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"Effetto serra e termometri": i commenti dei lettori

MeteoLive ha lanciato una nuova iniziativa: molto spesso chiederà ai lettori la loro opinione su alcune tematiche meteorologiche o ambientali.

In primo piano - 10 Ottobre 2003, ore 13.39

Il vostro parere, la cosa che conta di più nel nostro lavoro: il contatto diretto con i lettori, l'esigenza di conoscere cosa ne pensate sulle grandi tematiche ambientali e meteorologiche. Molto spesso su MeteoLive lanceremo "la frase del giorno" chiedendovi un breve commento. MeteoLive espone sempre i fatti, non si deve permettere e non si permetterà mai di esprimere giudizi faziosi, gratuiti o superficiali e di trarre conclusioni affrettate e superficiali. Ecco le considerazioni che sono giunte oggi in redazione. La considerazione era la seguente: FRASE E QUESITO DEL GIORNO "alcuni studiosi sono arrivati a sostenere che i teorici dell'effetto serra stanno confondendo le cause con gli effetti. Essi sostengono che, siccome più l'aria è calda e più contiene anidride carbonica, le temperature elevate sono la principale causa dell'aumento di questo gas nell'atmosfera e non la conseguenza. Ha ancora un senso rilevare i dati delle temperature nelle aree urbane e paragonarli con quelli del passato? Molte stazioni di rilevamento rurali sono state chiuse, non pensate che questo abbia influito sulla correttezza dei rilevamenti effettuati?" COMMENTI Giova ricordare che l'umanità ha, storicamente, preso abbagli colossali tutte le volte che, in scienza, ha preteso di divinare cose di cui conosceva troppo poco. La medicina di neanche troppo tempo fa, è risaputo, prescriveva salassi per quasi tutte le patologie! E in epoca di pestilenze si facevano falò per "disinfettare" l'aria, trascurando di sterminare i topi, i veri vettori della malattia. Tutt'oggi, per quanto riguarda le scienze del cervello, è estremamente difficile separare causa ed effetto. In medicina generale si usano molti farmaci che, come illustra candidamente il foglietto d'istruzioni, sono efficaci per la patologia che devono curare ma se ne ignora il meccanismo d'azione! Potrei continuare, di esempi ne abbiamo a bizzeffe. In psicologia si usa una comoda scappatoia per prendere atto di certi comportamenti, quella della "circolarità". Ovverossia, non mi interessa sapere se è nato prima l'uovo o la gallina, semplicemente prendo atto che esistono entrambi e stabilisco che l'uno non può esistere senza l'altra. Oppure, due bambini si rnicorrono attorno ad un albero, equidistanti tra di loro, chi rincorre e chi è rincorso? Credo, per finire, che la scienza che studia il tempo abbia, oggi come oggi, ben pochi modi di sapere come funzionano le cose per avventurarsi in tragiche o confortanti profezie. La meteorologia studia, più che altro, i sintomi del "paziente tempo" ma conosce ben poco delle cause. Questo, a mio avviso, è il motivo della sua inefficacia previsionale quando tenta di spingersi oltre i pochi giorni. Chiedere ai lettori (ma anche agli scienziati) se andiamo incontro allo scioglimento dei ghiacci o alla glaciazione, è come chiedere a qualcuno chi vincerà il campionati mondiali di tamburello del 2044! Cordiali saluti. Marco Di Marco Io penso che ormai le cause e gli effetti siano indissolubilmente legati in un circolo vizioso, sempre più difficile da risolvere col passare del tempo. Le rilevazioni dlle temperature, così come per tutte le altre rilevazioni di segnali provenienti dal pianeta, sono sempre utili...fosse anche solo per determinare il livello di imbecillità umana. Guido Casullo - Avellino Sono Marisa di Vicenza. Premesso che rispondere alla prima domanda, senza una competenza specifica, può risultare solo un'esposizione del proprio modo di vedere, affermo con forza che è stato un errore chiudere alcune stazioni meteorologiche rurali e chiedo: "Perchè sono state chiuse?". Più punti di riferimento si hanno, più dati si raccolgono in più zone e per più tempo, credo possano aiutare a valutare con maggiore rigore scientifico la situazione. Buon lavoro e buona idea quella delle domande. Il sito è sempre fra i migliori. Cordialmente Marisa Molto dipende dal significato di "più l'aria è calda e più contiene anidride carbonica". Vuol dire che un riscaldamento dell'aria ne modifica la composizione? Come e perché? In ogni caso, visto che non si nega che la temperatura sia aumentata, se