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Africa o Azzorre? Scoppiato il consueto tormentone delle estati italiane

La differenza tra le due figure anticicloniche che governano il tempo durante la bella stagione è notevole. Spesso le due strutture coesistono costruendo un'imponente e impenetrabile barriera di caldo

In primo piano - 15 Giugno 2009, ore 09.36

Va bene l'estate, va bene il caldo ma quando al normale andamento stagionale si aggiunge il poco gradito alito dei deserti nord-africani allora qualcosa inizia a non quadrare. Sulle carte meteorologiche la differenza tra un caldo perfettamente sopportabile e un'atmosfera irreale degna di un girone infernale dantesco appare minima. Tutto corre lungo il filo di una isobara. Da un'occhiata più attenta alla circolazione sinottica, soprattutto a quella che fluisce in quota dove minori sono le deviazioni e le influenze dovute all'attrito con la superficie continentale, si può benissimo individuare il luogo di provenienza di quella massa d'aria che, lavorata ulteriormente dalla compressione anticiclonica, causa quelle ricorrenti ondate di calore che si verificano di quando in quando sulla nostra Penisola. Al momento, pur non essondo estate, il problema già si pone in tutta la sua magnificenza: le carte attuali mostrano l'isobara in questione che attinge lungo il suo percorso l'alito rovente del deserto algerino. Il risultato non ha tardato a manifestarsi e la colonnina di mercurio dei nostri termometri ha concretizzato quello che la nostra pelle, non ancora abituata ai primi caldi, già sentiva di suo. La mossa circolatoria non è stata impostata direttamente da una azione dinamica impressa dall'anticiclone ma è stata stimolata da una spinta meridiana di una piccola onda depressionaria allungatasi dalla vasta circolazione di bassa pressione presente alle alte latitudini fin verso le acque antistanti il Portogallo. In prospettiva alta pressione nord-africana o anticiclone delle Azzorre? Al momento la cellula in arrivo dal deserto ha avuto una piccola parte nella nostra fasla primavera ma dalla prossima settimana pare che l'alta azzorriana riuscirà a prendere saldamente in pugno le redini del tempo. Insomma potrebbe essere tutta un'altra aria!

Autore : Luca Angelini

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