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360 Euro a testa: ecco il primo folle esborso per rispettare Kyoto

Follie ambientaliste.

In primo piano - 27 Settembre 2007, ore 07.24

350 Euro a testa all'anno per "aiutare" il clima. Immaginate una famiglia di 3 persone. 1050 Euro per abbassare la febbre del Pianeta di...niente. Soldi gettati al vento, o meglio nelle tasche dello Stato. A partire dal 1950 i consumi di energia sono saliti in modo esponenziale. L'Italia si trova in una situazione di impasse preoccupante rispetto alle fonti energetiche. Il nucleare diventerà indispensabile a tal punto da domandarsi: oltre a questa forma di energia, cos'altro abbiamo a disposizione? Mentre il nostro Paese ha detto NO al nucleare, nell'Unione Europea la fonte nucleare è la prima per la produzione di energia elettrica( 35%) seguita dal carbone. Nel mondo sono attivi 442 reattori nucleari per una potenza di 370 Gigawatt elettrici con un aumento del 48% rispetto ai 250 del 1985. Inoltre sono in costruzione 28 nuovi reattori per un'ulteriore potenza di 22 Gigawatt elettrici e sono stati pianificati altri 38 reattori e poi altri 115 fino ad arrivare ad una potenza elettronucleare installata di 500 Gigawatt, peraltro ancora inferiore a quanto si attende per soddisfare il Protocollo di Kyoto. Si tratta oltretutto di reattori di III e IV GENERAZIONE, che hanno un livello di sicurezza ben superiore ai precedenti, offrono la massima riduzione dei residui radioattivi e arrivano addirittura a produrre idrogeno. per scissione termica dell'acqua. Questo smentisce il "postulato" ambientalista che dopo Chernobyl il nucleare sia andato in declino. Se pensiamo al patrimonio che abbiamo dilapidato portando alla chiusura le centrali di Caorso, Garigliano, Trino e bloccando la costruzione di Montalto di Castro quasi c'è da rimanere interdetti. Certo, chi non si è spaventato dopo Chernobyl, chi non si è commosso alla vista di quei bambini attaccati dalla leucemia, dalla vista della città fantasma di Prypiat, ma questo difficilmente potrà nuovamente accadere, e bisogna guardare avanti perchè senza nucleare, anche con tutta la buona volontà (o cattiva e poi diremo perchè nell'articolo dedicato) nell'investire in altre forme di energia, resteremo in balia dei Paesi stranieri, costretti a mendicare come fanalino di coda del Vecchio Continente. Avevamo dunque a disposizione 5 centrali capaci di produrre una potenza totale di 2 Gigawatt e di coprire dunque ben il 5% del fabbisogno nazionale. Sapete quanto ci è costato l'abbandono del nucleare? Più di 100 miliardi di Euro, di cui oltre 160 per smantellare le centrali, siamo costretti ad importare il 17% dell'energia di cui abbiamo bisogno dalla Francia, ad aumentare le importazioni di metano dalla Russia. E poi ci sono le energie rinnovabili. Si dice: non si è fatto nulla per le rinnovabili, non è vero! Sono stati investiti 50 miliardi di Euro. Qualcuno ha forse visto in giro qualche pannello solare? Sapete quanto costerà applicare Kyoto per la Francia: 3 Euro. Puntando su eolico e solare, pur forme nobili di energia alternativa arriveremmo a produrre l'1% di quel 17% di cui abbiamo bisogno. Inoltre gli italiani non amano nemmeno queste forme di energia, basta vedere come giudicano l'installazione su un tratto di costa di un semplice pilone eolico. Paghiamo la bolletta elettrica più cara d'Europa, ma continuiamo a farci del male. Per conseguire il risultato auspicato sarebbe sufficiente ridotarci con le nuove tecnologie di 4-5 reattori, che arriverebbero a produrre ben più del 5% del fabbisogno di quelle di vecchia generazione, ma ben il 10% del consumo elettrico nazionale. E veniamo al problema delle scorie. Individuare un sito appropiato dove riporle è un dovere civico verso di noi e i nostri figli. Bisogna oltretutto tener presente che è un sito di materiale radioattivo NON E' una DISCARICA! Scanzano Jonico ha perso l'occasione di diventare un grosso centro tecnologico e di ricerca e la comunità più radioprotetta d'Italia, senza ALCUN rischio per la salute dei suoi abitanti. Affronteremo in un altro articolo le motivazioni che portano a formulare un giudizio scettico rispetto alle forme di energia alternativa, pur esse nobili e quantunque non scartabili. Riferendosi ad esse potremmo parlare di ENERGIA INTEGRATIVA, NON alternativa, forse sarebbe la dizione più corretta.

Autore : Report di Alessio Grosso

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