Scrivi una località, una regione o una nazione per ottenerne le previsioni del tempo
Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
MeteoLive NEWSLeggi tutte le news ›

ALLARME DALL'ARTICO: entro il 2070 niente più ghiaccio?

Le ultime rilevazioni hanno destato preoccupazione nel mondo scientifico: lo spessore della calotta polare artica è la metà rispetto a 30 anni fa.

In primo piano - 9 Dicembre 2004, ore 08.54

Ecco una notizia di quelle destinate a gettare benzina sul fuoco per il già acceso dibattito tra serristi, freddisti, climatologi e ambientalisti. A lanciare l'appello è Pal Prestud, vicepresidente del comitato di studio che ha stilato l'ultimo rapporto sul cambiamento climatico globale, commissionato dall'Arctic Council. "Il cambiamento climatico non è una questione che riguarda il futuro, ci riguarda adesso - ha dichiarato - L'Artico si sta riscaldando ad un livello doppio della media globale". A questa ricerca, come sottolinea anche il Financial Times, hanno collaborato 250 scienziati degli 8 Paesi che si affacciano sull'artico: Canada, Danimarca (per quanto concerne la Groenlandia), Finlandia, Islanda, Norvegia, Russia, Svezia e Stati Uniti. I risultati del rapporto scientifico più completo mai elaborato sui ghiacci del Polo nord è allarmante: la calotta polare si è dimezzata rispetto a 30 anni fa e potrebbe scomparire del tutto entro il 2070. Inutile sottolineare che il problema deve divenire al più presto "politico", aggiunge il rapporto, perché solo una rapida riduzione delle emissioni di CO2 e degli altri gas serra potrebbe ritardare o invertire questo trend negativo. Nel frattempo in Islanda questi risultati verranno discussi nel corso di una conferenza internazionale. Nel corso delle diverse ere geologiche le calotte polari sono state soggette ad espansioni ed assottigliamenti; se ne ritrovano numerose testimonianze nei reperti fossili e nei carotaggi dei ghiacci più antichi. Fino a 3 milioni di anni fa si ritiene che nemmeno esistessero e che siano comparse successivamente in seguito ad una riduzione dell'attività solare e alle oscillazioni dell'asse di rotazione terrestre. La linea che riscuote maggiori consensi nel mondo scientifico è che variazioni nello spessore dei ghiacci siano del tutto normali e rientrino in cicli lunghi e antichissimi in cui le attività antropiche hanno ben poco a che fare. Più concretamente, cosa rischieremmo se l'artico continuasse a sciogliersi fino a scomparire? Le conseguenze più drammatiche colpirebbero l'America del nord e l'Europa. Come è noto, le correnti oceaniche presenti nell'Atlantico e nel Pacifico settentrionali regolano il clima dei due continenti permettendo a molte regioni di liberarsi dai ghiacci per diversi mesi dell'anno. Queste correnti marine esistono grazie alla presenza dei ghiacci artici che rendono l'acqua circostante più salata consentendone lo sprofondamento e richiamando dunque acqua più calda dalle regioni tropicali. Un massiccio scioglimento della calotta polare immetterebbe un'enorme quantità di acqua dolce nel mare, interrompendo questo meccanismo. In breve tempo il clima alle medie latitudini non sarebbe più "temperato" ma paradossalmente si creerebbero i presupposti per una nuova glaciazione. Insomma, scenari apocalittici che è preciso dovere di tutti impedire di realizzarsi.

Autore : Simone Maio

Questa pagina: Stampa Invia Favoriti | Condividi: Altro
Webcam
Vedi tutte
Satellite
Immagini e foto dal satellite

Immagini dal satellite

Guarda le ultime immagini inviate dal satellite Meteosat 8, da 36.000 km di altezza.

Visualizza
Editoriali
Leggi tutti
Newsletter

Iscriviti subito!

Scrivi la tua email

Ogni giorno riceverai le nostre previsioni meteorologiche direttamente nella tua casella e-mail!

Info Viabilità
Leggi tutti
Dal FORUM
Vai al forum