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I microclimi dei Colli Albani nel Lazio

Alle porte di Roma, dal silenzio dei suoi boschi, il Vulcano Laziale caratterizza il clima di una vasta area, offrendo interessanti spunti d'interesse sia al suo interno che alle sue pendici...

I tipi di clima - 19 Maggio 2003, ore 15.49

I Colli Albani sono conosciuti come un sistema di rilievi vulcanici che si elevano a sud-est dell'Agro Romano, e che si pongono come zona di confine naturale tra questo, l'Agro Pontino e la Valle del Sacco. L'isolamento che deriva da siffatta conformazione geomorfologica, unito alle discrete altitudini delle elevazioni montuose, fanno di questo sistema una culla di mesoclimi e microclimi in cui un ruolo determinante giocano l'esposizione, i venti, l'altitudine, la temperatura, l'umidità, la distanza dal mare e - non ultimi - il tipo di copertura vegetale e la presenza di bacini lacustri. In linea generale, il clima dei Colli Albani è stato inquadrato nel clima di tipo mediterraneo caldo, con estate lunga e relativamente asciutta, e con inverno breve e complessivamente mite. Ma vanno fatte le opportune distinzioni. Un ruolo assolutamente determinante lo giocano infatti l'orografia e, conseguentemente, l'esposizione. La premessa è insomma di carattere morfologico: i Colli Albani sono costituiti da una doppia serie di cinta montuosa che racchiude il vulcano centrale, con altitudini medie comprese tra i 750 e i 900 metri. Tra le due cinte si snodano zone intervallive, la più estesa delle quali è il Vallone della Molara, con altitudine media che si attesta poco oltre i 500 metri. I picchi montuosi sfiorano ripetutamente ed in più punti i 1000 metri di quota. Nella sola cerchia montuosa centrale, prospiciente i Campi di Annibale, abbiamo le tre maggiori elevazioni di tutto il sistema; nell'ordine: Maschio delle Faete (m. 956 slm), Monte Cavo (m. 949) e Colle Jano (m. 938). Disposto a ventaglio sulle pendici nord-occidentali di Monte Cavo, sorge il caratteristico borgo di Rocca di Papa (m. 680), il più interno dei comuni dell'area, la cui parte sommitale - oggi adibita a stazione turistica adiacente i Campi di Annibale - supera gli 800 metri di quota. Questa interessante escursione altimetrica della città giustifica un fenomeno curioso e tutt'altro che raro: in inverno può accadere infatti che mentre nella parte bassa piova, nella parte alta si abbiano nevicate con accumulo al suolo, non di rado abbondante. Differenze di un sol grado, quando si è in condizioni particolari, possono determinare anche situazioni del genere. In questo caso l'altitudine è determinante, ma può non esserlo, o addirittura esserlo al contrario, come nel caso dell'inversione termica. Specialmente nelle notti d'inverno, infatti, con venti da nord o da nord-est, e con cieli stellati, l'aria fredda si riversa nell'Agro Romano, facendo registrare temperature molto rigide per una città come Roma - non di rado di qualche grado sotto lo zero. Ci si aspetterebbero temperature ben più basse in montagna, ed invece sui 576 metri di Monte Compatri ci si ritrova con temperature, seppur di poco, superiori. Miracoli dell'inversione termica: l'aria fredda non ce la fa a risalire i pendii e rimane confinata nelle pianure sottostanti. Questo spiega perché le temperature minime medie di gennaio siano molto simili anche tra città che abbiano differenze altimetriche notevoli. Un po' per lo stesso motivo accade che zone vallive interne, come il Vallone della Molara, siano interessate in autunno e in inverno da nebbia in banchi; fenomeno che invece non riguarda zone sommitali o di pendio. In località Vivaro può succedere di avere visibilità inferiore ai 10 metri. Tornando a parlare di orografia, la città più alta rimane Rocca Priora, edificata sullo sperone più elevato della cinta tuscolana, al margine settentrionale del sistema: con i suoi 768 metri di altitudine, è il più alto dei Castelli Romani, e si erge a spartiacque tra il Vallone della Molara a sud e i Colli Prenestini a nord, in splendida posizione panoramica, esposta a diverse correnti. I centri che si ergono immediatamente a nord (San Cesareo, Colonna, Monte Porzio, Monte Compatri) subiscono l'influsso della barriera montuosa tuscolana in occasione di correnti meridionali. E questo spiega la bassa piovosità anche di centri come Frascati e Ciampino, quest'ultimo addirittura al di sotto degli 800 mm annui. Con venti di scirocco, poi, specie in primavera (quando il mare è ancora freddo), in questi paesi si assiste addirittura a casi di "foehnizzazione": il vento viene sollevato dalla cinta tuscolana e viene sospinto sui Colli Prenestini come vento di caduta; in queste situazioni, le raffiche possono superare non di rado gli 80 km/h e la temperatura può raggiungere valori di 3-5°C superiori alle località situate alla stessa altitudine sul versante opposto. Procedendo nell'analisi della cintura esterna, i Colli Albani sono chiusi a sud-est dalla catena dell'Artemisio, che raggiunge nel Monte Peschio (m. 925) e nel Maschio di Lariano (m. 891) le altitudini maggiori. Città come Velletri e Lanuvio, che sorgono immediatamente a sud di questa barriera montuosa, a poco più di 300 metri di altitudine, risentono dello stau originato dall'insorgenza di correnti meridionali, e questo giustifica la maggiore piovosità dei settori tirrenici dei Colli Albani rispetto a quelli interni, come si diceva in precedenza. In estate, poi, non di rado i temporali termoconvettivi che si sviluppano sui Monti Lepini tendono ad interessare la zona di Lariano e dell'Artemisio in genere, apportando rovesci anche copiosi. Tutto questo, aggiunto alla preponderanza di correnti meridionali ed occidentali, fanno di Velletri e di tutta l'area adiacente il settore più piovoso dell'intero comprensorio orografico dei Colli Albani, con valori medi annui di precipitazioni che sfiorano i 1250 mm. Il clima dei settori occidentali dell'area è invece interessato dai bacini lacustri del Lago di Albano e del Lago di Nemi, nonché dalla mancanza di una barriera orografica vera e propria. In questo settore infatti il rilievo degrada dolcemente verso il litorale, incontrando i centri più popolati dell'intera area (Grottaferrata, Marino, Castel Gandolfo, Albano, Ariccia, Genzano). Ne consegue la forte incidenza del Mar Tirreno, e dunque un clima caratterizzato da temperature miti e discreti valori di umidità, in piena armonia con i caratteri che identificano il clima mediterraneo del Medio Tirreno.

Autore : Emanuele Latini

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