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L'opinione: il riscaldamento globale secondo Tizio, Caio e Sempronio

Spaccato semiserio di una società, come sempre molto lontana dal percepire e comprendere adeguatamente e complessivamente le problematiche di carattere scientifico.

I vostri articoli - 5 Ottobre 2015, ore 08.49

Tizio è un tipo piuttosto in gamba, laureato in discipline umanistiche, ora si occupa di giornalismo e riveste contemporaneamente anche una carica politica. Ci sa fare con le parole e con le persone.

I suoi editoriali sono sempre ben architettati, trattano principalmente di argomenti a carattere politico e sociologico, il tono quindi è spesso sarcastico e critico, difficile da non condividere. Tizio è abituato ad avere sempre ragione, tanto sa benissimo che nessuno potrà mai dimostrare il contrario di quello che dice. Ed è proprio qui che sta tutta la sua forza persuasiva, il suo successo. Ogni tanto Tizio, in preda a delirio di onnipotenza, parla anche di scienza, conservando naturalmente il suo irreprensibile ed immancabile piglio critico.

Purtroppo non sa che invece la scienza, per fortuna, non funziona come la sociologia e che generalmente gli scienziati parlano una lingua totalmente diversa. Il riscaldamento globale? Una bufala quindi.

Motivo? Il clima è sempre cambiato e i vichinghi hanno colonizzato la Groenlandia intorno all’anno 1000 d.C. quando era verde e quindi evidentemente faceva più caldo di oggi. E poi, visto che da qualche anno gli inverni negli USA orientali e in Inghilterra sono particolarmente freddi, che la Corrente del Golfo si bloccherà e che il sole si acquieterà, se due più due fa quattro...

Quindi, caro uomo, tu non c’entri nulla, parola di avvocato, economo, poeta, stai pure tranquillo e goditela, pensa a cose più serie, alle scie chimiche per esempio, o ai vaccini che causano l’autismo, quelle si che sono cose di cui preoccuparsi. Qualche suo collega nel frattempo, sempre con i medesimi, pochi e sconfusionati elementi conoscitivi, profetizza che tra qualche decennio lo stesso mondo finirà invece arrostito.

Caio è laureato in fisica, non è più giovanissimo, sa tutto di piani inclinati, cinematica, equazione di Bernoulli e meccanica quantistica, se n’è occupato per tutta una vita. Dategli una leva e vi solleverà il mondo. Un mondo, però, che nel frattempo è cambiato, così come la scienza. Ora il paradigma scientifico è rappresentato dalle scienze della vita, è la biologia a farla da padrona.

C’è ancora bisogno di Newton per carità, così come di ottica ed elettromagnetismo, ma oggi il mondo si deve confrontare con nuove forme concrete della realtà, rappresentate dai sistemi complessi, servono nuove conoscenze, nuovi approcci, nuovi metodi e una regola su tutto: l’interdisciplinarietà. Ma questi tempi confusi, gli richiedono di esprimersi anche sul clima, nonostante la sua visione appaia un po’stantia, bloccata ancora allo studio della fluidodinamica e alla disperata ricerca di equazioni e algoritmi per tentare di spiegare ogni fenomeno naturale.

Per lui non è semplice cambiare prospettiva e riuscire ad inquadrare un sistema complesso nella sua globalità e interdisciplinarietà. Non è ancora dimostrato, secondo il metodo galileiano, che la CO2 antropica sia il driver principale del riscaldamento globale, quindi…

E quindi per lui il limite, apparentemente invalicabile, diventa la conoscenza stessa del sistema, che ovviamente non potrà mai essere completa, non esiste l’equazione del clima. Su questo hai ragione, caro Caio, ma allora visto che non esiste nemmeno l’equazione del cancro, cosa facciamo, rinunciamo alla ricerca e alla speranza di trovare sempre una cura migliore e più adeguata? Esiste forse un’equazione dell’invecchiamento o di un qualunque processo fisiologico tipo digestione o funzione cognitiva?

Sempronio invece è il classico italiano medio, ceto sociale medio, cultura media, curiosità media, indottrinamento medio. Rappresenta la “pancia della società”, come si suol dire, e in genere è abbastanza conformista, nonostante lui non si consideri affatto tale. Se una cosa esiste, o se la gente segue determinati comportamenti stereotipati, allora vuol dire che quella cosa o quel comportamento sono leciti e innocui. Fumare, prendere il sole a mezzogiorno, usare lo smartphone 24 ore su 24, mangiare spesso carne bene abbrustolita alla brace in compagnia, bere bibite zuccherate, credere nell’oroscopo.

Lo dice la pubblicità, lo dicono i nostri Tizio e Caio, lo dice il dottore, lo dice il prete e via “dicendo”. Anche l’omeopatia funziona perché esiste; Il classico modo di ragionare degli adepti del mercato e del consumismo acritico, la perfetta incarnazione dell’ideologia, altro che anticonformismo.

Ma cosa vuoi che me ne freghi del riscaldamento globale o del clima che cambia, l’importante è andare all’Expo, alla mostra di Van Gogh o dieci giorni a New York, altrimenti dopo, cosa racconto in ufficio.

E poi c’è il mutuo da pagare, il lavoro che non va, il viaggio da fare, la zumba, l’escursione a 3000 metri, battere il record personale sui 20 km di corsa per dimostrare a se stessi e agli altri di essere ancora fisicamente prestanti, cosa vuoi che siano alcuni gradi in più, il limite delle risorse, lo sviluppo insostenibile, il degrado ambientale, umano, etico.

Molte di queste persone, non si sono ancora accorte che il clima è cambiato anche a casa loro, perchè tanto per loro è tutto lo stesso, non ci fanno caso, hanno altro a cui pensare.

Poi, quando gli chiedi cosa pensano del clima che cambia, ti rispondono che d’estate ha sempre fatto caldo (30°C o 35°C per loro sono la stessa cosa) e che d’inverno fa sempre freddo uguale, al massimo, che non esistono più le mezze stagioni.

Magari ti sanno dire soltanto, peraltro con invidiabile saccenza e completa inconsapevolezza della propria ignoranza scientifica, che se anche il clima dovesse cambiare, poi tornerà tutto come prima perchè tanto sono soltanto dei cicli naturali.

Il che, anche nel caso in cui le responsabilità umane dovessero rivelarsi meno importanti di quel che sembra, sarebbe comunque concettualmente sbagliato.


Autore : Fabio Vomiero

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