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90° minuto modelli: cosa si capisce e cosa non si capisce per fine mese...

Nuove emissioni modellistiche terminate: ecco il commento a caldo!

In primo piano - 12 Febbraio 2014, ore 10.22

Nel calderone della seconda parte del febbraio troviamo sempre l'Atlantico protagonista con altre perturbazioni cariche di pioggia e neve che si accaniranno ancora una volta soprattutto contro le Alpi, facendo ulteriormente aumentare il già alto rischio di valanghe al di sopra dei 1500m. 

Da questo trend perturbato atlantico, spesso molto mite al centro-sud, il modello americano non si vuole proprio separare: il break invernale lo propone ad intermittenza con il modello gemello GEFS, ma una vera svolta nella corsa ufficiale ancora non si vede. Lo vede ad intermittenza anche il modello inglese ma il gelo rimane pur sempre limitato per ora al centro Europa.

Non mancano soluzioni estreme in un verso o nell'altro ed anche intermedie. A rendere oltremodo ardua la formulazione di una previsione credibile che punti in un senso o nell'altro c'è soprattutto l'ostinazione con cui il modello americano propone una veemente accelerazione delle correnti atlantiche per la fine del mese, proprio quando l'anticiclone avrebbe dovuto ergersi verso nord e favorire la discesa verso sud della massa d'aria gelida che da giorni stiamo seguendo.

In più non sembra l'anno favorevole, per una serie di teleconnessioni negative già ampiamente illustrate, a sganciamenti importanti verso nord degli anticicloni. In altre parole non si realizzerebbero "murate" all'offensiva delle correnti occidentali.

D'altra parte però è un dato di fatto che la massa gelida prevista in discesa sulla Scandinavia e il nord della Russia nella terza decade del mese è vista quasi certa da tutti i modelli, quindi ne va tenuto conto assolutamente. Resta da capire se riuscirà a spingersi più a sud. Se la manovra riuscisse il getto dovrebbe giocoforza rallentare, ma per ora le probabilità restano ferme al 25% di ieri.

E' altresì difficile comunque che si verifichi anche l'evento opposto, cioè un'accelerata delle correnti da ovest come durante il periodo natalizio. La soluzione intermedia, cioè quella variabilità perturbata e mite, coerente con quanto sino ad ora accaduto, rimane presente nelle emissioni odierne ed è la soluzione più semplice, ma non così attendibile come si potrebbe credere, che possiamo offrire al pubblico.

Qui a fianco vi abbiamo indicato tutte e tre le soluzioni. Il giudizio su quanto accadrà davvero è SOSPESO sino alle nuove emissioni. 
 


Autore : Alessio Grosso

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