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APPUNTAMENTO con la NEVE: Pasquetta con i fiocchi sull'Appennino lucano

Cronaca di una giornata indimenticabile culminata con la memorabile nevicata del giorno di Pasquetta

I vostri articoli - 1 Aprile 2008, ore 10.08

Era tempo che desideravo passare una giornata sulla neve ed erano mesi che stavo cercando di coinvolgere i miei amici e la mia ragazza ad andare a sciare sui monti dell'Appennino lucano: tutti all'inizio avevano accolto benevolmente la mia proposta, ma, come spesso succede in questi casi, tutti, chi per un motivo, chi per un altro, hanno deciso di fare altro e di trascorrere il giorno di Pasquetta in un agriturismo della bassa valle del Sinni. Io, chiaramente, non potevo accettare di fare un viaggio di oltre 100 Km per arrivare ad un passo dalla neve e non vederla! L'agriturismo in questione, nel territorio comunale di Senise (MT), era posto a circa 300 m sul livello del mare ed arrivare lì, esattamente ad una manciata di chilometri dalle vette appenniniche per me sarebbe stato come arrivare di fronte alla vetta dell'Everest e poi fare marcia indietro, o come raggiungere l'orbita lunare e rimanere a guardare la Luna dall'oblò della navicella per poi tornare sulla Terra! I miei amici, la mia ragazza non potevano comprendere che in quel giorno, e solo in quello, si stava realizzando una congiuntura rara di eventi meteorologici! Le carte parlavano chiaro e le previsioni di MeteoLive anche: lo spostamento verso Est della goccia d'aria fredda che il giorno di Pasqua aveva portato freddo e neve al Centro-Nord, in alcuni casi anche in pianura (vedi i casi di Firenze in Toscana e di Anagni nel Lazio, per citarne solo due) aveva fatto scendere fino ad 800 m la quota dello zero termico previsto in Basilicata. Non era una irruzione di aria fredda di quelle memorabili, in fondo si trattava di una discesa di aria polare marittima che, dalla Groenlandia si era riversata sull'Europa centrale e, aggirando l'arco alpino attraverso il doppio canale Bora-Rodano, era andata a confluire in un minimo depressionario sul mar Ligure, che aveva prodotto come contro-risposta un richiamo di venti di Libeccio, che, per quanto freddo, non era certo una corrente di diretta estrazione artica. Tuttavia la presenza di aria molto fredda in quota denotava la presenza di notevole instabilità che, alla prima occasione, si sarebbe riversata alle basse quote sotto forma di precipitazioni, che sarebbero state nevose anche molto al di sotto dello zero termico, cioè anche con temperature al suolo inizialmente anche di molto superiori allo zero. Sono proprio questi i momenti in cui, un amante della neve come me non può pensare ad altro che partire, quindi. si parte! Lascio la città di Taranto poco dopo le 11:00 con una temperatura di 12°C e cielo coperto e percorro la S.S.106 per Reggio Calabria in direzione della Basilicata, quindi imbocco la S.S.407 Basentana ed in breve tempo sono intento a sterzare e controsterzare tra i tornanti che portano alle ripide salite che conducono a Stigliano che, con i suoi 1000m s.l.m. è il comune più alto della provincia di Matera. Giusto il tempo per passare a recuperare l'abbigliamento da neve che conservavo da anni in un armadio della mia vecchia casetta situata nel centro storico del paese e per dare una lettura al termometro che indica una temperatura locale di 6.2°C e subito riparto per la stazione sciistica di Viggiano (PZ), posta sul versante meridionale della valle dell'Agri. Un attimo prima di partire da Stigliano noto con stupore che da Ovest avanzano di gran carriera nubi che iniziano a riversare una precipitazione di gragnola che, in pochi minuti, imbianca il paese. Appena il tempo di considerare l'eccezionale precisione delle previsioni di MeteoLive, che già in lontananza, verso Ovest, in prossimità dello