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Tratti salienti del clima dei Nebrodi

Alla scoperta di una delle zone montuose più belle della Sicilia. C'è anche un secondo lago di Tovel...

I tipi di clima - 21 Luglio 2001, ore 09.16

Aspetti del clima dei Nebrodi, sulla scorta di dati statistici anni 1931-1940. La catena montuosa dei Nebrodi, che occupa per buona parte il settore occidentale della provincia di Messina, decorre in direzione est-ovest tra i Peloritani e le Madonie. Le sue vette più elevate non raggiungono l'altezza delle cime madonite: se queste ultime culminano nel 1979 mt. di Pizzo Carbonara, la montagna più alta dei Nebrodi ( o "Caronie", come si diceva anche un tempo) è monte Soro, che arriva "solo" a 1847 mt. Da queste cima - raggiungibile, con qualche modesta difficoltà, anche con una macchina dagli ammortizzatori in piena forma -si gode una vista magnifica: a nord le isole Eolie, a sud-est l'Etna, a sud le colline della Sicilia meridionale. Se dunque i Nebrodi sono un po' meno elevati delle Madonie, è tuttavia vero che i comuni più alti della Sicilia si trovano nei primi e non nei secondi. Le Madonie hanno tra i loro "gioielli" Petralia Soprana, a quota 1.100 mt. circa, mentre al di sopra di questa quota nei Nebrodi troviamo: Floresta ( 1.275 mt.), Cesarò e San Teodoro (1.120 -1.1505 mt.). Floresta ( "Casalifloresta", come dicono i vecchi contadini del messinese) è, anzi, il centro abitato di carattere non esclusivamente turistico più elevato di tutto il meridione. La notevole ampiezza del gradiente altimetrico non può che determinare, per quanto riguarda il clima, una significativa differenza di regimi termici e pluviometrici nella zona nebroidea. Per quanto riguarda in primo luogo le temperature, notiamo che la media annuale, mentre sulla costa tirrenica si aggira sui 18°, è di circa 12° a 1.000 mt.e di circa 7° sul Monte Soro. A Cesarò, nel decennio 1931-40, la media è stata di 11,7°, a Floresta di 10,3°. La media di gennaio, che sulla costa supera gli 11° è di 1,8°a Floresta. Questo centro, pertanto, ha temperature medie invernali sovrapponibili a quelle di centri appennici come L'Aquila, Campobasso e Potenza, notevolmente meno elevati. Inoltre Floresta, che è alla stessa altezza di Cortina d'Ampezzo,rispetto a questa gode in inverno, mediamente, di 6°-7° in più. In un inverno "normale"la minima nei giorni più freddi a Cesarò o a Floresta è tra i -5° e i -7°. Per quanto riguarda ancora il decennio 1931-40, il minimo assoluto registrato è stato -7,5 a Floresta e -11,0 a Cesarò,località ancora più lontana dal mare rispetto alla prima. Tra le ondate di freddo degli ultimi decenni, una delle più crude da queste parti è stata quella della prima decade di marzo del 1973. Ricordo i titoli di un giornale locale, che parlavano addirittura di temperature intorno ai -20° nei centri abitati più alti. Non dispongo dei dati ufficiali di quel periodo: molto più realisticamente, ritengo che si la temperatura sia scesa intorno ai -10°- -12° in tali centri e intorno ai -15° sul Monte Soro. Cesarò, in fondo non è Livigno e il Monte Soro non è la Marmolada e nemmeno il Monte Cimone!!! Per quanto riguarda le temperature estive, le medie di Cesarò sono analoghe a quelle di Campobasso o di Potenza, mentre quelle di Floresta sono un po' inferiori: un 19,5° come media di luglio, valore "paradisiaco" se si raffronta alle medie che si registrano nelle parti più basse dell'interno della Sicilia. Quando, in estate, lo scirocco infuoca gran parte della regione, si può trovare refrigerio nelle faggete dei Nebrodi: molto belle, in particolare quelle intorno a Villa Miraglia ( oltre 1.500 mt.). Quando a Palermo il soffio africano porta il termometro oltre i 40°, qui, per lo più, si raggiungono a stento i 25°. Nel versante sud dei Nebrodi comunque, le temperature estive sono alquanto più elevate: nel decennio 1931-40 la massima assoluta a Cesarò è stata di ben 38,1°( contro i 40.0° di Milazzo e i 40,5° di Sant'Agata Militello, località costiere). Per quanto riguarda le precipitazioni, il crinale nebroideo costituisce una delle zone più favorite della Sicilia e di tutto il Meridione. Di contro ai 600-800 