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Alta pressione grande assente dell'autunno

Lo scorso anno anticiclone atlantico inteso come tediante figura barica padrona indiscussa del tempo nello scacchiere europeo ma soprattutto mediterraneo. Quest'anno di questa figura barica non vi rimane più traccia. Cerchiamo di comprenderne le ragioni.

In primo piano - 13 Novembre 2012, ore 17.00

Questo autunno 2012 si sta rivelando diversissimo rispetto allo standard dominante della trascorsa stagione 2011. L'anticiclone delle Azzorre, croce e delizia dei nostri autunni e dei nostri inverni, pare aver lasciato definitivamente spazio all'incalzare sul nostro continente di continui affondi ciclonici in direzione del Mediterraneo.

Così facendo i break soleggiati e stabili non durano più di pochi giorni e sono seguiti a ruota da nuove incursioni depressionarie a spasso per lo stivale. Talvolta si giunge all'estremizzazione delle fasi di maltempo secondo una logica che comprende scambi meridiani molto accentuati ma poca zonalità (scambi ovest - est). Da qui la conseguente persistenza del maltempo su limitati settori, con effetti che possiamo vedere in questi giorni dai telegiornali.

Il secondo effetto che la meridianizzazione porta sullo "status" del nostro clima sono le costanti forzature verso il caldo o verso il freddo che avvengono durante le stagioni. Molto interessante far notare come la depressione che ha interessato l'Italia sino a ieri, stia lasciando in eredità una manciata di giornate termicamente sopramedia a causa dell'imponente risalita sciroccale che ha dominato il tempo appena trascorso.

Per comprendere al meglio cosa stia remando a sfavore dell'alta pressione, bisogna scorrere a ritroso nel tempo (qualche settimana) dando un'occhiata a quella che è stata l'anomalia termica oceanica che ha caratterizzato la prima metà dell'autunno.

In questo frangente ritroviamo le anomalie positive dell'acqua di mare esclusivamente concentrate sull'Atlantico canadese ed est americano, area che diviene sede preferenziale di anticiclone a causa di una caduta del getto alle quote superiori. Frequenti incursioni di aria fredda interessano invece l'Atlantico europeo determinando la formazione di alcune depressioni che condizionano il tempo del Mediterraneo centrale e quindi anche del nostro Paese.

Allo stato attuale stiamo assistendo ad un graduale rinforzo del NAM (attualmente +0.8) che ci segnala come in realtà l'avanzamento stagionale e la graduale ricostituzione del pack artico (anche se sottile) stia agevolando la ricostituzione del Vortice Polare con una graduale accelerazione sulle alte latitudini atlantiche ed europee di un flusso più teso e costante di venti occidentali.

Dalle carte del tempo odierne tutto questo è verificabile con facilità sia guardando una mappa emisferica, sia la più classica delle mappe con focus sull'Europa. Salterà immediatamente all'occhio la presenza di una corposa depressione che va ingrandendosi tra il Canada orientale, Terranova, Groenlandia e Islanda.

Tuttavia i modelli di questa mattina propongono una evoluzione che ancora non è completamente chiarita. Nonostante il graduale (probabilmente temporaneo) rinforzo del Vortice Polare, sia l'inglese ECMWF che l'americano GFS propongono pressione e geopotenziali che stentano a riprendersi sull'Europa occidentale e l'Atlantico europeo, proprio laddove gli effetti di questo ricompattamento della figura ciclonica polare dovrebbero far capolino.

Quali prospettive in vista?

Giunti ormai a questo punto della stagione, se l'alta pressione volesse dominare davvero le sorti dell'inverno europeo, queste sono le sue ultime chances di intrusione. Con il termine di novembre e l'inizio di dicembre avviene solitamente il passaggio di consegne tra uno standard atmosferico dominato da canoni autunnali con uno in chiave prettamente invernale.

Di solito negli inverni più anticiclonici o comunque disturbati dalla presenza di questa figura barica, frequenti invasioni anticicloniche influenzano anche la stagione autunnale (specie la seconda metà) regalandoci così una sorta di "preavviso" di quello che poi potrebbe risultare la stagione invernale.

Allo stato attuale nonostante la ripresa del Vortice Polare, nessun altro indizio lascia presupporre un futuro intervento di questa figura barica sull'Europa.

Senza alta pressione di mezzo potrebbe risultare una stagione molto entusiasmante.

Seguite gli aggiornamenti!


Autore : William Demasi

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