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Il clima della Campania

La Campania, per i caratteri climatici, per la fertilità del suolo e la sua vegetazione, per la bellezza delle sue coste e delle sue isole è sicuramente una delle regioni più interessanti d'Italia.

I tipi di clima - 26 Ottobre 2002, ore 08.37

La Campania è sicuramente molto famosa per i suo clima. Questo è particolarmente mite d'inverno lungo la costa, mentre il caldo dell'estate è mitigato dalla brezza marina. Le stagioni intermedie godono di un clima ideale, con limitata umidità e lunghi periodi di cielo sereno; gli sbalzi termici sono contenuti. Lungo la fascia costiera si ha un clima prevalentemente mediterraneo, specie nelle località meglio esposte. Nelle dorsali dell'Appennino campano, nelle conche e nelle valli interne, il clima assume contorni continentali, con valori di temperatura più bassi e periodi e valori di umidità più lunghi e marcati. Le condizioni climatiche della regione risultano influenzate quindi dagli Appennini che si innalzano con ripidi fianchi dalle piane costiere, mentre aree di notevole estensione alle spalle della loro dorsale sono protette dai venti meridionali e quindi, come detto, sono caratterizzate da una certa continentalità. Gli effetti della posizione geografica portano comunque benefici anche nelle zone interne. La zona litoranea è protetta dai venti freddi settentrionali dalla cerchia delle montagne, attraverso le quali peraltro, masse d'aria umida provenienti dal Tirreno, incanalandosi nelle ampie e scoscese valli, temperano il clima dei territori non più favoriti dalla vicinaza del mare. Un mare caldo che, nella stagione fredda, attiva la formazione di aree cicloniche, le quali attirano le masse d'aria provenienti sia dall'Atlatico che dal Continente. Le masse d'aria proveniente dall'Atlantico, miti ma ricche di umidità, si presentano nei mesi autunnali. Le masse d'aria più fredde e secche di origine continentale sono più frequenti nei mesi invernali. In primavera sono frequenti le correnti di masse d'aria di provenienza africana, sciroccali, calde, afose e cariche di umidità, prelevata dal loro transitare sul Mediterraneo. Non sempre però queste masse d'aria apportano copiose precipitazioni. L'altitudine, la vicinanza o la lontanaza dal mare, la morfologia e la densità della vegetazione determinano sensibili variazioni di piovosità, umidità, temperatura. I valori delle temperature presentano sensibili variazioni tra le località costiere e le località interne di pianura. Variazioni ancor più accentuate si registrano tra le località di pianura e quelle poste alle diverse altitudini. La temperatura media annua in questi ultimi anni risulta superiore a 19° nella fascia litoranea e si abbassa aumentando l'altitudine e la distanza dal mare (Caserta 18° 90 m - Benevento 16° a 170 m. - Avellino 15,6° 370 m. - Ariano Irpino 12° a 794 m. - Montervergine 9,5° a 1270 m. ) Nel Cilento troviamo che a Casal Velino a 225 m. abbiamo una temperature media annua di 17° e che a Sala Consilina a m. 580 la temperatura media è di 14°C Gennaio solitamente si dimostra il mese più freddo con medie che registrano: a Napoli 11° - Salerno, 11° Benevento 8° - Avellino 6,5° - Ariano Irpino 4° - Sala Consilina 6° - I mesi più caldi sono luglio e agosto; alcune località registrano medie più elevate in luglio, altre località registrano le temperature medie più alte in agosto. ( Napoli 27° Caserta 26° Avellino 23° Salerno 27° Benevento 25° Montervergine 19° Ariano Irpino 21° Sala Consilina 23°) Le differenze termiche tra i mesi più freddi (dicembre,gennaio,febbraio, marzo) sono di circa due gradi, mentre tra i mesi più caldi (giugno,luglio,agosto,settembre) le differenze non superano i tre gradi. In Campania la primavera è piuttosto lunga per il