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Quel terribile 29 marzo 2000 a Vittorio Veneto

Ricordo di un pomeriggio che non dimenticherò mai.

I vostri articoli - 27 Marzo 2009, ore 14.42

La grande piena del 29 marzo 2000 Meschio, un fiume, un sogno. Qui a Vittorio Veneto scorre un fiume solitamente tranquillo e sereno,le cui acque sono da sempre state fonte di ricchezza e prosperità, addirittura servivano a temprare le spade a Serravalle, trasformandole nelle migliori d'Europa. Insomma,un fiume amico! Purtroppo, questo fiume è da sempre stato soggetto a periodiche piene, a seguito di grandi piogge o violenti temporali estivi;durante gli anni sono state costruite numerose opere di prevenzione contro le pine, ma come sappiamo bene tutti, alla natura non si comanda e non si comanderà mai. L'inverno 1999-2000 era stato caratterizzato da un inverno normale e aveva avuto il suo culmine con la neve inaspettata del giorno di Natale; purtroppo, come era già successo alcuni inverni precedenti, mentre un possente anticiclone mediterraneo stazionava sulle nostre regioni e veniva solo temporaneamente scalfito da moderati fronti, sul Nord Europa il tempo si manteneva assai mite e caratterizzato dal frequente passaggio di intense insaccature. Il tempo dall'inizio del 2000 si è mantenuto estremamente siccitoso, con soli 9 mm in 81 giorni e intanto, complici le iniziali basse temperature, il terreno erra particolarmente secco e duro, tanto che in certe occasioni di Foehn, si alzava della polvere dalle colline più basse. Insomma la situazione era delle peggiori ma questa era la dura realtà delle cose. Poi, la natura ha deciso di cambiare le carte in tavola: l'alta pressione che per mesi ci aveva tenuto compagnia, a partire dal 24 marzo ha cominciato a ritirarsi sotto la spinta di un'intensa depressione che, dalla mattinata del 26, ha portato le prime vere piogge dopo quasi tre mesi di siccità; quel giorno, passato sotto rovesci insistenti e intensi, caddero 67 mm di pioggia, che andarono a ingrossare rapidamente il Fiume Meschio, ormai a livelli bassi. Il giorno successivo la situazione si è fatta critica: in un giorno, o meglio, in 7 ore sono caduti 137 mm di pioggia e grandine fusa, perché in quota è entrata aria fredda, generando forti gradienti termici; una pausa relativa si è avuta nella mattinata del 28, quando non è piovuto; nel pomeriggio però un temporale apportava altri 15 mm. La giornata storica partiva sotto un cielo parzialmente nuvoloso, che lasciava intravedere qualche squarcio azzurro; le previsioni però parlavano chiaro, non dando tempo per stare tranquilli: un fronte freddo molto intenso stava per arrivare da W, con annessi temporali e rovesci intensi. Fino alle 13.30 non si notava nulla, tranne la strana colorazione del cielo:tra grigio e ocra...oscuri presagi! Alle 14.00, quasi senza preavviso iniziò a piovere, con intensità che non ho mai visto e probabilmente mai rivedrò nella mia vita; le piante vennero rotte dall'intensità del nubifragio, torrenti d'acqua nera e fangosa scorrevano nei cortili delle case e nelle strade non c'era più nessuno; la visibilità scese a 20-25 metri,mentre iniziò soffiare un forte vento occidentale,la temperatura crollò da 18,2 a 8,1!!!! E mentre il diluvio continuava, salii a vedere la situazione dall'alto e tra la pioggia e il resto mi sembrò di vedere,vicino agli argini del fiume, una grande pozzanghera marrone. Il pensiero mi attraversò la mente in un lampo: è uscito il Meschio!!! Alle 14.50 l'intensità del nubifragio diminuì e una schiarita ampia si fece strada da NW, illuminando un terreno inondato da 93 mm in 50 minuti. Presa la mia bicicletta fedele e la mia preziosa macchina fotografica, mi sono diretto rapidamente verso la più vicina zona al fiume,in località San Giacomo di Veglia. Io mi aspettavo di trovarlo pieno, ma lo spettacolo di cui mi ritrovai spettatore era impressionante:una fiumana fangosa carica di rami e ogni sorta di detriti scendeva con furia scatenata laddove di solito il livello era basso e limpido. Le acque stavano crescendo ancora e così rapidamente che sembravano animate da qualcosa di autonomo e non dalla pendenza. Un piccolo ponte, vecchio e in abbandono venne sommerso e l'acqua potè così accedere alla sede stradale, ma solo per qualche minuto:la furia della piena si spostava verso la pianura. Allora, dopo aver scattato alcune foto, ripartii e così sono giunto presso un ponte le cui arcate solitamente superano il livello di circa 1,3m: ebbene,l'acqua infuriata sbatteva contro la solida struttura in pietra, lisciando le arcate contro le quali si accumulavano i detriti. Ma lo spettacolo più forte si stava preparando. In quanto era da tanto tempo che non avvenivano piene importanti,le paratoie di un vecchio mulino erano tenute chiuse,visto che non vi era pericolo; purtroppo, nel pomeriggio del 29 marzo 2000, quelle paratoie erano ancora abbassate e facendo da diga alla piena, hanno causato l'esondazione per circa 20-30 cm lungo un tratto di 50 m, con l'acqua che si riversava sui campi, sui giardini, dentro e fuori le case; in alcuni punti era profonda anche più di mezzo metro, cancellando di fatto le strade interessate. Intanto però, la piena iniziata furente alle 15, andava scemando, lasciando dietro di sè terra allagata e case isolate. Le esondazioni sono avvenute anche nelle aree prospicienti il Fiume Meschio a Vittorio Veneto,con danni alle culture stimate in miliardi di vecchie lire. Questa è stata le prima "montana" (questo il nome locale dato a questo fenomeno) a cui ho assistito direttamente, e due cose mi hanno colpito: il rumore e la furia delle acque. Il rumore era quello simile a cento treni merci messi insieme, specialmente quando le acque andavano contro i piloni in alveo;la furia delle acque che avevo visto in Tv durante i documentari, non mi aveva fatto capire cosa vuol dire fiume in PIENA: niente lo può fermare!!!

Autore : Andrea Costantini

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