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10 idee per Copenaghen, la gallina dalle uova d’oro

Inaugurato il più importante vertice internazionale per la lotta ai cambiamenti climatici. Da ogni parte si richiede a gran voce una vera Coopenaghen per la sostenibilità; ma per chi siede a quei tavoli è l’interesse di parte che conta; mentre il futuro appare già deciso. Abbiamo provato a pensare a 10 comportamenti anti-CO2; ma sarà proprio quello che vogliono?

In primo piano - 9 Dicembre 2009, ore 09.12

Immagino come i posteri chiameranno questo summit senza precedenti: Colpenaghen; per via delle nostre innumerevoli e ingiustificabili colpe, e non solo nei confronti del pianeta. Si tratta soprattutto di quello che in modo sistematico ed inopinato stiamo mettendo in atto nella nostra epoca, nonostante oggi abbiamo un quadro molto più chiaro della realtà e mezzi più potenti ed adeguati ad intervenire. Non mi riferisco ovviamente alla CO2 o ai suoi surrogati distruttori del quieto clima ideale; quanto a tutte le “vere” emergenze planetarie tanto dibattute e poco o nulla contrastate. Il guaio è che il potere brulica tra le mani di questi signori, schiavi del loro stesso egoismo e avidi a tal punto da suicidarsi con noi. Leggo tra i principali sponsor di Copenaghen 2009 che ci sono 4 prestigiosi marchi di automobili e motori in genere, due società di informatica e componenti per la stampa, una compagnia aerea, un corriere espresso, varie società di progettazione, designer, forniture e costruzioni eco-sostenibili. L’altra faccia del dollaro, ahinoi è proprio verde! Sono trascorsi 17 anni dall’incontro di Rio de Janeiro; allora eravamo molto più ingenui ed inesperti, a nessuno passava per la testa che c’era un clima da salvare. Da allora le hanno studiate tutte per avere carta bianca sul nostro futuro: dalla claustrofobia dell’“effetto serra”, al senso di soffocamento del “riscaldamento globale”, alla destabilizzazione per i “cambiamenti climatici; fino al senso di immane responsabilità nei confronti delle nuove generazioni. La verità è che noi stessi, nella nostra ingenua assenza, li abbiamo legittimati, ed ora si permettono anche di ergersi a guida del nostro avvenire. Ci dicono di consumare e poi ci incolpano che siamo inquinatori, ci costringono a comprare e poi ci fanno pagare per i danni arrecati all’ambiente. Salvaguardare il “Creato”? Macchè, a Copenaghen salvaguardano il “prodotto”, quindi il profitto. Ogni intervento, fattore o prodotto cosiddetto eco-sostenibile, ha il solo scopo di stordire e ingannare le nostre coscienze, consentendoci di ignorare il vero prezzo ambientale delle nostre azioni. Se poi tutto questo ha come priorità quella di contrastare l’aumento della CO2, allora ecco cosa ne penso: Volete davvero diminuire la produzione di CO2? Volete davvero contrastare l’inquinamento e tentare di vivere in modo ecosostenibile? Proviamo a dare 10 idee nello spirito di Coopenaghen, nello spirito di coloro che veramente hanno a cuore le sorti dell’umanità e del pianeta terra; di quelle che non vi diranno mai, perché in fondo in fondo, farci sentire in colpa per il nostro stile di vita e lo sfrenato consumismo è l’ultimo dei loro pensieri. 1. Non andare a Copenaghen. Ci sono già 15 mila delegati per l’incontro ufficiale, più le svariate migliaia di accompagnatori e portaborse. Aggiungere consumi e sprechi per raggiungere il luogo in questione non è da ambientalisti. Il Sunday Times ha calcolato in 41 mila tonnellate di CO2 il costo del vertice. 2. Invitare il segretario generale dell’ONU a visitare i paesi poveri, piuttosto che avallare le sue crociere nei mari del nord, tenutesi tra l’altro a settembre, il mese notoriamente più caldo per l’Artico. Perché non fare visita alle superdiscariche dei paesi occidentali, o alle sterminate bidonvilles del terzo mondo; paesi “emergenti” solo per respirare, che a stento si sollevano dalla schifezza con la quale li abbiamo ricoperti. Gli hanno preannunciato tempeste, allagamenti, siccità ed altri cataclismi climatici; invece quella gente continua a morire solo di fame, stenti e malattie. 3. Invitare i produttori di petrolio, soprattutto quelli dei paesi desertici a non reinvestire i proventi in opere faraoniche, costruite per svago e deleteria vanità; ma ad utilizzarli per produrre acqua potabile ed energia da fonti rinnovabili. 4. Non cambiate l’auto per prenderne una a GPL o a metano, con lo scopo di produrre meno CO2; entrambi i carburanti ne rilasciano in quantità. Il primo poi, inquina praticamente come la benzina. Evitate anche le auto elettriche, perché non sapete quell’energia da quale fonte proviene e, in ogni caso preferite auto di piccola cilindrata. 5. Preferite il vecchio televisore invece degli schermi piatti, plasma o LCD che siano. I primi consumano molto meno, e svolgono egregiamente la maggior parte delle funzioni. 6. Prima di cambiare qualsiasi oggetto in plastica o derivato dal petrolio, dagli spazzolini agli pneumatici, fate in modo che il loro consumo sia al limite; produrne di nuovo costa enormi quantità di CO2, senza considerare i vari km3 di rifiuti da smaltire. Per le bioplastiche c’è ancora strada, ma in tutti i casi finiscono in CO2. 7. Bevete, se possibile, solo l’acqua del rubinetto ed evitate di comprarla in bottiglie di plastica; soprattutto evitate quella gassata artificialmente. Enormi quantità di CO2 vengono prodotte apposta per questo. Non bevete bibite gassate, quasi mezzo milione di tonnellate di CO2 all’anno viene dalla Coca Cola consumata nei soli Stati Uniti. 8. Usate ancora le lampadine a incandescenza, finché potete e finché ne trovate. Consumano di più, ma ci vuole molta meno CO2 per produrle e soprattutto molti meno problemi per smaltirle. Il pianeta vi ringrazierà. 9. Non cambiate gli elettrodomestici, se non al loro completo esaurimento o irreparabilità. Il risparmio presunto in CO2 non è nemmeno lontanamente paragonabile al consumo richiesto per produrre, trasportare e mettere in commercio un nuovo prodotto; senza considerare il costo pagato dal pianeta per lo smaltimento di quello vecchio. 10. Ora che arriva Natale non comprate orrendi ed inquinanti alberi di plastica, ma preferite profumati abeti dei nostri splendidi vivai. Il conto in alberi per sottrarre CO2 è solo fittizio; prima o poi finiscono in tale modo, che siano bruciati o mangiati. Potreste giudicare queste idee un po’ strampalate e controcorrente, in parte irrealizzabili, quanto utopistiche; ma se veramente ci crediamo e ci teniamo, proviamo almeno ad invertire la tendenza, ora per ora, giorno per giorno. Il vero aumento esplosivo stile “Hockey Stick”, allo stato attuale, è quello dei rifiuti. E intanto da lassù piove sui buoni e sui cattivi, sui ricchi e sui poveri.

Autore : Dott.Prof.Giuseppe Tito

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