spartiacque appenninico che divide il versante jonico da quello tirrenico, esattamente nella direzione dei monti che di lì ad un'ora avrei raggiunto, distinguo chiaramente una imponente virga nevosa, segno di un consistente rovescio di neve che da quella zona, nel letto delle correnti sud-occidentali, era in rapido spostamento verso Est, cioè verso il mio punto d'osservazione. L'emozione è forte e la trepidazione mi rende impaziente: questa volta non potevo mancare l'appuntamento con la neve, tante, troppe volte mancato negli ultimi anni per essermi spesso trovato al posto sbagliato nel momento sbagliato... era ancora bruciante il ricordo della nevicata del 15 Dicembre a Taranto, mancata per un soffio, poiché, mentre si verificava, ero dall'altra parte della Puglia e, vanamente, le ero corso incontro! Il viaggio da Stigliano a Viggiano è di poco più di 70Km, oltre quelli necessari per raggiungere le piste da sci, poste sul versante settentrionale dell'omonimo monte alto 1725m, che ospita il santuario della Madonna nera, Protettrice della Basilicata. Percorro l'affascinante valle dei calanchi del Sauro, quindi imbocco la S.S.598 fondo valle dell'Agri in direzione Ovest, consapevole di andare incontro alla dama bianca ed al suo bianco abbraccio. Di lì a poco si verifica ciò che aspettavo: in corrispondenza della diga del Pertusillo che, con le acque del bacino omonimo, alimenta l'acquedotto pugliese e lucano, inizia a piovere intensamente, è una pioggia pesante che sul parabrezza si rompe in tante goccioline, segnale inequivocabile della sua origine nevosa appena pochi metri sopra il suolo. L'emozione sale, ancora qualche chilometro, la SS.598 inizia ad inerpicarsi in una valle sempre più stretta ed incassata che, a tratti, assume l'aspetto di una gola, o di un vero e proprio canyon e lo spettacolo inizia: poco prima di lasciare la riva destra del bacino artificiale del Pertusillo e di imboccare la ripida salita che porta a Viggiano inizia a nevicare ad una quota di circa 600m s.l.m.! La trasformazione della pioggia in neve, osservata dietro il parabrezza di un'automobile è un evento di una tale intensità emotiva, che solo un amante della Meteorologia e della neve può apprezzare nel suo più intimo significato! Nel momento preciso in cui un meteorologo attraversa il limite inferiore delle nevicate, vive un momento di estasi di intensità direttamente proporzionale agli anni di vita che ha perso dietro ai modelli per identificarne la quota precisa, così labile e spesso indefinibile, così suscettibile di influenze locali difficilmente decifrabili nella loro infinita particolarità! In questo punto la valle è molto stretta ed incassata, in questo momento la precipitazione è intensa e scaraventa verso il basso i fiocchi di neve che non hanno il tempo di sciogliersi prima di raggiungere il suolo, anche 1000 m al di sotto dello zero termico! ma in un'altra zona, anche ad una quota più elevata magari sta piovendo. Al di là di queste considerazioni tecniche, penso che nel momento in cui un meteorologo infrange il limite delle nevicate, non ci sia niente altro al mondo al di fuori del tuo rapporto profondo ed intenso con quell'evento che, allo stesso tempo ha dell'affascinante e del magico, un evento che, per la sua straordinaria bellezza e soprattutto per avere la forza di verificarsi a Primavera iniziata, merita il gesto di fermare la macchina a bordo strada e scendere per un applauso! Così proseguo il mio viaggio nella neve, dapprima bagnata e rumorosa, poi sempre più soffice e silenziosa. Nevica a falde larghe, come è giusto che sia, l'aria è molto umida e siamo ad una temperatura decisamente al di sopra dello zero, e so già che la nevicata in seguito sarà sempre più intensa, sia perché salgo di quota, sia perché mi avvicino allo spartiacque appenninico che risente in maniera più franca