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Allenati ad osservare il cielo!

Alcune semplici nozioni empiriche per capire meglio che tempo farà dalla semplice osservazione del cielo.

In primo piano - 9 Ottobre 2012, ore 10.06

L'osservazione diretta del tempo costituisce davvero un'ottima palestra per chi si allena a fare previsioni su scala ridotta, magari riferite ad una ristretta fascia micro-climatica. Ciò che riportiamo può aiutarvi a comprendere meglio taluni particolari o considerazioni che possono sfuggire ai meno esperti. Quando farete poi una passeggiata con gli amici, potrete sfoggiare le vostre conoscenze in materia.

Ecco le pillole: °Le termiche o le forti correnti convettive in seno ad un deciso flusso perturbato, spingono fino a quote molte alte gli insetti che normalmente occupano il fondovalle. In questa situazione si può intuire che il peggioramento può essere prossimo".

"La foschia che già al mattino invade le vette, è un altro segnale di un possibile calo pressorio o di un'avvezione calda, cosi come le classiche nubi a cappuccio, "bonnet" e il "pileus" sulla testa dei cumuli possono essere il segnale di un'evoluzione temporalesca".

"La normale risalita della foschia dal fondovalle fino ad una quota di 1500 m nel pomeriggio, non é di per sè indizio di maltempo. Se poi la foschia rimane confinata a bassa quota, il bel tempo é assicurato".

"Se una nube al mattino rimane bloccata a mezza costa senza risalire il pendio può significare due cose: si può pensare ad un'inversione termica, in questo caso la nube avrà tendenza a stirarsi lateralmente, oppure sono in corso precipitazioni che, con le loro discendenze, bloccano i tentativi ascendenti della nube":

"Nel corso di una fitta nevicata, il sollevamento dele nubi può significare un'attenuazione delle precipitazioni, vento forte, un aumento della temperatura o semplicemente un'effimera schiarita in caso di passaggio di impulsi freddi, la classica "schiarita nevosa".

"La dissipazione delle nubi grazie al vento da nord, provoca l'effetto "altostrato", i cumuli si stracciano, la visibilità aumenta e l'umidità diminuisce bruscamente".

"Le raffiche di favonio possono toccare anche i 120 km/h e non solo nelle vallate alpine, anzi la corrente spesso raggiunge la massima velocità proprio in prossimità della pianura. La neve portata dal vento può ridurre la visibilità a pochi metri. Sulle pianure americane questo fenomeno si chiama Blizzard ed è ben noto alla popolazione di quelle terre".

"Bufere di neve altrettanto pericolose possono registrarsi nell'entroterra Ligure, sui passi alpini oltre 2000 m ed occasionalmente sull'Appennino centro-meridionale e sull'altopiano Carsico, specie quando soffia la Bora scura".


Autore : Alessio Grosso

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