la colpa non è dell'anidride carbonica (effetto serra) di chi è? L'effetto serra fornisce una spiegazione molto chiara dell'incremento delle temperature, quale spiegazione offrono questi studiosi per l'incremento iniziale? Un motivo ci deve pur essere... In ogni caso, mi sembra possibile che ambedue le scuole potrebbero avere ragione. Cioè, l'aumento (stradocumentato) nelle immissioni nell'atmosfera di gas serra provoca un aumento della temperatura media. Se poi tale riscaldamento porta, a sua volta, ad un ulteriore incremento del contenuto di anidride carbonica (tramite un meccanismo ancora da spiegare), abbiamo un bel circolo vizioso che promette molto male per il nostro povero pianeta... Per quanto riguarda invece il discorso delle stazioni di rilevamento urbane, indubbiamente l'effetto "isola del calore" nelle grandi città, conosciuto da tempo e certamente in aumento, fa sì che le misure effettuate nelle zone urbane non riflettano l'andamento delle temperature medie a livello globale. Documentano, invece, un incremento, seppur locale, nella quantità di energia (=calore) immessa nell'atmosfera, energia che verrà poi diffusa su regioni più vaste per l'effetto dei venti. Perché non vogliamo più misurare questo fenomeno? Poi, è stata mai fatta un'analisi dell'andamento delle temperature medie registrate nelle stazioni esenti dall'effetto "isola del calore"? Cosa dicono i dati? Cordiali saluti Martyn Drayton Scusate se intervengo ma non e' meglio andare a vedere i riferimenti derivanti dalle continue e normali oscillazioni dell'asse terrestre piuttosto che pararsi di fronte ai soliti problemi irrilevanti derivanti dall'aumento in atmosfera dei "gas serra". Ricordate cosa succedeva in Spagna ai tempi dei Romani: scriveva un famosissimo scrittore latino che "colonne di fumo salivano al cielo per l'estrazione del ferro dalle profondita' terrestri". Anche allora esisteva l'inquinamento fossile e sicuramente avra' prodotto danni irreparabili al nostro clima ma come ben sapete nulla si crea nulla si distrugge tutto si ricicla. A buon intenditor poche parole. Massimo Dell'Acqua Secondo me ci sono 2 dati incontrovertibili che sempilficano il guazzabuglio: 1 - la percentuale di CO2 presente in atmosfera e' sensibilmente e progressivamente aumentata da quando l'uomo ha iniziato a bruciare combustibili fossili. 2 - la CO2 e' sicuramente un gas serra. A questo punto rimane il dubbio: il sistema atmosfera-oceani-biosfera ha meccanismi di autoregolazione tali da consentire un riequilibrio, o l'innalzamento dei valori di CO2 comportera' anche un incremento dell'energia presente nel sistema con ripercussioni climatiche negative ? A parer mio la risposta puo' essere solo una: - finche' non si e' in grado di rispondere con scientifica certezza al precedente dubbio, - considerando il tipo di rischio che si corre (a scala planetaria, forse non reversibile), - considerando l'andamento climatico degli ultimi decenni che, seppur statisticamente non molto significativo, comunque ci da' delle indicazioni non certo rassicuranti, - applicando il Principio di precauzione di Jacques Testart, i governi dovrebbero "remare", compatti e con vigore, in un unica direzione: riduzione delle emissioni di gas serra e potenziamento dei meccanismi di riassorbimento della CO2 (ad es. riforestazione o quantomento stop alla deforestazione). Purtroppo gli interessi economici sono enormi, spesso sono presenti conflitti di interessi (politici imprenditori, e non mi riferisco al nostro piccolo Silvio ma al Bush petroliere), ergo si discute, si tentenna, si propongono teorie tipo quella riportata nel vostro articolo, si tira il sedere indietro (USA), poi si vedra'. Da qui vorrei partire con un "pistolotto" sul fatto che la causa di cio' siamo solo noi e la nostra mancanza di cultura scientifica, di informazione, di responsabilità, che si ripercuote sulle scelte che operiamo, spesso superficialmente, nel ruolo di consumatore, elettore, o semplice cittadino. Ma questa e' un'altra storia. Paolo da Udine Le statistiche e i confronti temporali sono comunque e in ogni settore da valutare con cautela. In meteorologia penso che la cautela sia ancora più di rigore poiché, un po’ come accade per l’organismo femminile, sono ancora molti i punti oscuri e le possibili interpretazioni che si possono dare a certi rilievi di temperatura o di altri parametri. Capita spesso di verificare