della circolazione occidentale, sia perché il riversamento dell'aria fredda occidentale sottovento allo spartiacque appenninico sta per raggiungere il suo culmine. Pochi tornanti sotto Viggiano, a circa 800m s.l.m., il paesaggio è già completamente imbiancato ed il centro abitato, posto a 1000m, ha l'aspetto tipicamente natalizio. La strada conduce al corso centrale che costeggia le strutture ricettive del turismo sciistico invernale e del turismo religioso estivo, poi svolta a sinistra scendendo nella vallata alluvionale del locale affluente dell'Agri, dove, per la quota appena inferiore, la neve ancora non attecchisce; poi il percorso si inerpica per i tornanti dell'alto monte, il paesaggio riprende la bianca veste e la neve inizia ad invadere la sede stradale fino a rendere impossibile proseguire in assenza di catene ed io, essendone privo (a Taranto non è che servano poi tanto.!!!) son costretto a salire dietro lo spazzaneve che di lì a poco libera una parte della carreggiata e consente di raggiungere il rifugio posto di fronte agli impianti di risalita ed a poche decine di metri dal museo del lupo, ad una quota di 1400m s.l.m, mentre il locale termometro dell'ARPA, grazie anche alla recente nevicata ed ai 5 cm di neve al suolo, segna -2°C. L'atmosfera all'interno del rifugio montano è idilliaca: è una piccola baita di legno immersa in un bosco di cerri con un camino che riscalda il cuore ancor più dell'aria all'interno, mentre, attorno a due tavoli son riunite due comitive di Pugliesi che hanno deciso di trascorrere una Pasquetta alternativa, lontani dalla grigia mediocrità e dai veleni delle nostre città. I gestori portano da mangiare alcune pietanze tipiche locali come la pasta ai ferri con burro e salvia, la salsiccia piccante e la soppressata, del formaggio locale fuso al fuoco del camino e un bicchiere di vino rosso primitivo. Dicono che gli impianti sono chiusi da diverse settimane per mancanza di neve e che quella presente era frutto dell'intensa bufera appena verificatasi! Tuttavia, grazie all'orientamento a Nord delle piste ed alla presenza di un ripido pendio montuoso alle spalle che, in pieno Inverno, limita la radiazione solare diretta a poche decine di minuti, durante le feste di Natale gli impianti di ski-lift sono stati aperti. Lo scenario che si scorge dalla finestrella di legno posta ad un lato del camino è così bello che si potrebbe guardarlo per ore senza mai stancarsi, per tutta la ricchezza di suggestioni e di messaggi che riesce a trasmettere ed io faccio di tutto per fissare nella mente quelle immagini indescrivibili che, di lì a poco, avrei smesso di ammirare! Dopo una sosta di 3 ore inizio il mio viaggio di ritorno e bastano solo pochi tornanti per abbandonare la neve, il Sole alto di fine Marzo, durante la mia sosta in quota alla baita, aveva svolto il suo compito e dove solo poche ore prima c'era stata la neve, ora c'erano solo i prati fioriti e le montagne verdi. Mi concedo una breve sosta in una Viggiano ormai sgombra di neve, giusto il tempo per fermarmi davanti alla terrazza posta di fronte alla basilica della Madonna nera, per ammirare il panorama sulla val d'Agri, contornata dagli alti monti ed appena contaminato dalla visione del camino del pozzo petrolifero sottostante, che mi riporta al grigiore della realtà quotidiana ad all'immagine mediocre delle nostre vite cittadine, dove la visione sconfinata che si gode da questi monti si riduce ad una sottile striscia di cielo che a stento si intravede tra palazzi, insegne pubblicitarie e fili del tram. Per fortuna il mio viaggio prosegue per Stigliano, dove in serata la natura concede il bis con una nevicata serale che, con un finale spettacolare, fa calare definitivamente il sipario sull'Inverno 2007/2008.

Autore : Prof. Pier Paolo Talamo

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