mm delle zone costiere, si raggiungono i 1300 -1.500 mm in media nelle zone più esposte ai venti umidi. Ciò si riflette sulla vegetazione: il crinale e il versante nord dei Nebrodi sono coperti dai bei boschi di castagno e, alle quote più alte, di faggio. Si capisce allora come dal satellite si scorga una grande macchia verde, corrispondente appunto ai Nebrodi, nel disperante giallo che contrassegna quasi tutto il resto della Sicilia. Sempre nel decennio 1931-40, Floresta ha ricevuto in media 1.455 mm ( 1.271 nell'anno più arido, il 1937, e 1.720 in quello più piovoso, il 1933). Più sfavorito il versante sud, che si presenta per lo più spoglio, come l'omologo versante delle Madonie: solo 808 mm a Cesarò, e per giunta con una maggiore variabilità tra un anno e l'altro ( solo 596 mm nel 1933, contro i 938 mm del 1934). Località collinari del versante nord o non lontane dalla linea di cresta hanno ricevuto quantitativi di pioggia notevolmente superiori rispetto a Cesarò: Ficarra, intorno ai 400 metri di altezza, 1.073 mm in media; Tortorici - paese sui 500 mt., noto per la sua pastorizia transumante - 1.215 mm. In queste zone, la variabilità tra un anno e l'altro si fa ancora più marcata; a Ficarra solo 684 mm nel 1937 contro i 1.481 mm del 1931. Ciò non può che costituire un problema per l'agricoltura. Probabilmente negli ultimi decenni, si sono registrati valori di piovosità più modesti. Particolarmente preoccupante è stata la siccità in gran parte della zona nebroidea negli anni Ottanta e all'inizio degli anni Novanta. Le ultime annate, inoltre, sono state quasi tutte molto avare quanto a nevicate. Anche questo deve fare riflettere, poiché le risorse idriche della provincia di Messina provengono in gran parte da questa zona, ed è di primaria importanza l'alimentazione delle sorgenti connessa al lento scioglimento primaverile delle nevi. Normalmente sul Monte Soro la neve dura - o, forse è meglio dire "durava" - da dicembre a metà aprile, a Floresta alcune settimane. A 1.000 mt. la durata del manto nevoso non supera, in genere, una quindicina di giorni. Ogni centro abitato oltre i 400 mt. riceve comunque la sua "spolverata" quasi ogni anno. Per dare un'idea della variabilità delle precipitazioni nevose da un anno all'altro, adduco un ricordo personale. Nel 1991 mi trovavo sui Nebrodi esattamente il 18 marzo. Ebbene, dopo un inverno mite e poco piovoso, sulla cima del Soro non vi era più neanche una macchiolina di neve; qualche modesto residuo bianco, in lontananza, sulle cime delle Madonie. Due anni dopo, il 1993, il mese di marzo fu invece freddissimo e ricchissimo di precipitazioni, sull'Aspromonte, come sui Peloritani e sui Nebrodi. Consistenti cumuli di neve ai bordi delle strade che conducono a Mistretta, Montalbano Elicona, Floresta, Capizzi, Cesarò e Santa Domenica Vittoria resistettero fino ad aprile. Dal sito www.nebrodi.com scopriamo che esiste un secondo lago di Tovel!!! Ecco dove si trova... Lago Biviere (1278 m.s.l m ) Ricadente nel territorio del comune di Cesarò, il lago ha una superficie di circa 18 ettari e costituisce la zona umida d'alta quota di maggior valore naturalistico della Sicilia, anche per la particolarità del suo popolamento vegetale ed animale. La ricchissima flora è condizionata dalle variazioni periodiche del livello dell'acqua, che determinano una zonizzazione orizzontale della vegetazione in sei fasce, distinte in base alle varie specie dominanti. La presenza di acqua in una zona montana coperta da foreste di faggio rappresenta, inoltre, un punto di riferimento privilegiato per la vita di numerose specie di uccelli acquatici e per la sosta degli uccelli di passo durante le grandi trasvolate migratorie. Da segnalare un fenomeno naturale che si verifica nei mesi estivi, quando le acque del lago si colorano di rosso per la fioritura di una microalga chiamata scientificamente Euglena sanguinea. All'interesse naturalistico, il Biviere unisce indubbi pregi panoramici, circondato com'è da impenetrabili popolamenti di piante idrofile, dominato da maestosi faggi ed aperto a nord verso grandiosi paesaggi.

Autore : Nunzio Bombaci

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