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L'Aquila città più fredda d'Italia

20 anni di empirismo meteorologico.

I vostri articoli - 3 Aprile 2002, ore 07.11

Ho 27 anni e sin da quando frequentavo le scuole elementari facevo le previsioni meteo con i miei compagni di classe a causa di una morbosa passione per questa meravigliosa scienza che scandisce la vita di noi tutti dando sensazioni partricolari a chi, come me, ne risulta "afflitto". Credo che questo virus abbia attecchito grazie alla fortuna che ho avuto nel nascere all'Aquila che è a mio avviso, la città capoluogo di provincia(lo è anche di regione) più fredda d'Italia. E' proprio questo l'aspetto che vorrei denunciare al vostro fantastico giornale elettronico Meteolive, di cui sono un assiduo lettore, (purtroppo l'ho scoperto soltanto da un mese a questa parte). Il primo punto è data dalla disinformazione che regna sovrana nel nostro ambiente: le temperature dell'Aquila comunicate ai media dalla locale Università di Fisica sono sistematicamente superiori di 5 gradi; il tutto perchè il termometro è posto all'interno di un capannolo riparato ove pullulano nidi di vari volatili. Mi hanno detto che le convenzioni internazionali così prescrivono. Mah sarà...io non credo che altrove facciano altrettanto! Questo inverno ufficialmente L'Aquila è risultata essere la regina del freddo 7/8 volte durante il periodo del cosiddetto "Grande Gelo" (ma quale grande gelo: nel Gennaio '85 nella mia città si raggiunsero i 25 gradi sotto zero mentre presso la stazione di Campo Imperatore a quota 2130 vennero raggiunti i 41 gradi sotto zero). Posseggo una stazione meteo Oregon Scientific dotata di più sensori termici la quale mi ha permesso di stilare precise conclusioni: L'Aquila, in condizione di alta pressione su tutta la penisola, è più fredda di almeno 2 o 3 gradi di Aosta e Bolzano, differenza che permane anche nei valori massimi, parimenti gonfiati di almeno 5 gradi dalla nostra Università. I luoghi comuni del popolo bove sono sempre stati questi: Aosta, L'Aquila, Potenza e Campobasso sono le regine dell'inverno nostrano. Beh Aosta ci tiene testa decorosamente nei mesi più freddi avvicinandosi di un paio di gradi assieme alla cugina Bolzano ma già da Marzo il gap torna ad aumentare, ma Potenza (823 mt.) è tutt'altro che la regina del freddo al pari di Campobasso(750 mt.); le due città appenniniche pur trovandosi ad una altezza superiore a quella dell'Aquila ( 721 Centro storico, 620 stazione ferroviara) godono di un clima che definirei sub mediterraneo montano comprovato in modo inequivoco dalla massiccia presenza dell'ulivo, mentre da noi non sappiamo nemmeno come è fatto un ulivo, mentre la vite dà un vinello simile all'aceto (la famosa Acetella dell'aquilano). Laggiù fa freddo solo quando spira il caro Burian apportatore di frequenti nevicate soprattutto lungo la dorsale meridionale dell'Appennino in cui le temperature restano negative sia di giorno che di notte mediamente ad una altezza superiore ai 500 mt. di quota. E qui si scoprono gli altarini: non appena passa la perturbazione fredda il mezzo metro caduto si sciogle miseramente sotto il cielo stellato mentre da noi lo striminzito manto nevoso riuscito a svuggire alla marcatura del Gran Sasso si trasforma in ghiaccio vitreo che si attanaglia al suolo resistendo persino alle brevi piogge che giungono sempre più spesso dal vicino Atlantico. Durante un periodo perturbato atlantico, foriero di abbondanti nevicate sull'arco alpino, L'Aquila brancola nell'anominato e spesso piove anche a 2000mt. ma noi ci salviamo con il sole che qui è sole di ghiaccio! Vorrei andare anvhe oltre sono sicuro che, pur non avendo una temperature media complessiva inferiore a quella della stazione scistica di Tarvisio (750 mt.), L'Aquila con l'alta pressione continentale nonchè con quella atlantica(anticiclone delle Azzorre)è spesso in condizione di calma di vento più fredda della stazione friulana. Da noi infatti in questo tipo di condizione trovandoci in una conca con vette superiori ai 2000mt.(Gran Sasso 2914 a nord-est, Monte Ocre 2204 a Sud, Monte Cornacchia 2003 a sud-ovest, Monte Clavo 1911 a ovest)si verifica l'effetto cuscinetto: il freddo ristagna sul fondovalle ad una altezza media di 650 mt. originando spesso forti inversioni termiche quando l'alta comincia ad invecchiare: lo scorso gennaio la minima è rimasta inchiodata intorno ai -10 con punte di -18 mentre a Campo Imperatore non superava i -5. Ovviamente il fenomeno è stato sottovalutato dai nostri geni della fisica che si sono limitati a segnalare un timido -12. Mi piacerebbe molto comunicarvi i dati termici della mia città così da convincere anche voi che il mio non è il delirio di uno che si esalta quando L'Aquila balza agli onori della cronaca.

Autore : Piergiovanni Di Zitti

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