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La porta dell'inferno: fuoco da oltre 40 anni dentro un cratere in Turkmenistan

E' stata sin da subito ribattezzata col nome "The Gate of Hell" (La porta dell'inferno), un cratere nel deserto del Karakorum che brucia giorno e notte da oltre 40 anni. Da cosa è stato provocato?

Geologia - 17 Giugno 2013, ore 17.30

Una vera e propria isola di fuoco che sibila nel bel mezzo del buio e silenzioso deserto di Karakorum (Turkmenistan). Quei pochi coraggiosi turisti che hanno provato ad avventurarsi in questa sperduta regione del medio-oriente, resteranno senza dubbio impressionati dalla presenza di questo curioso quanto all'apparenza inspiegabile fenomeno di combustione direttamente su roccia.

Da cosa ha avuto origine il cratere di fuoco?

Il cratere è stato in realtà il risultato di un esperimento compiuto nel 1971 da parte di alcune compagnie sovietiche dedite all'estrazione del gas naturale presente nel sottosuolo. Durante le operazioni di trivellamento, il terreno collassò improvvisamente. I tecnici sovietici per evitare il peggio, decisero così di incendiare il gas naturale che sgorgava dal terreno, convinti che sarebbe andato consumandosi nel giro di poco tempo.

Non fu così, a distanza di oltre 40 anni il pozzo crollato seguita a bruciare senza interruzione, illuminando di un surreale colore giallo aranciato le notti buie e silenziose su Derweze. Questa località risulta il centro abitato più vicino al cratere di fuoco.

Per quanto tempo continuerà ancora a bruciare il gas?

Molti geologi e studiosi da tutto il mondo hanno provato a dare una risposta a questa domanda, sinora senza nessun risultato convinto e tangibile. Si è così passati dall'ottimistica previsione del 1971 da parte dei sovietici che ne prevedevano uno spegnimento nel giro di poco tempo, ad una previsione forse più realistica che prevede un definitivo esaurimento della fonte di gas entro il 2050.

Nel 2010 dalle autorità turkmene girò voce di una possibile operazione di chiusura del cratere con pietre e sabbia ma i lavori a distanza di anni devono ancora essere avviati.

 


Autore : William Demasi

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