costante ma lento aumentare delle temperature; l'autunno invece è più breve sia a causa delle abbondanti precipitazioni sia per la maggior quantita di giornate caratterizzate da cielo coperto che determinano un calo meno graduale della colonnina di mercurio. Cio non toglie tuttavia al mese di ottobre di presentarsi ancora con periodi soleggiati e caldi. E' raro, per non dire rarissimo,che sulle zone litoranee o confinanti si registrino minime assolute al di sotto dello zero gradi. Valori minimi eccezionali si sono verificati nel febbraio del 1956 e nel famoso 1985. Nel 1956 valori tutti sotto lo zero si registrarono a Napoli - 1,8°C Salerno -3,3 C Caserta -2,9°C Benevento -8,6°C Avellino-10,6C Ariano Irpino- 13,6°C Le precipitazioni più copiose si registrano attorno a Salerno, nel Cilento, nell'alta valle del Sele sui Monti Picentini, nella piana di Sarno, nel Matese, sul Monte Avella e sui Monti Lattari, nonchè sul Taburno. I versanti favoriti dalle precipitazioni sono quelli rivolti ai venti umidi provenienti dal sud o da SW (Libeccio). Sul Matese e sui Picentini le differenze di piovosità tra il versante meridionale e quello opposto superano, in alcune annate, i 600 mm. Questa differenza non si riscontra invece sui rilievi costieri - In alcune delle località sopra citate, le precipitazioni annue possono raggiungere livelli superiori a 2000 mm. I livelli scendono man mano che si raggiungono le pianure. Queste in genere ricevono precipitazioni che in media si attestano sui 1000 mm. annui Sulle isole le precipitazioni sono leggermente inferiori. I mesi più piovosi sono generalmente dicembre al meridione e novembre al settentrione- luglio si presenta solitamente come il mese meno piovoso. Le precipitazioni nevose non sono rare sui monti, anzi sui maggiori rilievi, sono abbondanti da dicembre a febbraio-marzo. Rara invece la neve sulla costa, a Napoli e Salerno - La neve sull'Epomeo e sul Monte Solaro costituisce un fenomeno eccezionale che crea comunque un paesaggio suggestivo e incantato laddove la natura ha comunque provveduto a creare un paesaggio che suggestivo e incantato lo è tutto l'anno. La brina si presenta con una certa frequenza nei mesi invernali, nelle zone esposte a nord delle conche o nelle valli più umide. Anche la grandine purtroppo non è rara e grandinate che apportano anche gravi danni si possono manifestare sia in primavera che in settembre-ottobre. Le nebbie si può dire che non abitino qui; esse sono infatti più che rare e interessano per lo più i fondivalle e alcune pianure interne solo nelle prime ore del mattino e per periodi brevi. I venti prevalenti sono il Libeccio, la Tramontana e lo Scirocco . Agli inizi dell'autunno l'aria atlantica apporta, fortunatamente non sempre, annuvolamenti di tipo ciclonico accompagnati da bufere di vento che abbattono alberi e danneggiano i raccolti - E' il periodo che interrompe la fase estiva di bel tempo. Si possono manifestare violenti acquazzoni accompagnati da tuoni fragorosi che si propagano di valle in valle - Venti di forte intensità creano turbinii e trombe d'aria sulla terra e mareggiate in mare con onde alte che si abbattono pericolosamente lungo le spiagge, le banchine, le strade del litorale provocando gravi danni alle imbarcazioni e alle strutture costiere Anche se fortunatamente queste tempeste sono di breve durata e il sole poi splende d nuovo nell'azzurro del cielo, lasciano spesso, purtroppo, allagamenti, distruzioni, torrenti di fango e detriti e qualche volta modificano il territorio. Per concludere diremo che la Campania fa parte della regione climatica tirrenica, risente positivamente dei venti mitigatori del mare ed è protetta dai venti freddi continentali dalle montagne dell'Appennino.

Autore : Redazione

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