che i detti dei nostri avi ancora oggi si dimostrano efficaci ed altre volte invece che sembrano essere completamente smentiti dai fatti. Credo che la meteorologia come altra scienza non esatta vada utilizzata con senno, come ritengo che faccia METEOLIVE del resto, cercando di limitarsi ad utilizzare le tecniche e le conoscenze e non utilizzare la catastrofica fantasia autolesionista di alcuni “professoroni”. BRUNO Penso che le notizie che circolano sullo stato di salute climatico del nostro pianeta non siano tutte frutto del cervello di studiosi, ma vi siano molte infiltrazioni ad arte di notizie che vogliono creare confusione, dato che la confusione non permette di far crescere un sentimento di preoccupazione di massa in merito alle condizioni di salute del nostro pianeta. Credo che la partita tra lo sviluppo economico-industriale e l'ambiente sia in questo momento tutta a vantaggio dello sviluppo e pertanto sarà inevitabile un peggioramento del clima nei prossimi anni. Carlo Ho sempre sostenuto che l'allarme relativo all'aumento della temperatura media dell'atmosfera non sia SOLO collegato all'aumento dell'emissioni di CO2 nell'aria, ma sia il risultato di una serie di concause: tra queste ritengo molto influente il naturale alternarsi nei millenni e nelle ere geologiche di cicli di surriscaldamento e raffreddamento dell'aria, che hanno portato alle glaciazioni o al disgelo dei ghiacciai. Purtroppo però lo si sente dire poco spesso dagli "esperti". Forse sbaglio, ma troppo spesso l'effetto serra viene cavalcato da persone che vogliono fare a tutti costi demagogia o, ancora peggio, politica. Non c'è dubbio che si debbano prendere alcuni provvediamenti a riguardo, ma credo sia anche giusto fare della corretta informazione. Il fatto stesso che le temperature vengano ormai rilevate sempre più spesso nei centri urbani, note isole di calore, e meno nei centri rurali influisce molto sulla sfilza di dati che viene presentata agli occhi della gente, purtroppo accompagnata da giustificazioni non sempre corrette. Giorgio Montaldo. Causa o effetto che sia, da questo caldo pianeta non si scappa. Vivo qui in Toscana e la sera ci sono ancora i GRILLI !!!!!!!. Ogni tanto si sente dire che ci stiamo tropicalizzando. Forse è così, ma a me pare che ci stiamo desertificando, infatti tra le nostre latitudini e i tropici c'è la fascia desertica o semi desertica. Sarà dura. Complimenti per il vostro sito è il migliore Marcello Panchetti Buon giorno , mi chiamo Dari e Vi scrivo dalla provincia di Bergamo è da tre mesi che ho conosciuto il Vostro servizio su internet e lo trovo veramente bello e molto completo, peccato per certi servizi a pagamento come meteoscuola. Per quanto riguarda il mio parere sul rilevamento nei centri urbani rispetto ai rilevamenti rurali , mi sembra ovvio che i dati estrapolati non sono piu paragonabili ai dati di trenta anni fà . Se poi negli ambienti rurali in alcuni casi non viene piu rilevata, la temperatura, è palese che assistiamo ad un aumento della stessa . Io vivo in un ambiente rurale, nelle campagne bergamasche, la temperatura l'ho sempre registrata dal 1984 e non mi sembra che ci sia un cambiamento sostanziale, certo ci sono anni un pò piu caldi e anni piu freschi. Per esempio nell'inverno passato nelle mie campagne ho registrato in gennaio anche temperature di - 7° C - 8° C, Temperature che nei vicini centri piu grandi non si sono lontanamente raggiunti al massimo sono arrivati a -5° C. Tre / quattro gradi di differenza termica mi sembrano tanti, per questo a mio modesto parere le temperature rilevate oggigiorno non mi sembrano del tutto veritiere. Complimenti nuovamente per il Vostro bellissimo sito. Dari Saronni Buongiorno e complimenti per la nuova iniziativa del quesito ai lettori. Anche io ho molti dubbi sulla correttezza nelle misurazioni delle temperature nelle aree urbane; il caso più eclatante è quello di Milano Duomo: trovo veramente assurdo che in molti casi la temperatura di questa stazione meteo venga spacciata per rappresentativa dei valori termici per tutta la Lombardia, mentre io ritengo che abbia validità per un raggio, al massimo di 10 chilometri. Trovo poi addirittura insensato confrontare le temperature rilevate nelle aree urbane con i dati storici del passato per sostenere la tesi dell'effetto serra. Indubbiamente negli ultimi decenni vi è in atto un processo di aumento delle temperature ed