude tutte le vie di fuga e uno dei mesi più piovosi dell'anno scorre via con deficit idrici altissimi. La prima settimana di novembre segue a ruota, con alta pressione totale intervallata da piccoli sbuffi freddi da est, nella maggior parte dei casi sterili! Questi citati sono solo alcuni esempi! Si potrebbe continuare ancora, dato che gli anni in cui l'alta pressione ha mandato a gambe all'aria i comportamenti stagionali "attesi" purtroppo non si contano. Si fa un gran parlare in questi ultimi anni di mutamenti climatici e loro possibili conseguenze. Il clima, che si identifica come il complesso delle situazioni meteorologiche di una determinata zona, fluttua nel corso degli anni e dei secoli. Questo fatto non deve assolutamente stupirci; il clima stesso è entità mutevole, ergo tende ad aggiustare i suoi assetti nel corso del tempo. Capire come il clima cambi in una determinata zona è però abbastanza problematico. La natura ci manda molti segnali e un buon osservatore deve saperli cogliere, per poter poi ipotizzare una possibile evoluzione futura. E' ormai fuori discussione che la pressione in area mediterranea abbia subìto un aumento progressivo negli ultimi decenni. Questo si ripercuote sulla distribuzione delle piogge (divenuta molto più irregolare), ma soprattutto sui "tempi di ritorno" degli eventi piovosi, che a ragion del vero si stanno allungando. I periodi di quiete atmosferica risultano sempre più frequenti, intervallati da momenti piovosi magari violenti, ma ingannatori. Non appena il "guasto" passa, tutto torna come prima e la pressione non subisce mutamenti sufficienti per poter parlare di "svolta avvenuta". Sarà l'alta pressione il nuovo "nemico climatico" da combattere? Per il momento è presto per dirlo, tuttavia non si può negare che in questi ultimi anni c'è stata una maggiore incombenza di queste figure stabilizzanti sul Mediterraneo, anche in periodi non propriamente consoni alla loro presenza (ad esempio nel semestre freddo). Tutto ciò deve indubbiamente farci riflettere.

Autore : Paolo Bonino

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