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Alta pressione contro il freddo da est: chi vincerà?

Le pedine sullo scacchiere europeo iniziano a modificarsi, i modelli faticano ad inquadrare la situazione e stravolgono continuamente gli scenari proposti. Un parziale "split" del vortice polare convoglierà aria molto fredda nella parte est europea. Un frammento del vortice polare canadese opporrà invece resistenza inviando masse di aria temperate dall’atlantico verso l’Europa.

In primo piano - 12 Gennaio 2012, ore 09.56

Principi di cambiamento a livello barico sul Mediterraneo e l’Europa. Il mastodontico anticiclone di origine atlantica, dopo aver governato il tempo dalla sua roccaforte Iberica, si è portato per qualche giorno sul Mediterraneo.

Questo adagiamento dell’anticiclone sul Mare Nostrum ha determinato uno scorcio climatico primaverile proprio nel centro dell’inverno. Le temperature nelle ultime 48-72 ore hanno superato abbondantemente i 15 gradi sia lungo le coste che nelle zone di terraferma lontane dal mare, come la Val padana.

Attualmente, la situazione barica Europea contempla ancora l’alta pressione posizionata tra il Mediterraneo centro-occidentale ed il centro-ovest europeo. Nelle ultime ore la diminuzione di forza del vortice polare sta agevolando l’alta pressione in una sua parziale risalita verso nord.

Una potente figura di bassa pressione, con aria molto fredda in quota, sta scendendo dalla Penisola Scandinava verso sud ed ha come obiettivo il comparto europeo centro-orientale. Un temporaneo e blando ponte anticiclonico si stabilisce invece tra l’alta pressione termica groenlandese e quella dinamica sull’Oceano.

La pressione sul comparto europeo è destinata a cedere abbastanza velocemente , specialmente su quello orientale. La vasta e profonda depressione di origini artiche, dopo essersi intensificata sulla Scandinavia, scivolerà verso sud in direzione della penisola balcanica e gli stati dell’est.

Una fase molto rigida si vivrà in terra di Russia e sui paesi confinanti, sino ai Balcani ed in parte Germania e Francia. L’Italia sembra solo sfiorata da questa irruzione. Nel corso del fine settimana il parziale cedimento anticiclonico favorirà comunque l’ingresso di aria relativamente fredda dai quadranti orientali.

Una depressione satellite, figlia della tumultuosa attività del vortice polare, muoverà dall’oceano Atlantico in direzione della Penisola Iberica, isolando un cut off (minimo chiuso di bassa pressione) sulla Spagna.

Un calo temporaneo della pressione sin verso il Mediterraneo occidentale, sarà l’elemento principale che favorirà l’immissione di aria fredda sull’Italia dai quadranti orientali. Si tratterà di una fase fredda diversa da quelle precedenti, che farà sentire i suoi effetti soprattutto al suolo. Al momento non è ancora chiaro quanta aria fredda farà ingresso nel Mediterraneo, ma gli eventuali effetti (in termini precipitativi) colpirebbero i versanti adriatici.

Volgendo lo sguardo al tempo della prossima settimana, la situazione si fa intricata!

Ipotesi più probabile: la depressione fredda dell’est europeo non troverebbe un pattern favorevole alla sua retrogressione verso est. Questo si tradurrebbe in una fase fredda sul nostro paese della durata di una manciata di giorni. A fare da scudo alla rimonta immediata dell’alta pressione, una depressione satellite che nel corso del fine settimana si sgancerebbe dal polo freddo canadese per approdare in Europa. A seguire andrebbe ad isolarsi in cut off sulla Penisola Iberica arenandosi in Marocco.

L’alta pressione andrebbe a chiudere rapidamente la ferita sull’Europa occidentale, rimontando velocemente in direzione del Regno Unito ed in seguito verso Francia e Italia. Nel corso della prossima settimana le temperature registrerebbero un nuovo aumento e la fase fredda per l’Italia volgerebbe al termine. Attendibilità 65%

Ipotesi meno probabile: la formazione di un anticiclone di blocco a cavallo tra penisola Iberica ed oceano Atlantico, consentirebbe all’aria fredda di invadere in modo più deciso l’Italia e l’Europa centrale. Una simile ipotesi aprirebbe prospettive fredde e invernali per la terza decade di gennaio. Attendibilità attorno al 35%
 


Autore : William De Masi, riadattamento di Paolo Bonino

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