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“Nell’occhio del ciclone”: un’espressione sbagliata...

Questo termine si attribuisce ad una persona che si trova in mezzo ai guai, non tenendo conto che nell’occhio del ciclone il cielo è sereno e non c’è vento :-)

In primo piano - 17 Ottobre 2017, ore 15.21

Quando si vedono le fotografie dei cicloni tropicali, ci appare un denso malloppo di nubi che si avvita attorno ad una zona dove il cielo risulta pressoché sereno.

Osservando una depressione attiva alle nostre latitudini, ci accorgiamo del suo moto spiraleggiante attorno ad una zona con minore nuvolosità.

Nel caso di una semplice depressione (o ciclone extratropicale) i contorni dell’occhio non sono così nitidi come nel caso di un ciclone tropicale e il suo raggio d’azione risulta più ampio.

Come mai avviene questo fenomeno? Quando un sistema nuvoloso acquista notevole energia interagisce con la rotazione terrestre e i venti al suo interno vengono deviati verso destra rispetto al loro moto di spostamento nell’emisfero settentrionale e verso sinistra in quello meridionale. La forza che devia le correnti in relazione alla rotazione terrestre viene chiamata forza di Coriolis.

La pressione al centro del sistema nuvoloso comincia a diminuire e dall’esterno le correnti aeree cercano di colmare il divario pressorio tra il centro e la periferia del suddetto sistema. La forza di Coriolis che agisce su ogni singolo pacchetto d’aria crea un moto risultante rotatorio e in senso antiorario nel nostro emisfero.

La forza centrifuga che ne scaturisce allontana tutta la nuvolosità dal centro della perturbazione con la formazione del classico OCCHIO; è come prendere una curva a tutta velocità in automobile: il nostro corpo viene sollecitato dalla forza centrifuga e noi ci dobbiamo aggrappare ad un sostegno per non essere sbalzati fuori.

Le nubi presenti all’interno del sistema perturbato sono libere di muoversi e vengono così allontanate dal centro che di conseguenza presenta cielo sereno e aria più secca. Se un ciclone stazionasse su una zona e noi potessimo rimanere nell’occhio per diverso tempo, potremmo vedere la distruzione tutto attorno e noi godere di tempo abbastanza buono. Beh, nell’occhio del ciclone non si sta poi così male...no?


Autore : Paolo Bonino

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