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Alberi e vento, sono periodi critici

L’autunno è tra le stagioni più a rischio per gli alberi, sia in relazione alla loro salute, ma anche agli eventuali danni che possono provocare, specie in caso di forti raffiche di vento e pioggia battente.

In primo piano - 9 Novembre 2010, ore 15.34

Un vecchio pino sradicato da un micidiale mix di pioggia, vento e potature asimmetriche. Da notare la scarsa tenuta dell’apparato radicale, peraltro “aggredito” da lavori stradali e da probabili impianti elettrici.

Quando si scatenano le tempeste autunnali, tra le vittime preferenziali, ci sono gli alberi, a mostrarci tutta la loro vulnerabilità.
 
In primis le piante caducifoglie, quelle che perdono tutto il loro mantello verde, dal momento che la loro attività vegetativa tende a rallentare rapidamente fin quasi ad arrestarsi. In questa condizione tali tipi di piante sono più vulnerabili, specie se le foglie secche sono ancora in gran parte attaccate ai rami.



Interventi di manutenzione straordinaria su alcuni pini aggettanti su una scarpata prospiciente una strada extraurbana.

Gli stessi rami tendono a staccarsi con grande facilità, anche per fenomeni di auto-amputazione. Le sedi stradali diventano perciò zone a rischio, dove la prudenza è d’obbligo e l’imprevisto è sempre dietro l’angolo, specie se si tratta di viali o strade alberate.
Molte piante tipiche delle alberature stradali infatti, lasciano spesso cadere grossi rami: è il caso di tigli e platani.

Anche diverse piante sempreverdi si presentano più deboli e vulnerabili in autunno, soprattutto se al vento si mescola la pioggia battente: è il caso dei pini domestici, ma anche cedri ed altre conifere. Le conifere in particolare hanno inoltre un apparato radicale piuttosto superficiale, ciò non consente un ancoraggio adeguato e in occasione di piogge persistenti e terreni molto bagnati possono cedere improvvisamente, anche se il vento non è particolarmente forte.

Un’aggravante di questa situazione, per le conifere come per altre piante, sono le potature eccessivamente ardite e asimmetriche, che squilibrano la pianta ed aumentano il rischio di farla cedere. A cedere a causa delle piogge persistenti e del terreno saturo di acqua sono anche i vecchi alberi che, specialmente tra fine estate ed autunno, sono maggiormente attaccati di funghi ed altri parassiti, pertanto meno resistenti alle folate di vento. 

Oltre alle piante delle alberature stradali, in genere controllate e potate in alcuni momenti dell’anno, esistono tanti altri alberi, più o meno prossimi alle sedi stradali, specie montane e comunque extraurbane, che non sono invece controllati e che costituiscono un ulteriore fattore di rischio.

I rischi, più evidenti per la circolazione stradale, non sono meno importanti che per i pedoni o per le abitazioni, specie se sovrastate da scarpate alberate o grossi alberi isolati. Come già illustrato in precedenti articoli, molte città presentano aree verdi e giardini con alberature ormai invecchiate e poco affidabili. Occorre pertanto esercitare la dovuta prudenza, specie in periodi meteorologici come quelli che stiamo attraversando.
 


Autore : Dott. Giuseppe Tito

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