è quasi scomparsa del tutto la neve ( a Milano anche la nebbia). Affermare, però, che ciò è dovuto all'effetto serra causato dalle attività dell'uomo, secondo me è azzardato. Anche nel passato storico vi sono stati periodo caldi, anche più del nostro: ad esempio pare proprio che l'espansione della civiltà dei Vichinghi tra l'800 e il 900 sia stata facilitata da tempereture in Scandinavia molto più miti delle attuali. Sempre relativamente a quei due secoli del Medio Evo vi sono testimonianze documentate di conventi di frati che vendemmiavano l'uva e producevano vino in zone della Germania settentrionale dova ai giorni nostri di viti e di uva proprio non se ne vedono (Bassa Sassonia, ai confini con l'Olanda). Per quei secoli più caldi anche rispetto alla nostra epoca, non si può certo parlare di emissioni di anidride carbonica per le attività antropiche o di effetto serra come lo intendiamo noi oggigiorno. Ritornando alle temperature, io ritengo che bisognerebbe aprire un maggior numero di stazioni meteo per il loro rilevamento nelle zone di provincia ed eliminare letteralmente molti di quei termometri che si vedono un pò ovunque a Milano (da dove vi scrivo) e che segnano sempre temperature da capogiro soptrattutto di sera, perchè somo posizionati magari in mezzo ai neon delle pubblicità o sui tetti di condomini rimasti al sole tutto il giorno. Giovanni Ossola Penso che sia sempre importante rilevare i dati delle temperature anche nelle aree urbane e paragonarli con il passato, in quanto evidenziano e valutano comunque la situazione reale del momento. Se 60 anni fa, ad esempio, a Milano Brera si registravano in inverno (spesso) temperature di 5-6° sotto lo zero (e oggi raramente in inveno), ciò deve essere comunque tenuto in considerazione perchè le medie su base trentennale dovranno adeguarsi ai nuovi valori (non si può più dire "la media fino agli anni '60 è X", perchè allora era un valore valido, oggi non più). Pertanto se molte stazioni di rilevamento meteo "rurali" sono state chiuse, questo ha influito sulla correttezza dei dati. Saluti, Marco PAU Campi L'aumento termico si è registrato anche nelle stazioni rurali e montane non solo in quelle "urbanizzate". Saluti Gianluca (lukeud) Sono da tempo convinto che rilevare le temperature in aree urbane non abbia alcun senso agli effetti del confronto con i periodi precedenti (neppure in quelle aeroportuali visto l'aumento del traffico e la loro progressiva urbanizzazione). Gli unici rilevatori attendibili dell'andamento termico del pianeta possono essere i ghiacciai (ma sono influenzati dagli apporti nevosi dell'inverno oltre che dalle temperature e dalle piogge estive) o gli oceani, la cui temperatura si misura coi satelliti o altri metodi (acustici per esempio). Le temperature cittadine possono servire per confronti su periodi brevi(pochi anni appena) a patto che le rilevazioni siano fatte con molto scrupolo. Circa le cause (o gli effetti) dell'effetto serra, il dibattito è aperto ma una cosa è ormai certa: naturale o artificiale che sia l'aumento delle temperature esiste e con esso dei fenomeni estremi. Dobbiamo quindi attrezzarci a farvi fronte migliorando la gestione del territorio, dell'acqua e dell'energia. Signor Crambelli Si, non ho dubbi al riguardo: l'isola urbana incide sicuramente. Io sono tra quelli che quando si dice "ai miei tempi......" pensa subito quanto la memoria giochi brutti scherzi. Penso che il tempo non sia tanto diverso da come era 60 anni fa se non per il fatto che l'isola urbana alza la temperatura di quel paio di gradi che tante volte fa la differenza tra neve bagnata e neve asciutta. Alfredo Complimenti come al solito siete i migliori! Come tutti i vostri lettori sono un Meteoappassionato, e quando tre anni fà comprai la macchina nuova mi preocupai di UN solo particolare..Il TERMOMETRO! Posso assicurarvi che da Reggio Emilia(dove vivo.) alle zone limitrofe di campagna(dove lavoro), trovo sopratutto di notte una differenza di temperatura significativa a volte anche di 3-4°C. Considerando che le zone rurali stanno drammaticamente sopperendo alle grandi aree urbane, ritengo che molte delle temperature registrate nelle città, aereoporti ecc..vengano drasticamente innalzate in positivo, a causa ovviamente dell'isola di calore della citta stessa..Solo effetto serra? Ibanes Valeriani

Autore : Redazione

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