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5 anni per eliminare la sete: la situazione e gli stanziamenti del Governo

Ecco il piano anti-sete, vediamo la situazione, solo una "copertura occasionale" gli episodi piovosi di questi giorni per il centro-sud.

In primo piano - 15 Luglio 2002, ore 11.19

Le piogge di questi giorni, fra l'altro distribuite in modo assai disomogeneo sul territorio, sono solo un palliativo temporaneo che non riuscirà certamente a bloccare la grande sete del sud e di gran parte del centro Italia. Al nord invece la situazione è diversa: dopo la siccità invernale, le piogge primaverili e questo provvidenziale episodio piovoso inducono all'ottimismo. Le ondate di caldo sono poi spesso state seguite da temporali sparsi e non solo da venti più freschi come spesso capita al centro-sud al seguito dei passaggi frontali. Nei prossimi anni questo trend potrebbe non solamente continuare ma anzi estremizzarsi, con il centro-sud a rischio di una progressiva desertificazione e un nord che potrebbe invece ricevere in brevi periodi, più acqua di quanta ne sia caduta mediamente negli ultimi vent'anni. Gli stanziamenti del Governo sono andati alla Sardegna con 2600 miliardi. Qui gli invasi sono pieni solo al 13% e la stagione è stata la più secca del secolo. Altri 2700 miliardi sono andati alla Sicilia, con invasi pieni al 17% e forze dell'ordine che presidiano le fonti d'acqua. 1700 miliardi sono stati stanziati per la Calabria, ma l'emergenza riguarda anche la Puglia, dove vi sono oltre 300 mila pozzi abusivi e l'Ofanto è scomparso per un tratto di oltre 70 km. Problemi gravissimi anche per l'Abruzzo e il Molise con l'acqua razionata nei giorni scorsi a L'Aquila, solo un leggero miglioramento nelle Marche con invasi comunque ancora semi-vuoti, triste anche la situazione del Lago Trasimeno in Umbria, nel Lazio le piogge hanno dato un po' di vigore agli affluenti del Tevere ma restano a rischio gli invasi delle province di Roma e Viterbo. Per il Molise sono stati stanziati 600 miliardi. All'origine dell'emergenza, oltre alla mancanza di piogge, il pessimo sfruttamento dell'acqua, gli sprechi, acquedotti obsoleti e "colabrodo", una gestione affidata a mille enti diversi.

Autore : Redazione

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