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"Science": il turismo italiano a forte rischio a causa del cambiamento climatico

Scenari siccitosi o alluvionali, per i catastrofisti non cambierebbe molto.

In primo piano - 21 Aprile 2015, ore 15.39

In Europa la regione mediterranea e' una delle piu' vulnerabili ai cambiamenti climatici; lo rivela uno studio pubblicato via web sulla rivista Science e ripreso dal quotidiano britannico "The Independent".

I ricercatori, guidati da Dagmar Schroeter dell'istituto "Potsdam" per la ricerca degli effetti climatici in Germania, hanno cercato di valutare gli effetti del riscaldamento globale su una gamma di ecosistemi quali silvicoltura, agricoltura e turismo.

Wbbene, secondo gli scienziati "il Mediterraneo e' apparso il piu' vulnerabile ai cambiamenti globali" a causa della sua sensibilità alla siccità, alle piogge alluvionali ed all'aumento delle temperature. Lo studio commissionato da 58 organizzazioni tra governi, industrie, associazioni di coltivatori dei 14 Stati originari dell'Unione, piu' Norvegia e Svizzera, ha utilizzato diversi modelli climatici che preannunciano dati allarmanti: tra il 20 e il 38% della popolazione mediterranea potrebbe a breve risentire della carenza d'acqua o di catastrofiche alluvioni autunnali.

Un dato che gia' nel 1995 vedeva circa 193 milioni di persone, su una popolazione totale di 383 milioni di europei, alle prese con questo problema. Con ogni probabilita', prosegue lo studio, la penuria dell'acqua nelle zone mediterranee sarà aggravata dall'aumento della domanda per irrigazione e turismo.

Schroeter aggiunge: "I responsabili delle riserve naturali dovranno far fronte anche ai cambiamenti notevoli nell'abbondanza e nella distribuzione delle specie animali e delle piante. Questi cambiamenti potrebbero avere implicazioni anche per le identita' culturale degli abitanti e per le forme tradizionali di utilizzazione delle terre e del turismo".

Per l'Europa del Nord invece sono previsti incrementi delle piogge, delle foreste e una diminuzione di terre destinate all'agricoltura. Nelle zone montane, infine, potrebbe aumentare lo scioglimento dei ghiacciai: un fattore che, sempre secondo gli scienziati, potrebbe cambiare i flussi dell'acqua verso valle e ridurre il rifornimento idrico nei momenti di picco della domanda, oltre ad aumentare il rischio di inondazioni in inverno.

Nulla di nuovo sotto il sole...


Autore : Report di Alessio Grosso

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