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Ancora un po' di pazienza, poi a tutta neve!!! (spero...)

Alcune positive e ottimistiche considerazioni sull'arrivo del "vero" Inverno

I vostri articoli - 17 Dicembre 2000, ore 14.47

Carissimi amici di Meteolive, sto seguendo anch'io tutti i giorni le vicissitudini di questo tempo bizzarro che dall'inizio dell'anno ci ha fatto conoscere solo i suoi eventi più estremi. Se ben ricordate abbiamo attraversato uno degli inverni più siccitosi; poi è toccato al luglio più fresco, poi ancora l'autunno più piovoso (a La Spezia ben 618 mm tra ottobre e novembre) ed infine la prima metà di dicembre è passata agli annali di climatologia come una tra le più calde degli ultimi anni o decenni (in città quest'anno la media delle minime fino al giorno 15 è stata di 11.8 °C con valori che si sono spinti fino a 14.5 °C). Ora, dopo la prima "irruzioncina" di aria fredda della stagione che ci ha riportato nella norma, pare, da quanto ho potuto leggere nei vostri articoli, che l'Atlantico ritorni a dettare legge con l'ennesima sciroccata sulla penisola e con i termometri pronti ad allontanarsi purtroppo dalla mitica tacca degli 0 °C. Sono veramente allibito a vedere l'impressionante energia che continua ad alimentare la depressione d'Islanda, fattasi tanto desiderare l'inverno scorso e diventata la classica guastafeste proprio ora che ci avviciniamo al Natale. Ma se ci fermiamo un attimo per riflettere, al di la di quanto ci possano dire i modelli matematici, possiamo facilmente intuire come sia impossibile che il mostro atlantico possa continuare imperterrito la sua azione mitigatrice sull'Europa e sull'Italia, per il semplice motivo che lo sta facendo da almeno due mesi. Le numerose perturbazioni che sono transitate su di noi dall'inizio dell'autunno sono state quasi sempre seguite da correnti zonali e non c'è mai stato un cambio netto di circolazione tale da far entrare nel Mediterraneo aria più fredda. Tenendo conto allora di questo fatto e sapendo che la natura ha sempre cercato di riportare in equilibrio le masse d'aria calde e fredde mandandole in azione in zone occupate precedentemente dalle rispettive antagoniste, possiamo concludere che forse l'ennesima ondata di caldo in arrivo non sarà altro che il colpo di coda di questa noiosa e monotona azione atlantica. State pur certi che prima o poi il grande freddo ci farà visita, magari regalandoci un 1929, o un 1956, o un più recente 1985. Dico questo sperando ovviamente che l'atmosfera continui mostrandoci le stagioni nei suoi fenomeni più estremi: se l'inverno scorso è stato il più siccitoso, ora, per par condicio, ci dovrebbe aspettare l'inverno più freddo. Allora, su con il morale! Prepariamo rullini e macchine fotografiche pronti ad immortalare neve e compagnia bella perchè là, in Russia, la miccia sta per essere accesa! Non si sa quanto sia lunga ma state sicuri che, al momento dell'esplosione,assisteremo ai fuochi d'artificio più belli degli ultimi anni.

Autore : Andrea Corigliano

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