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5-6 ottobre: cambia o non cambia l'aria?

Ipotesi a confronto.

In primo piano - 30 Settembre 2011, ore 11.17

Resiste, ma non decolla, vacilla, ma non scompare. Così potremmo definire il tentativo della saccatura nord europea di inserirsi nell'area mediterranea, con l'intento di portare l'autunno. Se quasi tutti i modelli oggi hanno ritrattato la posizione filo autunnale, saltando sul carro dei dominatori, cioè quello dell'anticiclone, il modello americano continua a presentarci una situazione favorevole ad una discesa di masse d'aria più fredde in direzione dei Balcani e, parzialmente anche verso il nostro Paese.

Riteniamo dunque ancora abbastanza probabile questa ipotesi, che si mostra oltretutto più coerente con la linea previsionale tracciata nei giorni scorsi.

Cosa sta minando la festa dell'autunno allora? Una possibile nuova accelerazione della corrente a getto, favorita dall'avvicinamento di un ex uragano al Continente. Il tutto remerebbe verso una persistenza della situazione attuale con scambi meridiani limitati e flusso zonale sparato alle alte latitudini. 

Siamo andiati comunque a spulciare anche tra le corse parallele del modello americano: confermano in gran parte l'impressione che almeno una rinfrescata, un piccolo scambio di calore tra le latitudini sia lecito attenderselo tra il 5 ed il 7 ottobre, magari non andrà in porto l'ipotesi depressionaria, e men che meno una delle corse estreme che il modello ci ha proposto e che vedrebbe un guasto intenso su tutto il Paese con formazione di un vortice di quelli tosti. Più probabile invece che passi la linea soft con un passaggio di temporali lungo l'Adriatico e un rientro di aria fresca per tutti.

Questo perlomeno assicurerebbe un ricambio d'aria, prima di un possibile (temporaneo vogliamo sperare) ripristino del tempo anticiclonico. La situazione però è più complessa di quanto si possa sembrare. 

Solo mercoledì vi proponemmo anche delle ipotesi alternative: aria fredda che si inserisce nell'unico pertugio concesso dall'alta pressione e dà vita ad un nucleo depressionario pazzerello, pronto a vagare per giorni nel Mediterraneo, senza concedere all'alta di rientrare. Pur trattandosi anche in questo caso di un'ipotesi non molto attendibile, rientra tra gli eventi statisticamente possibili, pur non risultando frequentissima.

Cosa ci resta da fare allora? Aspettare e sperare che la linea "ricambio d'aria", quella per la quale nutriamo maggiori speranze, passi e trovi ancora conferma, facendo cambiare idea anche ai modelli più scettici.
 


Autore : Alessio Grosso

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